30 agosto 2015

Patti&Affari: SERVIZIETTI SOCIALI - L'INCHIESTA. La provincia di Messina nella bufera per la gestione di gare e servizi legati al mondo della solidarietà.

Giuseppe Busacca
Sindaci e amministratori agli arresti con l’accusa di reati che vanno dalla truffa all’abuso d’ufficio. Tutti i retroscena dei “giochetti” sulle assunzioni tra politici e cooperative. Condite da scambi a luci rosse. 

di Tiziana Caruso 29 agosto 2015

PATTI. 
Le mani della politica e della burocrazia sulla gestione dei servizi sociali, non per affrancare dal disagio, ma per favore o consenso. E' questo quanto emerso dopo l'ok della Procura tirrenica alle misure cautelari scaturite dall'indagine "Patti e Affari" che punta a dimostrare come le gare d'appalto bandite nel distretto "D30" fossero costellate da una serie di reati che vanno dalla truffa all'abuso. Tutto questo mentre una parte dei fondi Pac, un bottino da 162 milioni di euro sfuma dalle mani dei siciliani per non essere stato speso in tempo e l'onda lunga dell'inchiesta Roma Capitale sul business dei “professionisti del sociale" si infrange sul Cara di Mineo. 
Contraddizioni di un sistema queste ultime, che prosperano nella terra dell'eterno bisogno, che è anche vasca di suffragio per antonomasia. 

Le inchieste 
Dopo lo scandalo dei "Servizi Sociali" a Catania che nel 2010 ha portato alla sbarra politici e colletti bianchi etnei e il "fuoco di paglia" infiammato sui contributi alle associazioni sociali nel Comune di Messina qualche anno fa, la recente indagine "Patti e Affari" ha rimesso le mani in un circuito, quello che collega i fondi destinati ai più disagiati, la politica, le cooperative e gli operatori, dove la corruzione sembra farla da padrone. Se appalti concordati a tavolino progetti fantasma, gare pilotate in base all'appartenenza politica sono stati i leit motiv del bubbone scoppiato nel capoluogo jonico, a caratterizzare le risultanze dell'indagine avviata dalla Procura di Patti la trasversalità con cui gli imprenditori del sociale dialogassero con la politica, di qualsiasi colore. Creando dei veri e propri "comuni fortino", dove un pugno di cooperative facevano incetta di gare d’appalto nel settore dei servizi sociali, grazie ai contatti con amministratori e funzionari comunali, che "presentavano il conto" attraverso sponsorizzazioni di personale, in alcuni casi privo dei requisiti necessari per occuparsi di categorie deboli. 

Patti e affari 
Un sistema che, secondo gli investigatori, si era fatto strada inizialmente durante la sindacatura di Pippo Venuto ai tempi in cui era assessore al ramo Francesco Gullo, zio della deputata nazionale del Pd Maria Tindara Gullo e iscritto anch'egli nel registro degli indagati, assieme ad oltre una trentina di persone. Ad aggiudicarsi gran parte degli appalti nel distretto "D30" era il duo formato Michele Cappadona (che gestiva le cooperative Pegaso e Petit) e Giuseppe Pizzo (della Capp 1990), ma il "giochetto" ha continuato a stare in piedi anche dopo la reggenza amministrativa dei democratici. 

Secondo gli inquirenti, durante la nuova amministrazione destrorsa guidata da Mauro Aquino, inizia a vacillare il predominio dei due imprenditori, anche per l'ingresso in gioco di "nuove" cooperative, la Genesi di Giuseppe Busacca e la Maresol di Tindaro Giuttari. Ma non si sarebbe trattato di un vero e proprio scontro, perché qualche tempo dopo una telefonata tra Cappadona e Busacca, secondo gli investigatori, testimoniava come i due "rivali" avessero trovato un'intesa sulla gara d'appalto bandita dal Comune di Patti nel 2012 per l'assistenza domiciliare agli anziani e il servizio di telesoccorso. 

Favori sessuali 
Oltre ai patron delle cooperative nella rete della Procura pattese sono finiti anche alcuni impiegati comunali come il funzionario dell'ufficio Servizi sociali del comune di Patti Salvatore Colonna, accusato di aver permesso l'assunzione di personale "presegnalato", ma senza titolo Osa (l’attestato di operatore socio-assistenziale) e di aver indotto due donne a promettergli indebitamente favori sessuali in cambio, rispettivamente, dell'assegnazione di un alloggio popolare e dell'inserimento in un progetto. 
Sono invece stati sospesi dall'incarico per 8 mesi altri due funzionari Luciana Panasiddi, del comune di Patti e Carmelo Zeus del comune di Piraino. 

Appalti a destra e a Sinistra 
Santi Formica
Ma il distretto "D30" non era l'unico in cui operavano alcune delle cooperative coinvolte nell'inchiesta. A iniziare a "spopolare" in quasi tutta la provincia messinese, sin dal 2010, è stata proprio la Genesi di Giuseppe Busacca, realtà fortemente radicata nel comprensorio mamertino, grazie anche alla "vicinanza" tra il suo presidente e il deputato regionale Santi Formica. Ma lo "storico" parlamentare cresciuto tra le file di Alleanza Nazionale, non è l'unico con cui ha "dialogato" Busacca che, prima durante le regionali che hanno portato all'elezione di Rosario Crocetta e poi durante le comunali messinesi, ha dato man forte alla componente del Megafono legata al senatore Beppe Lumia
Proprio nel 2010 tramite il consorzio Diapason, a Busacca fu finanziato un progetto sull'Opg di Barcellona Pozzo di Gotto presentato in Ati, tra, gli altri, con il Consorzio Sol.E e con Ecos. Med, cooperative nate sotto l'ala dell'ex assessore ai Servizi sociali del Comune di Messina, Gaetano Giunta. Nello stesso periodo iniziava a bollire in pentola un'operazione portata a termine solo qualche anno dopo: la "conquista" dell'Ignatianum, storico collegio gesuita, casa di padre Felice Scalia. 

Recentemente la Genesi, dopo essersi aggiudicata per svariati anni l'appalto per il servizio di assistenza e trasporto degli studenti disabili bandito da Palazzo dei Leoni, ha iniziato la sua "ascesa" anche a Palazzo Zanca. Sbaragliando la concorrenza nell’appalto per l'affidamento del servizio trasporto disabili in 14 comuni della provincia di Messina, la coop, sotto l’Amministrazione Accorinti, si è aggiudicata prima il trasporto ai centri riabilitativi e l’assistenza domiciliare agli anziani nella zona nord e poi anche le gare per assistenza domiciliare nella zona centro e sud, con il 100% di ribasso. Non ha temuto rivali persino nella gestione di Casa Serena, strappata alla coop "Azione Sociale", da sempre una delle più attive in città. 

Gli affari di Busacca, come detto non sono limitati solo ai servizi sociali, ma spaziano anche al settore della formazione. Inizialmente assieme al fratello Edoardo, sostenitore della compagine societaria del "Citta di Messina" guidata da Elio Conti Nibali, Giuseppe Busacca è stato il promotore di una manovra volta alla "scalata al S. Ignazio” salvo poi diventarne "solitario artefice e nominare al vertice della cooperativa che lo gestisce il figlio Alessandro. 

Dopo un'iniziale flessione, mentre si trovano quasi in ginocchio altri istituti come il "Domenico Savio" o il "S. Anna" l'Ignatianum è invece diventato più "potente''. 

Appalti a destra e a sinistra 
In questo quadro che vede una rete di cooperative in straripante espansione nel messinese finire sotto la lente della Procura di Patti, si inserisce il caos generato dal cambio al vertice dell'assessorato ai Servizi sociali. Data la complessità del settore, non è un caso, infatti, che la prima vera e propria testa a cadere nella giunta Accorinti sia stato Nino Mantineo che, dopo una sequela di fallimenti attraverso una lunga e inaspettata" lettera ha rimesso il suo mandato nelle mani del Sindaco, sottolineando come nel suo agire amministrativo (in ultimo nella vicenda dei fondi Pac) si sia trovato davanti anche lo "scoglio" dell'ex dirigente del dipartimento Giovanni Bruno senza essere stato adeguatamente sostenuto dai vertici amministrativi di Palazzo Zanca e in particolare dal direttore generale Antonio Le Donne, pur avendo rappresentato a più round la "paralisi" che caratterizzava il settore dei servizi sociali.. 

Unicoop Sospeso dalla sua carica Giuseppe Busacca dirigente di Unicoop Sicilia e uno dei quattro arrestati in seguito all'inchiesta della Procura di Messina sugli appalti pilotati denominata Patti e affari" La decisione è stata presa dal presidente regionale Felice Coppolino. [link]

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