23 luglio 2015

Trasporti gestiti dalle mafie: da Fondi a Gela, 20 arresti. Mentre a Vittoria…



21 luglio 2015 di Paolo Borrometi 


Un patto per imporre le loro ditte nel trasporto su gomma di prodotti agroalimentari destinati ai principali mercati ortofrutticoli di Sicilia, Campania e Lazio.
Da tempo ci siamo occupati (LEGGI L’ARTICOLO) dei trasporti su gomma fra i mercati più importanti ed abbiamo segnalato, con ditte, nomi e cognomi, le situazioni più “intricate” nel Mercato di Vittoria(RG).
Eravamo partiti dalla “Tutto Trasporti srl” con sede (anch’essa) a Vittoria, di cui è amministratore unico la catanese Febronia Autericonvivente e socia del pluripregiudicato comisano Raffaele Giudice, detto “varecchina”.
Giudice è stato ritenuto all’interno nel clan mafioso “Carbonaro – Dominante”.
E c’eravamo soffermati su altri nomi, citati nella interrogazione del Senatore Giuseppe Lumia, sulla criminalità a Vittoria (LEGGI).
“Va prestata attenzione a Paolo Cannizzo, inteso “Paulu U niuru” – scriveva il Senatore del Pd,Giuseppe Lumia, nella interrogazione parlamentare su Vittoria -, elemento di spicco del clan Carbonaro Dominante, scarcerato e nuovamente arrestato, che ha operato sul territorio vittoriese con agenzie di trasporti (avrebbe rilevato con un altro soggetto, Titta Luminoso, l’agenzia di trasporti di Guglielmo Costa);
Ancora, Salvatore Fede, già segnalato per 416-bis, scarcerato e successivamente e arrestato nuovamente per pena definitiva, avrebbe operato a fianco di Paolo Cannizzo citato nel settore trasporti;
ancora Raffaele Giudice (pregiudicato per 416-bis) inteso “varecchina”, gestisce il 70 per cento dei trasporti dei prodotti ortofrutticoli su Vittoria fornendo servizi nei vicini comuni di Niscemi e Gela;
Sebastiano Gatto (nipote del fu professore Biagio Gravina, quest’ultimo reggente della famiglia della Stidda di Vittoria, ucciso il 10 marzo 1989), nonché fratello di Giambattista, rimasto ucciso in un agguato di mafia – concludeva Lumia -, opera nel settore dei trasporti”.
E ci sono anche Vittoria e Gela fra le città citate nell’operazione che ha impegnato la Dia nell’ambito dei trasporti.
E’ quello fra la cosca dei Mallardo, attiva nell’area nord del Napoletano e fino al basso Lazio, e i Casalesi, scoperto da una indagine della Dia, coordinata dalla Procura di Napoli, conclusa dall’emissione di una misura cautelare, firmata dal gip, Maria Vittoria Foschini, per venti indagati a vario titolo di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, estorsione, rapina, illecita concorrenza con minaccia e violenza, detenzione e porto abusivo di armi.
L’inchiesta costituisce uno sviluppo di un’analoga chiusa nel maggio 2010 che porto’ alla luce il monopolio di una ditta, la Paganese Trasporti, per rifornire di merci i mercati ortofrutticoli di Fondi, Catania, Palermo, Vittoria, Gela e Giugliano; anche in questo caso ci furono arresti tra cui quelli di imprenditori legati non solo al clan dei Casalesi, ma anche a ‘cosa nostra’, perche’ con la mafia la camorra casertana si era ‘spartita’ la torta dell’affare. In questa nuova tranche il ‘portafoglio clienti’ della Paganese Trasporti era passato a una ditta individuale, quella di Libero Frontoso, fratello di uno degli arrestati nell’indagine del 2010 e poi garantito da Luigi Terracciano, prima arrestato e poi ai domiciliari per motivi di salute.
A raccontare questo percorso, anche conversazioni intercettate. Frontoso, per gestire l’attivita’, aveva anche preso accordi con una societa’ salernitana, la Ita. Ma nella primavera del 2012, indicano sempre intercettazioni e riscontri, questo scenario si modifica perche’ Terracciano viene scarcerato e messo ai domiciliari. L’uomo era il piu’ stretto collaboratore di Costantino Pagano, e subito, nonostante sia sottoposto a una misura cautelare, riprende in mano il trasporto dell’ortofrutta, utilizzando la ditta di Frontoso e marginalizzando Ita. Pagano mantiene anche solidi rapporti con i siciliani. Il mercato ortofrutticolo di Giugliano, poi, a partire dal 2010 era nel frattempo passato dalle mani dei Casalesi a quelle del clan Mallardo, pur mantenendo lo stesso sistema di controllo dei trasporti, gestiti da Salvatore Dalterio per conto della cosca.
Camorra: mercato ortofrutticolo, arresti clan Casalesi e Mallardo 
Chiunque avesse voluto trasportare prodotti ortofrutticoli da e per il mercato di Giugliano in Campania era assoggettato alla camorra. L’inchiesta della Dia di Napoli, Roma e dei centri Operativi della Sicilia, ha svelato le nuove estorsioni perpetrate da parte di esponenti dei clan Mallardo e Casalesi ai trasportatori del mercato ortofrutticolo, ai commercianti ai venditori all’ingrosso. Quaranta indagati, di cui nove in carcere e 11 ai domiciliari: questo il risultato di una inchiesta bis partita cinque anni fa con lo smantellamento di un’organizzazione che operava nel mercato ortofrutticolo di Fondi. Un sistema che si era rigenerato dopo gli arresti grazie anche al cambio dei vertici delle cosche: i Mallardo e i Casalesi. Cambio obbligato a causa degli arresti, sequestri di beni e pentimenti eccellenti. I reati contestati agli indagati sono a vario titolo di concorso in associazione camorristica, estorsione, rapina, illecita concorrenza con minacce e detenzione di armi, il tutto aggravato dal metodo mafioso. Al centro delle indagini ci sono numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali attivate all’indomani della prima retata che aveva portato in carcere non solo imprenditori nel settore del trasporto di prodotti ortofrutticoli ma anche boss e affiliati. A riscontro di quanto raccolto dalle attivita’ di ascolto ci sono state poi le dichirazioni dei collaboratori di giustizia che hanno raccontato il ‘sistema’ dei trasporti e il dazio che erano costretti a pagare non solo i commercianti ma anche i trasportatori che decidevano di non piegarsi al sistema Casalesi-Mallardo.
GLI ARRESTATI:
I 20 arrestati avevano ruoli ben precisi nel sodalizio criminale facente capo al clan Mallardo che controllava il mercato ortofrutticolo.
Sossio Capasso raccoglieva le estorsioni degli autotrasportatori di prodotti ortofrutticoli e a sovrintendere alle attività criminali eseguite nel mercato di Giugliano e a controllare attraverso i suoi diretti subordinati tra cui Raffaele Palma, che l’attività di trasporto su gomma da e per il mercato di Giugliano venisse completamente gestita in regime monopolistico dal clan Mallardo.
Agostino D’Alterio nella qualità di partecipe svolgendo una determinante funzione di raccordo tra i vertici del clan, ed in particolare Patrizio Picardi e gli altri affiliati, mettendo a disposizione del sodalizio il suo ufficio per le riunionitra gli affiliati e per favorire le sue strategie trasformandolo a vera e propria base operativa e luogo di abituale incontro per la trattazione delle pi disparate attività criminali.
Salvatore D’Alterio in qualità di partecipe con il precipuo computo di gestire alle dirette dipendenze di Picardi, attraverso il numero indeterminato di altri affiliato, l’intero settore del trasporto su gomma da e per il mercato di Giugliano all’uopo costruendo la società SA.GI.NI.VE terminale affaristico del sodalizio imponendo le regole stabilite dal clan per alterare le condizioni di lecita concorrenza tra le diverse imprese.
Gregorio Mallardo, in qualità di partecipe con la funzione di organizzare e distribuire il trasporto su gomma nel mercato di Giugliano secondo le regole imposte dal sodalizio dei Mallardo e dai suoi vertici.
Raffaele Palma, in qualità di partecipe con il ruolo di gestire alle dirette dipendenze di Sossio Capasso, l’intero settore del trasporto su gomma da e pe il mercato di Giugliano e di assicurare il rispetto delle regole imposte dal clan per al scelta delle imprese di autotrasporto di prodotti ortofrutticoli e per l’accesso degli autotrasportatori nel mercato di Giugliano.
Luigi Micillo, con Luigi e Giovanni Pragliola, in qualità di partecipe con il compito di gestire l’attività di distribuzione del caffè Borbone e della macchine per la somministrazione del caffè attraverso la società EXPRESS MATIC quale espressione imprenditoriale del sodalizio.
Raffaele Palma, in qualità di partecipe con il ruolo di gestire alle dirette dipendenze di Sossio Capasso, l’intero settore del trasporto su gomma da e pe il mercato di Giugliano e di assicurare il rispetto delle regole imposte dal clan per al scelta delle imprese di autotrasporto di prodotti ortofrutticoli e per l’accesso degli autotrasportatori nel mercato di Giugliano.
Giulio Panico, in qualità di partecipe con il ruolo di mettere la sua impresa di trasporto ed il suo know how a completa disposizione del clan Mallardo e di attivarsi in qualità di socio della oc.coop SA.GI.NI.VE terminale affaristico del sodalizio nel settore dei trasporti per imporre regole camorristiche ed un regime di monopolio dei trasporti su gomma all’interno del mercato ortofrutticolo.
Antonio Picardi, in qualità di partecipe con il ruolo di mantenere costantemente in contatto Patrizio Picardi, e gli altri affiliati, di veicolare le direttive impartite nel periodo in cui suo padre Patrizio era reggente del sodalizio, nonché di riportare a suo padre le vicende criminali di maggiore interesse soprattutto per la gestione degli autotrasporti e del mercato ortofrutticolo.
Nunzio Veneruso, Ignazio e Nicola Antignano, concorrevano esternamente all’associazione camorristica dei Mallardo, in quanto pur non essendo stabilmente inseriti nella predetta compagine criminale, operavano sistematicamente con gli associati fornendo uno specifico e concreto contributo ai fini della conservazione e del rafforzamento della associazione camorristica, in particolare Veneruso, titolare della società SA.GI.NI.VE terminale affaristico dell’organizzazione criminale costituita ad hoc per imporre un regime monopolistico nel Mog dei trasporti su gomma in qualità di vettore autorizzato da Salvatore D’Alterio dominus del mercato di Giugliano per diretta investitura del reggente Patrizio Picardi, al trasporto dei prodotti ortofrutticoli dal mercato di Giugliano per tutti i mercati della Sicilia forniva un contributo essenziale insostituibile ed ineliminabile all’espansione e al consolidamento della consorteria mafiosa del clan Mallardo.
I NOMI DEGLI ARRESTATI
(in carcere)
Luigi TERRACCIANO, inteso “Giggino”
Sossio CAPASSO, inteso “Lelluccio”,
Raffaele PALMA, inteso “foglio di carta”
Salvatore D’ALTERIO,
Agostino D’ALTERIO
Antonio PICARDI,
Patrizio PICARDI inteso “o Patrizio e/o o nasone”, n
Gregorio Raffaele MALLARDO,
Giulio PANICO,
(agli arresti domiciliari)
Libero FRONTOSO, inteso “Lino”,
Angelo MILIONE
Gianluca OLIVIERO inteso “Lucariello”
Salvatore D’ALESSANDRO, inteso “Totò”
Francesco MILITELLO, nato a Niscemi
Ignazio ANTIGNANO
Luigi MICILLO
Giovanni PRAGLIOLA
Giuseppe PRAGLIOLA
Nunzio VENERUSO
Nicola ANTIGNANO
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