9 settembre 2015

Corruzione alla Tirrenoambiente a al Comune di Mazzarrà: le denunce dell’Associazione Antimafie Rita Atria


8 SETTEMBRE 2015

L’Associazione Antimafie Rita Atria – da oltre vent’anni presidio di legalità sul territorio – ha sempre denunciato in tutte le sedi opportune ogni fenomeno di corruzione, malaffare o connivenza mafiosa. Nello specifico il territorio della zona tirrenica della provincia di Messina – come ampiamente dimostrato dagli organi competenti – è caratterizzato da una forte presenza mafiosa e da una diffusa connivenza tra le consorterie mafiose e la politica.  
Situazione che è stata presentata dall’Associazione davanti alla Commissione antimafia nazionale in trasferta a Messina nell’ottobre 2014.
Le nostre sono accuse fondate su dati oggettivi: infatti ex amministratori del territorio sono attualmente sotto processo per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa o indagati per il reato di voto di scambio politico mafioso o coinvolti in operazioni antimafia legate a spartizione di appalti nell'eolico.
L'infiltrazione mafiosa nelle istituzioni della fascia tirrenica è ampiamente dimostrata dall'invio di ben cinque commissioni accesso prefettizie negli ultimi dieci anni, che in almeno due casi (Terme Vigliatore nel 2005 e Furnari nel 2009) hanno portato allo scioglimento dei comuni, mentre oggi è attenzionato il comune di Mazzarrà che oggi – a seguito di un’indagine avviata dall’ex sostituto procuratore di Barcellona P.G. Francesco Massara, oggi a Messina – ha visto l’arresto dell’attuale sindaco di Mazzarrà Sant'Andrea, Salvatore Bucolo, dell'ex senatore di Fi e ex amministratore di Tirrenoambiente Lorenzo Piccioni, e di altri due ex amministratori della società che gestiva la discarica di Mazzarrà, Giuseppino Innocenti e Giuseppe Antonioli.
I fatti riguarderebbero un debito milionario vantato dal Comune di Mazzarrà Sant’Andrea nei confronti della sua partecipata per il mancato pagamento di quell’eco-indennizzo frutto di quella scelta dell’ex sindaco Nello Giambò – condannato in secondo grado nel processo Vivaio alla mafia delle discariche – di trasformare l’ex città dei vivai nella pattumiera di mezza Sicilia.
Gli ex amministratori Piccioni, Antonioli e Innocenti però secondo quanto sostenuto dalle indagini avrebbero omesso di versare al comune di Mazzarra Sant'Andrea due milioni e ottocento mila euro di cui circa un milione e cinquecento mila euro oggetto di un indebito accordo transattivo con il comune. 
L'accusa per il sindaco Bucolo è di aver intascato una tangente di 33 mila euro raggirando il parroco della chiesa di Mazzarrà. In pratica faceva richiedere al prelato somme a Tirreno Ambiente per feste per la parrocchia ma poi era il primo cittadino, secondo i magistrati, ad intascare parte dei soldi.
Ma l’indagine odierna è solo l’ultima di una lunga serie, alcune condotte sempre procura di Barcellona, altre da quella di Vercelli e Palermo.
Fatti di cronaca, quelli riguardanti Mazzarrà e la Tirrenoambiente, che sono da anni puntualmente riportati dal giornalista e scrittore Carmelo Catania – autore nel 2012 della coraggiosa inchiesta “La collina della munnizza” – e che oggi ci onoriamo di averlo come nostro socio e referente dell'area messinese.
Fatti che l’Associazione Antimafie Rita Atria, rappresentata da Carmelo, ha esposto in occasione della citata audizione davanti alla presidente Rosy Bindi e agli altri componenti in trasferta della commissione antimafie.
L’Associazione Antimafie Rita Atria



Emergenza rifiuti in Sicilia, è sempre più un affare per la mafia 

Emergenza rifiuti in Sicilia, è sempre più un affare per la mafia. Lo certifica anche la Direzione Investigativa Antimafia nella sua relazione finale del 2014 (sulla quale Il Mattino di Sicilia vi sta proponendo riflessioni e approfondimenti). Secondo la Dia l’emergenza rifiuti in Sicilia ha creato «l’habitat ideale» per le infiltrazioni mafiose, per la gestione di fondi pubblici, le discariche abusive, il traffico di rifiuti. Ironia della sorte, proprio ieri è stato arrestato il sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, Salvatore Bucolo, con l’accusa di aver fatto parte di un comitato d’affari che lucrava sulla discarica. In carcere anchel’ex senatore Lorenzo Piccioni, fra gli amministratori del sito. Gli investigatori e i magistrati della Dia parlano di “contaminazione” da parte dei comitati d’affari che crescono nella zona grigia della mafia: «Quei comitati— denuncia la Dia— sono cresciuti oltre misura per l’insorgenza o il protrarsi di situazioni emergenziali, con eventuali deroghe alle procedure ordinarie perl’aggiudicazione delle gare». L’emergenza rifiuti per la Sicilia, «è stato l’habitat ideale— scrive la Direzione investigativa antimafia — per infiltrare il sistema economico produttivo». La Dia spiega che i boss sono sempre pronti ad «accaparrarsi le incentivazioni economiche connesse alla tutela dell’ecosistema». Proprio ieri l’ex senatore di Forza Italia Lorenzo Piccioni è finito agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta sulla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, in provincia di Messina. Tra gli arrestati anche il sindaco del paese siciliano, Salvatore Bucolo L’inchiesta della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto riguarda i reati ipotizzati sono corruzione e peculato. Altri due provvedimenti di custodia cautelare sono destinati a amministratori della Tirrenoambiente, società che gestisce l’impianto, Giuseppino Innocenti, Giuseppe Antonioli. Piccioni, originario di Soresina (in provincia di Cremona) ma residente a Vercelli, è stato parlamentare per 4 legislature (oltre che sindaco di San Giacomo Vercellese): è un imprenditore e nella sua lunga carriera si è occupato di movimento terra, ma anche di smaltimento di rifiuti e altri servizi ambientali. A palazzo Madama fino al 14 marzo 2013, Piccioni è stato anche membro della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite. Il primo cittadino e Innocenti si trovano in carcere, mentre per Antonioli e Piccioni sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il gip ha anche ordinato il sequestro preventivo per equivalente delle disponibilità finanziarie e dei beni mobili ed immobili, per un valore di 3 milioni e 483.572 euro, dei quattro arrestati e di un altro amministratore delegato pro tempore della Tirrenoambiente, Antonio Crisafulli, a sua volta indagato per peculato e corruzione. Le indagini si sono concentrate sulle modalità di riscossione per le opere di mitigazione ambientale che viene pagata dai comuni e riscossa da Tirrenoambiente che dovrebbe poi versarla entro 30 giorni agli stessi enti pubblici. Gli ex amministratori Piccioni, Antonioli e Innocenti però avrebbero omesso di versare al comune di Mazzarra Sant’Andrea due milioni e ottocento mila euro di cui circa un milione e cinquecento mila euro oggetto di un indebito accordo transattivo con il comune. Secondo gli investigatori Tirrenoambiente ha rideterminato le tariffe di mitigazione ambientale riducendola del 50 percento e causando al Comune di Mazzarrà Sant’Andrea un danno patrimoniale di 12 milioni di euro. L’accusa per il sindaco Bucolo è di aver intascato una tangente di 33 mila euro raggirando il parroco della chiesa di Mazzarrà. In pratica faceva richiedere al prelato somme a Tirreno Ambiente per feste per la parrocchia ma poi era il primo cittadino, secondo i magistrati, ad intascare parte dei soldi. Proprio un mese e mezzo fa aveva concluso il suo lavoro la commissione prefettizia che doveva accertare eventuali condizionamenti mafiosi nei confronti dell’amministrazione comunale. Secondo le indiscrezioni raccolte dai giornali locali la commissione è orientata a proporre lo scioglimento del Comune. Non è peraltro la prima inchiesta che si concentra su presunti illeciti in relazione alla discarica di Mazzarrà. Nella primavera scorsa finirono in carcere in 22. Tra loro c’era anche il fratello del sindaco, Angelo Bucolo, considerato dagli inquirenti il grimaldello decisivo per la mafia di Barcellona per incassare il pizzo dai titolari dell’impianto. Bucono, secondo gli investigatori, era uno dei “componenti storici del gruppo mafioso dei Mazzaroti”, famiglia legata alla cosca barcellonese. [link]
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