16 ottobre 2015

Bulgarella, a disposizione

Andrea Bulgarella
16 ottobre 2015 di Enzo Basso 

Caso Unicredit. Passa da Trapani l'intrigo tra mafia, finanza, politica e massoneria nel mirino della Dda di Firenze - L'imprenditore indagato insieme ad altre nove persone, secondo gli inquirenti "era disponibile alle esigenze della famiglia di Matteo Messina Denaro". Ecco la sua storia in chiaroscuro. Dalla Calcestruzzi ericina agli alberghi, ai Traghetti delle isole. 

TRAPANI. Per decifrare il rebus di alcuni grandi affari a cavallo tra mafia, finanza, politica e massoneria bisogna partire da Trapani, fare poi tappa in Toscana e fermarsi a Milano, sede centrale di UniCredit. 
Messina Denaro
Qui c'e lo snodo degli affari finanziari di Andrea Bulgarella, imprenditore trapanese che ha passato di mano la "Calcestruzzi alla famiglia Virga, indicata dagli inquirenti a capo del mandamento mafioso di Trapani, per poi spostare i suoi interessi in Toscana, dove ha aperto alcuni alberghi di lusso, che affianca con altri in proprietà tra Mazara del Vallo e Floridia, in provincia di Siracusa, in Sicilia. 

Alberghi e Traghetti
Alberghi, ma anche traghetti, se è vero che lo stesso imprenditore collegato alla famiglia Minore, anch'essa in odore di mafia secondo il rapporto dei Ros, è cointeressato alla "Traghetti delle Isole", compagnia di navigazione spa, finanziata con fondi regionali pari a otto milioni di euro che assicura i collegamenti tra Egadi e Pantelleria 
E' un quadro a tinte fosche quello che la Direzione investigativa antimafia di Firenze dipinge al procuratore Giuseppe Creazzo e al sostituto procuratore Angela Pietroiusti che il trenta settembre autorizzano una raffica di perquisizioni in tutta Italia. 

La partecipazione attiva di Bulgarella nella "Traghetti delle isole" si rileva dal fatto che nel piano di ristrutturazione del debito del Gruppo Bulgarella, 57 milioni di euro, che passa con il placet del vicepresidente della banca Fabrizio Pelanzona, si chiede venga inserito il fatto che l'azienda intende comprare da Unicredit leasing un altro traghetto per assicurare i collegamenti delle Isole minori siciliane; si assicurano altri fondi per restaurare l'Albergo Due Torri di Pisa e si fissa il rientro graduale di 22 milioni di euro. 

Le relazioni pericolose 
Paolo Ruggirello
Ma se a Trapani, per facilitare i suoi affari, Bulgarella per aprire un supermercato incontra, già dal settembre 2013, il vicepresidente dei deputati questori della Sicilia, Paolo Ruggirello, passato di recente alle file del Pd, incontro che avviene dal suo barbiere Nicolò Coppola, che enigmaticamente lo presenta a telefono come "il portavoce", per arrivare a Fabrizio Pelanzona, che è anche presidente di Gemina, la società che raduna i concessionari autostradali, ricorre ai buoni uffici di Roberto Mercuri, calabrese di Lamezia Terme a Milano, sottoposto già dal gip di Crotone nel marzo del 2011 agli arresti domiciliari. 
Pelanzone e Mercuri a Rapallo sono vicini di casa: entrambi hanno due mogli provenienti dall'Est Europa. Mercuri, è cosi legato al vicepresidente di Unicredit, che partecipa -annotano i carabinieri del Ros- anche a cene come quella del febbraio 2015 a casa di Fabrizio Pelanzona, alla quale sono presenti Salvatore Mancuso, originario di Sant'Agata Militello (ME), presidente del fondo Equinox e vicepresidente degli aeroporti di Roma e Marco Tronchetti Provera amministratore del gruppo Pirelli, che di recente ha ceduto la maggioranza ai cinesi. 
Il Sen. Salvatore Mancuso

L'intervento del senatore 
Ma è una trama più complessa quello che la Direzione investigativa antimafia di Firenze annusa: sono i legami quasi impalpabili del gruppo Bulgarella con persone vicine a Matteo Messina Denaro: appaiono di volta in volta, come fili invisibili, intrecci con la famiglia di Carmelo Patti, imprenditore del gruppo Valtur e a tratti con il senatore Antonio d'Ali, che interviene d'autorità quando al gruppo Bulgarella e altri imprenditori trapanesi si frappongono ostacoli per la firma di un contratto di programma al ministero dell'Economia. 

Grembiulini in banca 
A insospettire gli investigatori sono gli ispettori della Banca d'Italia, che fanno visita alla Banca di credito cooperativo di Cascina. Qui, prima che la banca venga commissariata, a seguito delle indagini sul gruppo Bulgarella, opera il direttore Vincenzo Littara, esponente della loggia "Hiram" al quale tutti parlano con grande devozione del capo dei capi del Grande Oriente trapanese: il notaio Luigi Manzo che come emerge dalle intercettazioni ha "un'isola allo Stagnone, dove sono custoditi i segreti veri di tutta la massoneria italiana". 
Vincenzo Littara il secondo da sinistra
Cosa fa Vincenzo Littara? Si mette a disposizione del gruppo siculo-toscano di Andrea Bulgarella con il quale entra in grande confidenza: si vedono spesso al bar Enrico di Pisa e Bulgarella compra dal figlio di Littara, l'ingegnere Giuseppe, alcuni immobili "a prezzo scontato.

100 mila euro al giorno 
Gli ispettori di Bankitalia dai controlli alla Banca di Credito di Cascina notano l'anomalia di prelievi da 100mila euro al giorno non segnalati. Trascritte come operazione Infragruppo, con la causale di prestito infruttifero, per al società "Noi Costruzioni". Dalle intercettazioni emerge un fitto lavorio per dare una giustificazione con falsi compromessi di acquisto alla fluida movimentazione di denaro. 
Ma alla fine la sentenza della Banca d'Italia è il commissariamento della Banca di Cascina e la segnalazione alla centrale rischi dell'esposizione preoccupante del Gruppo Bulgarella: 150 milioni di euro, di cui quasi sessanta con Unicredit. 

Fondi in Svizzera 
A scatenare l'interesse degli investigatori una frase intercettata, una pista sulla quale sono aperti altri filoni d'indagine che promettono clamorosi sviluppi: "Ora non si possono prendere più i soldi in Svizzera". 
Creare debiti e gestirli, secondo le ipotesi investigative, per lavare denaro. Emergono in questi contesti alcuni rapporti con Nicola Bellomo, un agente di rappresentanza di Palermo, che ad accurati controlli risulta essere poi il nipote di Matteo Messina Denaro 
Antonio D'Alì il primo da sinistra

Fondi in Svizzera 
A lui, dalle aziende del gruppo Bulgarella, vengono commissionate forniture per gli alberghi in costruzione in Toscana: non cifre rilevanti, ma gli investigatori si chiedono come mai le forniture di alcune aziende del Nord passino dalla fatturazione di un agente di commercio di Palermo. Andrea Bulgarella con i buoni uffici di Pelanzona e Mercuri vincono le resistenze "interne" al piano di ristrutturazione presentato da Lorenzo Noselotti della società di revisione Kpmg. E quando Nosoletti fa sapere che Banca Intesa sta per mettere in sofferenza il gruppo per l'importo di dieci milioni di euro, Mercuri chiama Banca Intesa e li informa dell'operazione in corso. 
Gaetano Miccichè

Qui il dirigente Michele Dapri, che si raccorda con il capo del corporate di Intesa Gaetano Miccichè, fratello dell'ex sottosegretario di Forza Italia generale del gruppo Rodriquez a Messina, quando amministratore era Salvatore Mancuso, cambiano la posizione di Bulgarella che passa da da sofferenza a "incaglio". 

Il favore -annotano i carabinieri- viene poi ricambiato per un imprenditore di Palermo che si trova esposto con Unicredit per una modesta cifra, 26 mila euro: Giuseppe Montalbano, gestore di "Villa Antica", proprietaria della villetta di via Bernini 52, ultimo rifugio di Totò Riina prima dell'arresto. 
A Unicredit telefona Michele Dapri di Banca Intesa. Dice che la cosa è segnalata dal suo direttore, Gaetano Miccichè. Gli viene risposto: "Tutto a posto". 

da Centonove
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