26 agosto 2015

Patti&Affari, ieri mattina gli interrogatori degli indagati: Parlano soltanto in tre. Chiederanno la revoca della misura cautelare



26 agosto 2015 

Associazione a delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione 

PATTI 
Si sono svolti ieri mattina gli interrogatori di garanzia da parte del Gip del Tribunale di Patti Ines Rigoli delle sette persone raggiunte da provvedimenti cautelari nell'ambito dell'operazione "Patti & Affari". Si tratta di Michele Cappadona, 59 anni, Giuseppe Busacca, 58 anni, Giuseppe Pizzo, 61 anni, e Salvatore Colonna, 61 anni per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari; Tindaro Giuttari, 57 anni rag- giunto dal provvedimento di divieto di dimora a Patti; Luciana Panissidi, 61 anni, e Carmelo Zeus, 62 anni, entrambi funzionari comunali, rispettivamente di Patti e Piraino, che sono stati, invece,sospesi dalle funzioni per otto mesi. 

Tutti, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione nonché dei reati di turbata libertà degli incanti frode in pubblici servizi, abuso induttivo, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. 

Nell'ordine sono stati sentiti Salvatore Colonna, difeso dal Sciammetta, l'avv. Mariella che si avvalso della facoltà di non rispondere. 
A seguire è stato ascoltato Giuseppe Busacca, rappresentato dagli avv. Giovanni Pino e Tommaso Calderone, che ha risposto alle domande del giudice ribattendo alle accuse e affermando l'assoluta estraneità rispetto alle accuse che gli vengono contestate. 

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Michele Cappadona, difeso dall'avv. Francesco Pizzuto e Giuseppe Pizzo, rappresentato dagli avv. Nino Favazzo e Antonio Amata. I legali dei vari indagati hanno espresso la volontà di presentare ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere la revoca della misura cautelare o, in alternativa, una misura meno afflittiva. Assente, per motivi di salute, Tindaro Giuttari. L'avvocato Alessandro Pruiti ha presentato la documentazione medica riferendo dell'intenzione di rinunciare all'interrogatorio di garanzia rinviando al Tribunale della Libertà di Messina la richiesta di revoca della misura cautelare. Hanno, invece, risposto alle domande del Gip Luciana Panissidi, rappresentata dall'avv. Alberto Gulino e Carmelo Zeus, difeso dall'avv. Salvatore Cipriano che hanno spiegato la loro posizione dichiarandosi estranei ai fatti contestati. A margine degli interrogatori di garanzia il Sostituto Procuratore Rossana Casabona, ha affermato che potrebbe essere valutata dalla Procura l'ipotesi di presentare ricorso contro la decisione del Gip del Tribunale di Patti Ines Rigoli che ha rigettato le richieste di emissione di misure cautelari a carico del sindaco di Patti Mauro Aquino, dell'assessore comunale Nicola Molica e del primo cittadino di Librizzi Renato Cilona. Dopo gli interrogatori di garanzia - ha detto - riesamineremo le carte per valutare se sussistono le condizioni per presentare ricorso. Abbiamo tempo sino a venerdì, quindi con calma sarà presa una decisione". 

GAZZETTA DEL SUD



L’INCHIESTA
La mattina dello scorso 20 agosto personale della Polizia di Stato, segnatamente della Squadra Mobile di Messina, unitamente agli agenti del Commissariato di P.S. di Patti, al comando del dirigente Carmelo Alba e della Sezione di P.G. – Aliquota della Polizia di Stato – presso la Procura della Repubblica di Patti, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Patti, nei confronti di sette soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione nonché dei reati di turbata libertà degli incanti, frode in pubblici servizi, abuso induttivo, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed altro. In particolare, nell’ambito dell’operazione denominata “Patti&Affari”, la misura è stata adottata nei confronti di:
BUSACCA Giuseppe, nato a Ficarra il 14.04.1957, residente a Pace del Mela in contrada Ficarelle; Presidente Cooperativa (ARRESTI DOMICILIARI);
CAPPADONA Michele, nato a Patti il 21.2.1956, ivi residente in contrada Prato, n. 3; imprenditore e presidente Cooperative; (ARRESTI DOMICILIARI);
COLONNA Salvatore, nato a Patti il 9.3.1954, ivi residente in contrada Monte; funzionario amministrativo Comune di Patti; (ARRESTI DOMICILIARI);
PIZZO Giuseppe, nato a Raccuja il 19.2.1954, residente a Patti, via San Giovanni n. 65; Presidente Cooperativa; (ARRESTI DOMICILIARI);
GIUTTARI Tindaro, nato a Patti, il 12.10.1958, ivi residente in via Aldo Moro, n. 16; imprenditore; (DIVIETO DI DIMORA IN PATTI);
PANISSIDI Luciana, nata a Patti il 21.3.1954, ivi residente in via Fontanella, n. 6; Dirigente Comune di Patti; (SOSPENSIONE DALLE FUNZIONI per otto mesi);
ZEUS Carmelo, nato a Piraino il 21.4.1953, ivi residente in via del Mare, n. 46; funzionario amministrativo del Comune di Piraino e noto negli ambienti sportivi per essere direttore sportivo del Due Torri Calcio (SOSPENSIONE DALLE FUNZIONI per otto mesi).
Il provvedimento cautelare scaturisce dalle complesse ed articolate indagini condotte dai menzionati organi investigativi, sotto il coordinamento del Procuratore di Patti Rosa Raffa e del sostituto procuratore di Patti Rosanna Casabona. L’indagine, molto corposa, si è protratta per molti mesi ed ha comportato lo svolgimento di numerose attività tecniche (intercettazioni telefoniche ed ambientali) e l’acquisizione documentale degli atti relativi a numerose gare d’appalto nel periodo 2008/2013. Dall’analisi degli elementi raccolti è emersa la sussistenza di un sodalizio criminale tra politici ed imprenditori nel comune di Patti, nel periodo della giunta guidata, dal 2001 al 2011, dall’allora sindaco Giuseppe Venuto, in cui era vice sindaco e assessore ai servizi sociali il dott. Francesco Gullo (imputato per l’operazione “Fake”). In buona sostanza, attraverso la violazione sistematica delle regole della libera concorrenza nelle procedure negoziali, nonché attraverso la non corretta applicazione delle norme stabilite dalle leggi in materia (regionali e statali) e dal codice appalti è stato possibile garantire ad un ristretto gruppo di imprenditori collusi (capeggiato da Pizzo e Cappadona) il sostanziale monopolio dei servizi sociali. Il metodo applicato (definito “giochetto” dagli stessi interessati) era quello di invitare alle gare le sole ditte con sede nel Distretto 30 (avente comune capofila Patti) ed appartenente al gruppo di controllo di Pizzo e Cappadona; quindi, alle gare si presentava solo quella che – previo accordo – doveva essere designata ovvero, in caso di presentazione delle altre invitate, queste facevano in modo di presentare condizioni meno vantaggiose per l’amministrazione o commettevano una irregolarità formale che ne comportava l’esclusione. Nella richiesta è stata ipotizzata la presenza di un’associazione per delinquere capeggiata da Pizzo e Cappadona, con la partecipazione di Gullo Francesco e di altri due imprenditori, nonché dei due dipendenti comunali Panissidi e Colonna. Il gip, pur riconoscendo l’esistenza del sodalizio e la sussistenza dei reati di abuso d’ufficio ipotizzati (quattro capi riguardanti condotte commesse negli anni 2009 e 2010), ha escluso la sussistenza di gravi indizi probanti la consapevole partecipazione dei due suddetti dipendenti comunali. In seguito al passaggio alla nuova giunta, guidata dal sindaco Mauro Aquino dal 2011, si è registrato un cambiamento degli equilibri politici ed il sodalizio citato è venuto meno. Quindi, si assiste ad un cambiamento di strategia degli imprenditori che cercano di consolidare la posizione predominate anche con i nuovi arrivati. Ciò che emerge in questa fase è la presenza di nuovi soggetti (Giuttari, Busacca) che riescono ad inserirsi nelle assegnazioni ed a rompere il predominio di Pizzo e Cappadona ma ciò si verifica soltanto in una prima fase in quanto, a partire dalla fine del 2011, il gruppo si ricompatta e si riscontrano svariate ipotesi di turbative d’asta che si protraggono per tutta la durata del periodo di osservazione (fino alla metà del 2012). In questa fase non è ravvisabile la presenza di un’associazione ma di una strategia condivisa tra gli imprenditori di volta in volta impegnati, a volte con la partecipazione degli amministratori. Il gip ha riconosciuto, nella maggior parte dei casi, la sussistenza dei gravi indizi dei reati ipotizzati. Nel corso delle indagini è emersa la reiterata ingerenza di politici nelle assunzioni di personale in seguito alla assegnazione dei servizi. In buona sostanza, dopo la vittoria nella gara, l’imprenditore assegnatario era sistematicamente contattato dai politici ovvero dai dipendenti comunali incaricati dai politici di segnalare i nominativi di personale da assumere; gli imprenditori accettavano tale imposizione inserendo i lavoratori segnalati, anche se, a volte, privi dei titoli necessari, incompetenti o, comunque, non preparati come altri assunti in precedenza dalle cooperative e che, a causa delle imposizioni politiche, dovevano essere licenziati. Il Gip, per tale condotta, nella sua ordinanza, ha riconosciuto la fortissima ingerenza dei politici ed il legame tra queste assunzioni ed il contesto elettorale di riferimento (trattandosi di una sorta di remunerazione per i voti ricevuti) evidenziando in più occasioni che era provato il collegamento tra le segnalazioni politiche e le assunzioni ma ha escluso che tale condotta potesse integrare il reato di corruzione per assenza di prova dell’ingerenza dei politici nella fase precedente delle procedure negoziali. Ciò ha comportato l’assunzione, in molti casi, di personale non preparato, che ha fornito servizi scadenti in settori delicati come l’assistenza ai disabili, ai minori, nelle colonie, tant’è che è stata ipotizzata l’esistenza di più reati di frode nelle pubbliche forniture per l’assunzione di personale privo del titolo OSA (Operatore Socio Assistenziale) richiesto dai bandi. Anche in questo caso il Gip ha riconosciuto la sussistenza dei gravi indizi in numerosi casi. Inoltre Tindaro Giuttari è stato attinto da misura per il reato di violenza privata ai danni di Cappadona e del consigliere comunale Domenico Pontillo per avere indotto quest’ultimo ad appoggiare la sua coalizione politica con la minaccia di ostacolare l’assegnazione dei servizi alle cooperative riferibili al Cappadona. Mentre il Colonna è stato, altresì, attinto da misura per due episodi di abuso induttivo ai danni di due donne che si erano recate da lui per ottenere contributi assistenziali. Si evidenziano di seguito le condotte contestate in ordinanza ai soggetti destinatari del provvedimento.
BUSACCA Giuseppe, quale presidente della Cooperativa GENESI, in cambio dell’assegnazione del servizio di assistenza domiciliare disabili per il distretto D30 per l’anno 2012, assumeva personale segnalato da politici e amministratori. Lo stesso si faceva lecito di porre in essere condotte estorsive nei confronti di taluni dipendenti, costretti a sottoscrivere lettere di dimissioni pre-confezionate sotto minaccia di non essere altrimenti assunte. Le stesse lettere venivano poi utilizzate per dissimulare i reali licenziamenti, così peraltro evitando di incorrere nelle penalizzazioni contributive normativamente previste per tali casi e così integrando gli estremi del delitto di truffa aggravata. Il personale assunto, peraltro, risultava talora privo dei prescritti requisiti di legge, di tal ché la sua assunzione integrava estremi del reato di frode nell’esecuzione del contratto. Al Busacca si contesta altresì di avere stretto accordi illeciti con CAPPADONA Michele (amministratore di fatto della Cooperativa PEGASO) al fine di turbare la libera selezione della ditta assegnataria del servizio di assistenza domiciliare agli anziani e telesoccorso nel comune di Patti per l’anno 2012: nello specifico, Busacca contattava Cappadona per comunicargli l’intenzione di presentare un’offerta con ribasso minimo del 2% in cambio di future collaborazioni.
A CAPPADONA Michele, quale imprenditore nel settore dei servizi sociali operativi nel territorio di Patti e dei comuni del distretto D30, viene contestato di essere tra i capi e promotori di un’associazione a delinquere impegnata nel concordare con altri imprenditori la spartizione dei servizi e le modalità di partecipazione alle gare. Allo stesso viene contestato di essersi adoperato nei confronti degli amministratori del comune di Patti, dopo la pubblicazione del bando relativo al servizio di assistenza domiciliare per anziani e telesoccorso per l’anno 2012 (che stabiliva di procedere all’assegnazione attraverso la procedura dell’offerta economicamente più vantaggiosa), per modificare predetta modalità di selezione, con l’apparente motivazione di accelerare le procedure di affidamento onde evitare disagi all’utenza ed in realtà per agevolare l’aggiudicazione della gara alla cooperativa PEGASO di cui era amministratore di fatto. Al Cappadona si contesta altresì di avere stretto accordi illeciti con Busacca Giuseppe al fine di turbare la libera selezione della ditta assegnataria del servizio di assistenza domiciliare agli anziani e telesoccorso nel comune di Patti per l’anno 2012. Lo stesso Cappadona, quale amministratore di fatto della cooperativa PETIT, nel corso della procedura di assegnazione del servizio di assistenza domiciliare per anziani e telesoccorso del comune di Librizzi per l’anno 2012, contattava il presidente di altra cooperativa per chiedergli di non partecipare alla gara, ricevendone l’assenso. Nella stessa occasione il Cappadona, avvalendosi della collaborazione del sindaco del comune che gli assicurava la disponibilità di un immobile così consentendogli di fruire di una maggiorazione del punteggio legato alla propria proposta contrattuale, turbava la libertà della gara.
COLONNA Salvatore, quale funzionario dell’Ufficio Servizio Sociale del comune di Patti, per agevolare l’assunzione di pre segnalato personale privo dei prescritti requisiti (titolo OSA) presso la cooperativa di Pizzo Giuseppe, aggiudicataria di servizio di assistenza igienico-sanitaria Scuole per l’anno 2011 nel comune di Gioiosa Marea, escogitava l’espediente di far inoltrare al comune di Patti e far vistare con presa d’atto dal proprio ufficio una richiesta di conferma di operatori precedentemente assunti per pretese “ragioni di continuità didattica”. Colonna, in concorso con amministratori locali, segnalava personale da assumere all’imprenditore Busacca Giuseppe assegnatario del servizio di assistenza domiciliare disabili per il distretto D30 per l’anno 2012. Nell’ambito della gara per il servizio di assistenza domiciliare per anziani e telesoccorso per l’anno 2012 in Patti, lo stesso Colonna – quale componente della commissione aggiudicatrice – influiva nella valutazione del progetto presentato dalla cooperativa MARESOL (riconducibile all’indagato Giuttari Tindaro) per agevolarla nell’assegnazione. Stessa illecita condotta agevolatrice poneva in essere per l’ATI (Associazione Temporanea d’Imprese) riconducibile a Pizzo Giuseppe nel corso della selezione della ditta affidataria del servizio di assistenza domiciliare educativa distretto D30 per l’anno 2012, nonché nella gara relativa alla colonia estiva distrettuale per l’anno 2012. Inoltre, nel corso della predisposizione della determina per il bando relativo alla colonia estiva distrettuale per l’anno 2012, inseriva capziosamente il necessario requisito della sede operativa in territorio di Patti. Allo stesso funzionario comunale di Patti viene contestato di avere abusato della propria qualità e dei relativi poteri, inducendo due donne a promettergli indebitamente favori sessuali in cambio, rispettivamente, dell’assegnazione di un alloggio popolare e dell’inserimento nel progetto “Spazio Lavoro” di cui all’avviso pubblico dell’1 febbraio 2012.
A PIZZO Giuseppe, quale imprenditore nel settore dei servizi sociali operativi nel territorio di Patti e dei comuni del distretto D30, viene contestato di essere tra i capi e promotori di un’associazione a delinquere impegnata nel concordare con altri imprenditori la spartizione dei servizi e le modalità di partecipazione alle gare. Nella qualità di legale rappresentante della Cooperativa CAPP 1990, aggiudicataria di servizio di assistenza igienico-sanitaria Scuole per l’anno 2011 nel comune di Gioiosa Marea, per agevolare l’assunzione di pre-segnalato personale privo dei prescritti requisiti (titolo OSA) ricorreva al già citato espediente di far inoltrare al comune di Patti e far vistare con presa d’atto da quell’ufficio Servizi Sociali una richiesta di conferma di operatori precedentemente assunti per pretese “ragioni di continuità didattica”. Nella stessa qualità, a seguito dell’aggiudicazione del servizio di assistenza igienico-sanitaria Scuole presso il comune di Oliveri (facente parte del Distretto D30), accettava di assumere un’operatrice segnalata da quel comune ancorché priva dei prescritti requisiti professionali (titolo OSA). Analogamente, nell’ambito dello stesso servizio svolto nel comune di Raccuja (anch’esso rientrante nel Distretto D30), accettava di assumere due operatrici segnalate dal comune prive dei requisiti necessari. Nel corso della selezione della ditta affidataria del servizio di assistenza domiciliare educativa distretto D30 per l’anno 2012 nonché nella gara relativa alla colonia estiva distrettuale per l’anno 2012, Pizzo Giuseppe (quale responsabile di ATI) veniva agevolato dall’indagato Colonna con l’indebita attribuzione di un punteggio superiore a quello spettantegli.
GIUTTARI Tindaro faceva da tramite nella segnalazione per l’assunzione da parte di Busacca Giuseppe, quale presidente della Cooperativa GENESI, affidataria del servizio di assistenza domiciliare disabili per il Distretto D30 per l’anno 2012, di personale segnalato da politici e amministratori di Patti. Quale referente della cooperativa MARESOL, fruiva di indebita assegnazione di punteggio superiore a quello spettantegli nella gara per il servizio di assistenza domiciliare per anziani e telesoccorso per l’anno 2012 in Patti, previo accordo con il componente della commissione aggiudicatrice Colonna. Allo stesso Giuttari Tindaro viene contestato il delitto di violenza privata per avere ostacolato – in più occasioni legate a gare per servizi sociali – le ditte riferibili a Cappadona Michele attraverso differenti modalità operative (partecipazione alle gare di altre ditte a lui vicine e disponibili a ribassi eccessivamente competitivi, eccezioni procedurali etc.).
A PANISSIDI Luciana, quale dirigente dell’Area Servizi Sociali del comune di Patti, si contesta la materiale adozione degli atti provvedimentali di propria competenza che hanno reso possibile talune condotte illecite sopra segnalate.
A ZEUS Carmelo, quale responsabile area amministrativa del comune di Piraino, si contesta di avere ricevuto da Cappadona Michele, durante la procedura di assegnazione del servizio assistenza domiciliare anziani e telesoccorso per l’anno 2012 in Piraino, una busta contenente una percentuale di ribasso superiore a quella indicata nell’offerta formalmente presentata con l’accordo che, in caso di necessità, avrebbe proceduto alla relativa sostituzione. A seguito dell’assegnazione del servizio alla cooperativa PEGASO, ZEUS richiede l’assunzione di una persona. 


La Procura della Repubblica di Patti, a seguito dell’ordinanza del Gip dell’operazione “Patti&Affari”, oltre ai sette provvedimenti cautelari, ha emesso 39 avvisi di garanzia per reati di associazione per delinquere, abuso d’ufficio, corruzione, turbativa d’asta ed altro. I destinatari sono:
AQUINO Giuseppe Mauro, avvocato, sindaco di Patti;
CANGEMI Giorgio, attuale presidente del consiglio comunale di Patti ed ex assessore con Venuto sindaco;
MOLICA Nicola, attuale assessore comunale di Patti;
PAPA Alessio, vice presidente del consiglio comunale di Patti;
PONTILLO Domenico, consigliere comunale di Patti;
GIUTTARI Nicola, consigliere comunale di Patti;
VENUTO Giuseppe, ex sindaco di Patti;
LENA Antonio, ex assessore con sindaco Aquino;
PONTILLO Nunzio, ragioniere del Comune di Patti;
GULLO Francesco – ex vice sindaco ed ex assessore al Comune di Patti;
IMPALA’ Salvatore, ex assessore con Venuto sindaco;
MASTRONARDI Paolo, ex assessore con Venuto sindaco;
MOLLICA Stefano, ex assessore con Venuto sindaco;
SIDOTI Rosolino, consigliere ed ex assessore comunale;
RIBAUDO ROBERTO, ex segretario generale del comune di Patti;
GREGORIO Marcella, vice segretario del comune di Patti;
CILONA Renato – sindaco di Librizzi;
SALPIETRO DAMIANO Cono, già sindaco di Raccuja dal 2005 al 2015;
SPANO’ Ignazio, già sindaco di Gioiosa Marea dal 2002 al 2012;
BENINCASA Aldo, di Sinagra;
BUZZANCA Concettina, di Patti;
CALECA Antonino, detto Nino, di Patti;
CAPPADONA Antonella, di Patti;
CASIMO Oreste, di Messina;
CATALFAMO Giuseppe, di Patti;
CORRENTE Roberto, di Librizzi;
COSTANTINO Filippa, di Gioiosa Marea;
DI DIO CALDERONE Gaetano, di Patti;
FALLIANO Venera Franca, di Librizzi;
GALIPO’ Cono, di Capo d’Orlando;
GERMANO’ Giuseppina, di Capo d’Orlando;
GIARRIZZO GIUSEPPE, di Gioiosa Marea;
GIORDANO SALVATORE, di Castel di Lucio;
MINNITI Gregorio, di Messina;
NIOSI Maria Grazia, di Oliveri;
PINTAUDI Silvio, di Brolo;
RANERI Carmelo, di Letojanni;
SIDOTI Francesca, di Oliveri;
TUMEO Maria, detta Mariella, di Messina.
Quindi si prospettano anche polemiche in ambito politico. Come noto a Patti si andrà alle urne nella primavera 2016 e il sindaco Mauro Aquino ha tutta l’intenzione di ricandidarsi. Tra gli indagati della sua squadra esce il nome dell’assessore Nicola Molica ma figurano anche i contrari alla squadra amministrativa: il presidente del consiglio comunale Giorgio Cangemi, il vice presidente Alessio Papa ed il consigliere Nicola Giuttari, alle elezioni del 2011 tutti eletti nelle liste che appoggiarono la candidatura a sindaco dell’avvocato Luigi Gullo, nipote dell’ex vice sindaco Francesco Gullo. Nel calderone dell’inchiesta figurano anche l’ex sindaco di Patti e già consigliere provinciale Giuseppe Venuto e l’ingegnere Renato Cilona, sindaco di Librizzi da due mandati. Inoltre anche gli ex sindaci di Gioiosa Marea Ignazio Spanò e di Raccuja Cono Salpietro Damiano.
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