26 settembre 2015

Associazione Antimafie Rita Atria: il no all'inceneritore della Valle del Mela si fondi su azioni concrete


26 settembre 2015
Dopo mesi di illazioni Edipower ha scoperto le sue carte sulla riconversione della centrale di San Filippo del Mela al Combustibile Solido Secondario, ovvero ad un combustibile derivato dalla raccolta dei rifiuti solidi urbani. L'iniziativa di Edipower – controllata dalla multiutility A2A – completa l'operazione del ritorno all'incenerimento dei rifiuti in Sicilia iniziata con il decreto Sblocca Italia e il nuovo corso nella gestione dei rifiuti prospettato dal governo regionale.
Ma incenerire è antieconomico e insostenibile.
Lo “sblocca Italia” - secondo autorevoli esperti - considera l’incenerimento come indispensabile per la gestione dei rifiuti, mentre è solo uno dei pretrattamenti possibili, il meno conveniente economicamente e ambientalmente; richiede tempi lunghi di realizzazione (almeno 5 anni) e non può essere considerato una risposta sollecita a una necessità indifferibile. I costi di investimento sono di almeno quattro volte superiori rispetto ad impianti a freddo di trattamento. La vera priorità è, o almeno dovrebbe essere per chi si è assunto l'onere di amministrare la res publica, quella delle attrezzature e dei mezzi per la raccolta differenziata e l’impiantistica per riciclo e compostaggio.
L’inceneritore bruciando i rifiuti distrugge la potenzialità occupazionale e imprenditoriale del ciclo e del riciclo delle materie prime e seconde contenute nei rifiuti e necessita di due tipologie di discarica: ceneri volanti e scorie; produce inoltre, inquinamento atmosferico e accumulo nell’ambiente di sostanze altamente tossiche, che si insinuano nella catena alimentare ed è in collisione con lo sviluppo dei programmi e degli obiettivi di raccolta differenziata e con l’“Economia Circolare” dell’Unione Europea.
E' fuor di dubbio quindi che l'ipotesi – adesso tragicamente concreta – di riconversione della centrale Edipower all'utilizzo del cosidetto Css, i cui risvolti sul profilo occupazionale rimangono però nebulosi, è molto preoccupante, in quanto – letteratura scientifica alla mano – non potrà far altro che contribuire ad aggravare la già grave crisi ambientale del territorio della Valle del Mela, come del resto avevamo già denunciato un anno fa, all'indomani dell'incidente al serbatoio della Raffineria di Milazzo, rappresentando queste problematiche alle istituzioni in un'audizione alla Commissione ambiente e territorio dell'Ars.
Le nostre recenti esperienze sui molteplici fronti che ci vedono impegnati in tutto il territorio nazionale in difesa della legalità e della giustizia, dalla riapertura dei casi Marcucci-Lorenzini-Ciancarella, all'opposizione contro le trivellazioni in Abruzzo, alla lotta No Muos – solo per citarne alcune – ci hanno insegnato che queste battaglie di civiltà vanno affrontate innanzitutto in maniera concreta e non limitarsi ad inutili passerelle sempre ad altissimo rischio di strumentalizzazione, attraverso un rigoroso esame del progetto e delle sue criticità e degli strumenti atti a contrastarlo, anche davanti alle aule di giustizia, se dovesse rendersi necessario.
La nostra proposta di azione concreta non vuole essere però un'iniziativa isolata, la battaglia contro l'inceneritore deve rappresentare un momento di svolta per un territorio martoriato che non ha avuto amministrazioni ma neanche cittadini sensibili alla tutela del proprio habitat naturale.
Il tavolo è aperto al dialogo e al confronto con tutte quelle associazioni e movimenti che si rispecchiano e condividono questa visione.
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