18 settembre 2015

“Patti&Affari”, tornano in libertà i quattro arrestati. Il Riesame revoca i domiciliari per Cappadona, Pizzo, Busacca e Colonna


17 settembre 2015 

Scarcerate dal tribunale del Riesame di Messina, le quattro persone ristrette ai domiciliari nell’ambito dell’operazione “Patti&Affari”, sull’assegnazione sospetta dei socio assistenziali nel distretto pattese. I giudici del riesame hanno revocato i domiciliari disposti per Michele Cappadona, Giuseppe Pizzo, Giuseppe Busacca e Salvatore Colonna. Il collegio ha accolto le istanze della difesa rigettando anche, in sede cautelare, l’ipotesi di associazione a delinquere e frode in pubbliche forniture. Attenuate le esigenze riguardo l’ipotesi di turbativa d’asta.

L’INCHIESTA 
Agli arresti domiciliari quattro persone, Michele Cappadona, 59anni, rappresentante delle cooperative sociali Pegaso e Petit; Giuseppe Busacca, 58anni, presidente della cooperativa GenesiGiuseppe Pizzo, 61anni, rappresentante legale della cooperativa Capp 1990 e Salvatore Colonna, funzionario dell’ufficio servizio sociali del comune di Patti. 

Provvedimento di divieto di dimora a Patti disposto invece a carico di Tindaro Giuttari, imprenditore 57enne, referente della cooperativa Maresol. Due altri funzionari, Luciana Panasiddi, del comune di Patti e Carmelo Zeus, del comune di Piraino, sono stati invece sospesi dalle funzioni per otto mesi. L’ipotesi accusatoria è di associazione a delinquere finalizzata alla frode in pubblici servizi, turbata libertà degli incanti, abuso e truffa aggravata. 

Busacca Giuseppe
L’inchiesta ha messo a nudo un sistema, ricostruito dagli inquirenti, attraverso cui si generava a Patti un sostanziale monopolio degli appalti nei servizi sociali gestito da un gruppo di imprenditori capeggiato da Pizzo e Cappadona. Un sodalizio che, si legge tra le carte dell’inchiesta, aveva fortissimeradicazioni in ambito politico amministrativo. In particolare la Procura ipotizza la sussistenza di un sodalizio tra politici ed imprenditori nel periodo della giunta guidata dal sindaco Pippo Venuto in cui era assessore ai servizi sociali Francesco GULLO. I due ex amministratori risultano destinatari di avviso di garanzia con le ipotesi di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, corruzione e turbativa d’asta.Allo stesso modo risultano tra gli indaganti l’attuale sindaco di Patti, Mauro Aquino, l’assessore Nicola Molica, il presidente del consiglio comunale Giorgio Cangemi, il suo vice Alessio Papa ed i consiglieri comunali Domenico Pontillo e Nicola Giuttari. Avviso di garanzia anche per il sindaco di Librizzi Renato Cilona

I RETROSCENA 
Lo chiamavano “il giochetto”. Così parlavano tra loro gli indagati, ignari di essere intercettati dalla Polizia. Alle gare d’appalto erano invitate le sole ditte con sede nel distretto 30 (di cui Patti è capofila). Quelle ditte erano affiliate al gruppo controllato da Giuseppe PIZZO e Michele CAPPADONA. Alle gare si presentava quindi solo quella che – previo accordo – doveva essere designata, oppure, le altre presentavano condizioni meno vantaggiose. In alcuni casi l’offerta veniva esclusa per palesi irregolarità formali. 

Funzionava così, secondo gli inquirenti, il sistema che garantiva il monopolio dei servizi socio assistenziali. Capo saldo dell’inchiesta condotta dalla Polizia pattese, diretta dal vice questore aggiunto Carmelo Alba, il rapporto tra imprenditori e politica. Un rapporto nato all’epoca dell’amministrazione Venuto, con Francesco Gullo assessore. Del circuito, scrivono gli inquirenti, facevano parte anche i due dipendenti comunali Luciana Panasiddi e Salvatore COLONNA. Il gip, pur riconoscendo l’esistenza del sodalizio e la sussistenza dei reati di abuso d’ufficio ipotizzati, ha escluso la sussistenza di gravi indizi probanti la consapevole partecipazione dei due funzionari. 

Col cambio di amministrazione, a Giugno del 2011, il sistema sembra però incrinarsi. Gli imprenditori decidono quindi di cambiare le loro strategie cercando di consolidare la posizione predominate anche con i nuovi amministratori. In questa fase, scrive la Procura, emerge la presenza di nuovi soggetti, in particolare di Tindaro GIUTTARI e Giuseppe BUSACCA che riescono ad inserirsi nelle assegnazioni ed a rompere il predominio di PIZZO e CAPPADONA. Un gruppo che però si ricompatta a fine 2011, quando s’inaugura una strategia condivisa tra gli imprenditori di volta in volta impegnati, a volte con la partecipazione degli amministratori. Nel corso delle indagini è emersa, infatti, la reiterata ingerenza di politici nelle assunzioni di personale in seguito alla assegnazione dei servizi. 

Dopo la vittoria nella gara, l’imprenditore veniva contattato dai politici o dai dipendenti comunali incaricati, per segnalare i nominativi di personale da assumere. Il gip, per tale condotta, ha riconosciuto la fortissima ingerenza dei politici ed il legame tra queste assunzioni ed il contesto elettorale di riferimento. Ciò ha comportato l’assunzione, in molti casi, di personale non preparato, che ha fornito servizi scadenti in settori delicati come l’assistenza ai disabili, ai minori, nelle colonie, tant’è che è stata ipotizzata l’esistenza di più reati di frode nelle pubbliche forniture per l’assunzione di personale privo del titolo OSA.

IL COMUNICATO DELLA POLIZIA DI STATO. 
Nelle prime ore di questa mattina gli agenti di polizia della Squadra Mobile di Messina, unitamente a personale del Commissariato di Patti e della Sezione di Polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Patti hanno dato esecuzione all’Ordinanza di applicazione di Misura Cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Patti nei confronti di 7 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, diassociazione a delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione nonché dei reati di turbata libertà degli incanti, frode in pubblici servizi, abuso induttivo, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed altro. 

In particolare, la misura è stata adottata nei confronti di: BUSACCA Giuseppe, 58 anni, di Ficarra, ma residente a Pace del Mela, Presidente Cooperativa;
(ARRESTI DOMICILIARI) CAPPADONA Michele, 59 anni di Patti, imprenditore e presidente Cooperative; (ARRESTI DOMICILIARI) COLONNA Salvatore, 61 anni di Patti, funzionario amministrativo Comune di Patti; (ARRESTI DOMICILIARI) PIZZO Giuseppe, 61 anni, di Raccuja ma residente a Patti, Presidente Cooperativa; (ARRESTI DOMICILIARI) GIUTTARI Tindaro, 57 anni di Patti imprenditore;

(DIVIETO DI DIMORA IN PATTI) PANISSIDI Luciana, 61 anni, di Patti Dirigente Comune di Patti; (SOSPENSIONE DALLE FUNZIONI per mesi 8) ZEUS Carmelo, 62 anni, di Piraino, funzionario amministrativo Comune di Piraino (SOSPENSIONE DALLE FUNZIONI per mesi 8) Il provvedimento cautelare è scaturito dalle indagini condotte dalla polizia di Stato, sotto il coordinamento del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Patti, Dott.ssa Rosa Raffa, e del Sost. Proc. Dott.ssa Rosanna Casabona. L’indagine si è protratta per molti mesi ed ha comportato lo svolgimento di numerose attività tecniche (intercettazioni telefoniche ed ambientali) e l’acquisizione documentale degli atti relativi a numerose gare d’appalto nel periodo 2008/2013. 

Dall’analisi degli elementi raccolti sarebbe emersa la sussistenza di un sodalizio criminale tra politici ed imprenditori nel comune di Patti, nel periodo della giunta Venuto, in cui era assessore ai servizi sociali Francesco Gullo. 

Secondo l’accusa, attraverso la violazione sistematica delle regole della libera concorrenza nelle procedure negoziali, nonché attraverso la non corretta applicazione delle norme stabilite dalle leggi in materia (regionali e statali) e dal codice appalti sarebbe stato possibile garantire ad un ristretto gruppo di imprenditori (capeggiato da Pizzo e Cappadona) il sostanziale monopolio dei servizi sociali. 

Il metodo applicato (definito “giochetto” dagli stessi interessati) sarebbe stato quello di invitare alle gare le sole ditte con sede nel distretto D30 (avente comune capofila Patti) ed appartenente al gruppo di controllo di Pizzo e Cappadona; quindi, alle gare si presentava solo quella che – previo accordo – doveva essere designata ovvero, in caso di presentazione delle altre invitate, queste facevano in modo di presentare condizioni meno vantaggiose per l’amministrazione o commettevano una irregolarità formale che ne comportava l’esclusione. Nella richiesta è stata ipotizzata la presenza di un’associazione per delinquere capeggiata da Pizzo e Cappadona, con la partecipazione di Gullo e di altri due imprenditori, nonché dei due dipendenti comunali Panissidi e Colonna.

Il gip, pur riconoscendo l’esistenza del sodalizio e la sussistenza dei reati di abuso d’ufficio ipotizzati (quattro capi riguardanti condotte commesse negli anni 2009 e 2010), ha escluso la sussistenza di gravi indizi probanti la consapevole partecipazione per i due dipendenti comunali. In seguito al passaggio alla nuova giunta Aquino (giugno 2011) si registra un cambiamento degli equilibri politici ed il sodalizio citato viene meno; quindi, si assiste ad un cambiamento di strategia degli imprenditori che cercano di consolidare la posizione predominate anche con i nuovi arrivati.

Ciò che emergerebbe dalle indagini, in questa fase, è la presenza di nuovi soggetti (Giuttari e Busacca) che riescono ad inserirsi nelle assegnazioni ed a rompere il predominio di Pizzo e Cappadona, ma ciò si verifica soltanto in una prima fase in quanto, a partire dalla fine del 2011, il gruppo si ricompatta e si riscontrano svariate ipotesi di turbative d’asta che si protraggono per tutta la durata del periodo di osservazione (fino alla metà del 2012). In questa fase non è ravvisabile la presenza di un’associazione, ma di una strategia condivisa tra gli imprenditori di volta in volta impegnati, a volte con la partecipazione degli amministratori.

Il gip ha riconosciuto, nella maggior parte dei casi, la sussistenza dei gravi indizi dei reati ipotizzati. Nel corso delle indagini sarebbe emersa la reiterata ingerenza di politici nelle assunzioni di personale in seguito alla assegnazione dei servizi. In buona sostanza, dopo la vittoria nella gara, l’imprenditore assegnatario era sistematicamente contattato dai politici ovvero dai dipendenti comunali incaricati dai politici di segnalare i nominativi di personale da assumere; gli imprenditori accettavano tale imposizione inserendo i lavoratori segnalati, anche se, a volte, privi dei titoli necessari, incompetenti o, comunque, non preparati come altri assunti in precedenza dalle cooperative e che, a causa delle imposizioni politiche, dovevano essere licenziati. Il gip, per tale condotta, nella sua ordinanza, ha riconosciuto la fortissima ingerenza dei politici ed il legame tra queste assunzioni ed il contesto elettorale di riferimento (trattandosi di una sorta di remunerazione per i voti ricevuti) evidenziando in più occasioni che era provato il collegamento tra le segnalazioni politiche e le assunzioni, ma ha escluso che tale condotta potesse integrare il reato di corruzione per assenza di prova dell’ingerenza dei politici nella fase precedente delle procedure negoziali.

Ciò avrebbe comportato l’assunzione, in molti casi, di personale non preparato, che ha fornito servizi scadenti in settori delicati come l’assistenza ai disabili, ai minori, nelle colonie, tant’è che è stata ipotizzata l’esistenza di più reati di frode nelle pubbliche forniture per l’assunzione di personale privo del titolo OSA (operatore socio assistenziale) richiesto dai bandi. Anche in questo caso il gip ha riconosciuto la sussistenza dei gravi indizi in numerosi casi Giuttari, inoltre, è stato raggiunto da misura per il reato di violenza privata ai danni di Cappadona e Domenico Pontillo per avere indotto quest’ultimo ad appoggiare la sua coalizione politica con la minaccia di ostacolare l’assegnazione dei servizi alle cooperative riferibili a Cappadona Colonna è stato, altresì, raggiunto da misura per due episodi di abuso induttivo ai danni di due donne che si erano recate da lui per ottenere contributi assistenziali. Si evidenziano di seguito le condotte contestate in ordinanza ai soggetti destinatari del provvedimento, così come riportate dal comunicato stampa diffuso dalla Questura di Messina.

BUSACCA Giuseppe, quale presidente della Cooperativa GENESI, in cambio dell’assegnazione del servizio di assistenza domiciliare disabili per il distretto D30 per l’anno 2012, assumeva personale segnalato da politici e amministratori. Lo stesso si faceva lecito di porre in essere condotte estorsive nei confronti di taluni dipendenti, costretti a sottoscrivere lettere di dimissioni preconfezionate sotto minaccia di non essere altrimenti assunte. Le stesse lettere venivano poi utilizzate per dissimulare i reali licenziamenti, così peraltro evitando di incorrere nelle penalizzazioni contributive normativamente previste per tali casi e così integrando gli estremi del delitto di truffa aggravata. Il personale assunto, peraltro, risultava talora privo dei prescritti requisiti di legge, di tal ché la sua assunzione integrava estremi del reato di frode nell’esecuzione del contratto. Al BUSACCA si contesta altresì di avere stretto accordi illeciti con CAPPADONA Michele (amministratore di fatto della Cooperativa PEGASO) al fine di turbare la libera selezione della ditta assegnataria del servizio di assistenza domiciliare agli anziani e telesoccorso nel comune di Patti per l’anno 2012: nello specifico, BUSACCA contattava CAPPADONA per comunicargli l’intenzione di presentare un’offerta con ribasso minimo del 2% in cambio di future collaborazioni.

CAPPADONA Michele, quale imprenditore nel settore dei servizi sociali operativi nel territorio di Patti e dei comuni del distretto D30, viene contestato di essere tra i capi e promotori di un’associazione a delinquere impegnata nel concordare con altri imprenditori la spartizione dei servizi e le modalità di partecipazione alle gare. Allo stesso viene contestato di essersi adoperato nei confronti degli amministratori del comune di Patti, dopo la pubblicazione del bando relativo al servizio di assistenza domiciliare per anziani e telesoccorso per l’anno 2012 (che stabiliva di procedere all’assegnazione attraverso la procedura dell’offerta economicamente più vantaggiosa), per modificare predetta modalità di selezione, con l’apparente motivazione di accelerare le procedure di affidamento onde evitare disagi all’utenza ed in realtà per agevolare l’aggiudicazione della gara alla cooperativa PEGASO di cui era amministratore di fatto. Al CAPPADONA si contesta altresì di avere stretto accordi illeciti con BUSACCA Giuseppe al fine di turbare la libera selezione della ditta assegnataria del servizio di assistenza domiciliare agli anziani e telesoccorso nel comune di Patti per l’anno 2012. Lo stesso CAPPADONA, quale amministratore di fatto della cooperativa PETIT, nel corso della procedura di assegnazione del servizio di assistenza domiciliare per anziani e telesoccorso del comune di Librizzi per l’anno 2012, contattava il presidente di altra cooperativa per chiedergli di non partecipare alla gara, ricevendone l’assenso. Nella stessa occasione, CAPPADONA, avvalendosi della collaborazione del Sindaco del comune – che gli assicurava la disponibilità di un immobile così consentendogli di fruire di una maggiorazione del punteggio legato alla propria proposta contrattuale – turbava la libertà della gara. COLONNA Salvatore, quale funzionario dell’Ufficio Servizio Sociale del comune di Patti, per agevolare l’assunzione di presegnalato personale privo dei prescritti requisiti (titolo OSA) presso la cooperativa di PIZZO Giuseppe, aggiudicataria di servizio di assistenza igienico sanitaria Scuole per l’anno 2011 nel comune di Gioiosa Marea, escogitava l’espediente di far inoltrare al comune di Patti e far vistare con presa d’atto dal proprio ufficio una richiesta di conferma di operatori precedentemente assunti per pretese “ragioni di continuità didattica”. COLONNA in concorso con amministratori locali segnalava personale da assumere all’imprenditore BUSACCA Giuseppe assegnatario del servizio di assistenza domiciliare disabili per il distretto D30 per l’anno 2012. Nell’ambito della gara per il servizio di assistenza domiciliare per anziani e telesoccorso per l’anno 2012 in Patti, lo stesso COLONNA – quale componente della commissione aggiudicatrice – influiva nella valutazione del progetto presentato dalla cooperativa MARESOL (riconducibile all’indagato GIUTTARI Tindaro) per agevolarla nell’assegnazione. Stessa illecita condotta agevolatrice poneva in essere per l’ATI riconducibile a PIZZO Giuseppe nel corso della selezione della ditta affidataria del servizio di assistenza domiciliare educativa distretto D30 per l’anno 2012, nonché nella gara relativa alla c.d. colonia estiva distrettuale per l’anno 2012. Inoltre, nel corso della predisposizione della determina per il bando relativo alla c.d. colonia estiva distrettuale per l’anno 2012, inseriva capziosamente il necessario requisito della sede operativa in territorio di Patti.
Allo stesso funzionario comunale di Patti viene contestato di avere abusato della propria qualità e dei relativi poteri, inducendo due donne a promettergli indebitamente favori sessuali in cambio, rispettivamente, dell’assegnazione di un alloggio popolare e dell’inserimento nel progetto “Spazio Lavoro” di cui all’avviso pubblico del 1 febbraio 2012. A PIZZO Giuseppe, quale imprenditore nel settore dei servizi sociali operativi nel territorio di Patti e dei comuni del distretto D30, viene contestato di essere tra i capi e promotori di un’associazione a delinquere impegnata nel concordare con altri imprenditori la spartizione dei servizi e le modalità di partecipazione alle gare. Nella qualità di legale rappresentante della Cooperativa CAPP 1990, aggiudicataria di servizio di assistenza igienico sanitaria Scuole per l’anno 2011 nel comune di Gioiosa Marea, per agevolare l’assunzione di presegnalato personale privo dei prescritti requisiti (titolo OSA) ricorreva al già citato espediente di far inoltrare al comune di Patti e far vistare con presa d’atto da quell’ufficio Servizi Sociali una richiesta di conferma di operatori precedentemente assunti per pretese “ragioni di continuità didattica”. Nella stessa qualità, a seguito dell’aggiudicazione del servizio di assistenza igienico sanitaria Scuole presso il comune di Oliveri (facente parte del distretto D30), accettava di assumere un’operatrice segnalata da quel comune ancorché priva dei prescritti requisiti professionali (titolo OSA). Analogamente, nell’ambito dello stesso servizio svolto nel comune di Raccuia (anch’esso rientrante nel distretto D30), accettava di assumere due operatrici segnalate dal comune prive dei requisiti necessari. Nel corso della selezione della ditta affidataria del servizio di assistenza domiciliare educativa distretto D30 per l’anno 2012 nonché nella gara relativa alla c.d. colonia estiva distrettuale per l’anno 2012, PIZZO Giuseppe (quale responsabile di ATI) veniva agevolato dall’indagato COLONNA con l’indebita attribuzione di un punteggio superiore a quello spettantegli. GIUTTARI Tindaro, faceva da tramite nella segnalazione per l’assunzione da parte di BUSACCA Giuseppe, quale presidente della Cooperativa GENESI, affidataria del servizio di assistenza domiciliare disabili per il distretto D30 per l’anno 2012, di personale segnalato da politici e amministratori di Patti.
Quale referente della cooperativa MARESOL, fruiva di indebita assegnazione di punteggio superiore a quello spettantegli nella gara per il servizio di assistenza domiciliare per anziani e telesoccorso per l’anno 2012 in Patti, previo accordo con il componente della commissione aggiudicatrice COLONNA. Allo stesso GIUTTARI Tindaro viene contestato il delitto di violenza privata per avere ostacolato – in più occasioni legate a gare per servizi sociali – le ditte riferibili a CAPPADONA Michele attraverso differenti modalità operative (partecipazione alle gare di altre ditte a lui vicine e disponibili a ribassi eccessivamente competitivi, eccezioni procedurali, etcc.). A PANISSIDI Luciana, quale dirigente dell’Area Servizi Sociali del comune di Patti, si contesta la materiale adozione degli atti provvedimentali di propria competenza che hanno reso possibile talune condotte illecite sopra segnalate. A ZEUS Carmelo, quale responsabile area amministrativa del comune di Piraino, si contesta di avere ricevuto da CAPPADONA Michele, durante la procedura di assegnazione del servizio assistenza domiciliare anziani e telesoccorso per l’anno 2012 in Piraino, una busta contenente una percentuale di ribasso superiore a quella indicata nell’offerta formalmente presentata con l’accordo che, in caso di necessità, avrebbe proceduto alla relativa sostituzione. A seguito dell’assegnazione del servizio alla cooperativa PEGASO, ZEUS richiede l’assunzione di una persona. La Procura della Repubblica di Patti, a seguito dell’ordinanza del GIP, ha inoltre emesso nr. 39 avvisi di garanzia per reati di Associazione per Delinquere, Abuso d’Ufficio, Corruzione, Turbativa d’Asta ed altro.

Tra i destinatari del predetto avviso di Garanzia figurano: AQUINO Giuseppe Mauro – attuale Sindaco di Patti; CANGEMI Giorgio – attuale Presidente Consiglio Comunale Patti, MOLICA Nicola – attuale Assessore Giunta Comunale di Patti; PAPA Alessio – Vice Presidente del Consiglio Comunale di Patti; PONTILLO Domenico – Consigliere Comunale di Patti; GIUTTARI Nicola – Consigliere Comunale di Patti; VENUTO Giuseppe – ex Sindaco di Patti; GULLO Francesco – ex Vice Sindaco ed ex Assessore Comune di Patti; CILONA Renato – Sindaco Comune Librizzi; [link]
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