27 agosto 2015

Sicilia. Il Governo Renzi prevede due impianti in Sicilia. Edipower già pronta per riconvertire i forni della centrale di Pace del Mela; Crocetta, no ai termovalorizzatori


PALERMO.  27 agosto 2015

L'appuntamento fissato al 9 settembre: la conferenza Stato-Regioni fissata in questa data dovrebbe ratificare la bozza del decreto del presidente del consiglio Matteo Renzi, che prevede deu termovalorizzatori in Sicilia dei dodici previsti per i rifiuti.

La trattativa in corso

Il testo del provvedimento è stato inviato per conoscenza alla regione Siciliana. Una decisione che si sovrappone già alla formale diffida alla Regione di predisporre, entro un mese, la perimetrazione degli ambiti territoriali ottimali: ridefinire la loro consistenza numerica a cinque, comprendendo le isole al più vicino bacino di terraferma; ridefinire tutta la legislazione regionale adeguandola a quella nazionale.

Se tutto questo non sara fatto, c'e l'ombra del commissariamento, confermata anche dal sottosegretario Davide Faraone: "Non è possibile che la Sicilia sia ancora ferma al 9% di raccolta differenziata, quando la Regione si trova già in area di infrazione europea."

Movimento Zero Waste
Ma lo scontro all'orizzonte è molto forte. Crocetta non desiste dall'idea di dire no ai termovalorizzatori, allineandosi  alle posizioni espresse da Beniamino Ginatempo, del movimento Zero Waste Sicilia che in un intervento su Repubblica ha elencato i cinque motivi perché bisogna dire no: l'incenerimento non disintegra la spazzatura, non la trasforma in energia ma in materie inquinanti; l'Europa prevede altri sistemi virtuosi di riciclaggio; la costruzione degli inceneritori ha tempi lunghi; per bruciare i rifiuti si paga tre volte, per trasportarli, bruciarli e ritrovarsi pure la bolletta elettrica: una vera "cultura dello spreco".

Secondo i piani nazionali le due strutture di termovalorizzatori da costruire nell'Isola dovrebbero bruciare almeno 700mila tonnellate l'anno. I colossi del settore sono già in movimento. La società mista A2A, partecipata dai comuni di Milano e Brescia, oltre che dall'Edipower, ha in avanzata fase di studio la trasformazione in inceneritore di rifiuti della centrale Enel di Pace del Mela.

Emergenze in corso 
Un affare, quello dei termovalorizzatori, che interessa l'Enel per via delle centrali in dismissioni in tutta Italia, ma anche la Waste Italia di Pietro Colucci, che già sotto il governo Cuffaro aveva partecipato alla selezione dei partner per i cinque impianti previsti in Sicilia, inchiesta penale sulla quale da poco, con i buoni uffici dell'avvocato-ex assessore Piercarmelo Russo, si sono raggiunti accordi con la Regione.

Ma a che punto è l'emergenza in Sicilia? 
Le due discariche della Sicilia orientale, Tirrenoambiente e Motta S. Anastasia, sono poste sotto sequestro giudiziario: i rifiuti, ancora per poco, vengono portati a Siculiana, negli impianti dell'impresa Catanzaro, che sta per chiudere la sua capacità di ricezione, e quelli di Palermo a Bellolampo.

La raccolta differenziata è ferma al 9%, una  situazione di allarme ambientale che ha portato l'Unione europea ad aprire una procedura di infrazione contro la Sicilia, in avanzata fase di elaborazione.

Crocetta, se in un primo momento si era dichiarato d'accordo per la costruzione di alcuni mini inceneritori, ora ha spostato il tiro tutto sulla differenziata, ancora tutta da venire: Obiettivo: dovrebbe essere portata in due anni al 65%.



TIRRENOAMBIENTE  Quesito di Pietrafitta sul dirigente con la terza media 

BARCELLONA. Mentre si allarga l'indagine sui vertici di Tirrenoambiente, la società mista chiamata a gestire la discarica di Mazzarra Sant'Andrea posta due mesi fa sotto sequestro, si rinfocolano le polemiche sulle nomine interne all'azienda. 

In una nota inviata tra gli altri enti anche alla Procura di Barcellona, il consigliere Carmelo Pietrafitta chiede se non si ravvisi il reato di "danno erariale" nell'incarico di direttore  della discarica del signor Roberto Carenzo, considerato che lo  stesso sia stato nominato dirigente, con emolumenti pari a 85mila euro l'anno, in assenza dei requisiti di legge: Carenzo, come conferma il sito della società, avrebbe come titolo di studio "solo" la terza media. 

Continua il braccio di ferro anche sulla nomina del presidente: il sindaco di Mazzarrà Salvatore Bucolo, avrebbe indicato un dipendente del Comune, il geometra Pergolizzi al posto della presidente,  l'avvocato Antonia De Demenico, Ma sempre per motivi di titoli e competenze, il comitato di sorveglianza avrebbe bloccato  l'indicazione data al consiglio dal sindaco Salvatore Bucolo.

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