16 ottobre 2015

Mafia: le mani dell’imprenditore sulla gara (poi stoppata) della Regione



di Miriam Cuccu 16 ottobre 2015 

Appalti e intercettazioni: “Bulgarella è un nome complicato” Rapporti con Matteo Messina Denaro? “Mai conosciuto e mai avuto, direttamente o indirettamente, collegamenti di alcun tipo”. Andrea Bulgarella, imprenditore trapanese considerato vicino a Cosa nostra, si difende dalle accuse mossegli dalla Procura di Firenze a seguito dell’inchiesta su una serie di favori fatti da Unicredit all’industriale, che farebbe parte di una rete di fiancheggiatori collegata alla latitanza del boss Messina Denaro. Il tutto, secondo l’accusa, per ottenere reciproci vantaggi economici tra l’imprenditore pisano di adozione e la mafia trapanese.

Tra i vari appalti ottenuti, nell’inchiesta figura anche una gara milionaria aggiudicata ad una società riconducibile alle molteplici attività di Bulgarella, consistente nei collegamenti con le isole minori, nello specifico quelle di Pantelleria. Si tratta della “Traghetti delle Isole Spa” (l’importo è di circa 8 milioni di euro, la gara è stata chiusa appena prima che le indagini di Firenze diventassero di dominio pubblico) e il 48% delle azioni, fino al 2014, lo deteneva proprio Bulgarella, mentre quest’anno la percentuale è scesa al 7%. La gara, poi, è stata sospesa dall’assessorato infrastrutture, così come i pagamenti alla società Traghetti delle Isole per il servizio con le isole Egadi, già in corso grazie ad una gara vinta nel 2013. “Abbiamo la certificazione del 2013 – ha dichiarato l’assessore Giovanni Pizzo parlando della certificazione antimafia – mentre per gli anni 2014 e 2015 abbiamo chiesto alla prefettura di Trapani che ci ha risposto che per stati di avanzamento di pagamenti in base a una gara già aggiudicata non occorre certificazione ulteriore”. “Un’altra preziosa ‘perla’ dell’antimafia di facciata” ha ribattuto il gruppo parlamentare del M5S all’Ars. Nella ricostruzione del decreto di perquisizione si legge che il 13 marzo “Bulgarella telefona a Franco Fontana della società "Traghetti delle Isole" e gli passa Savalle Giovanni dopo averlo presentato come colui che conosce il presidente di un leasing al quale può essere presentata un'offerta per acquistare una nuova nave per conto della società”. Con Savalle, imprenditore di Castelvetrano, “Bulgarella e Tumbiolo hanno in atto dei rapporti di affari” tanto che i tre, hanno evidenziato i carabinieri del Ros, “il 4 marzo s'incontrano a Roma per partecipare a una riunione in via Po, relativa ad una comune operazione di finanziamento di svariati milioni di euro (Savalle fa riferimento a 23 milioni)”. Savalle, si legge ancora, secondo alcuni articoli di stampa del 28 novembre 2014 “avrebbe partecipato tramite la Mediterranea Spa ai lavori relativi agli appalti di Pompei.

Negli articoli si fa riferimento ad accertamenti di Polizia che fanno emergere il Savalle come un soggetto vicino alla cosca mafiosa riconducibile a Matteo Messina Denaro”. C’è poi un articolo, datato 8 ottobre 2013, nel quale emerge che la società Mediterranea Spa era proprietaria dell'hotel a cinque stelle "Giardino di Costanza", situato a Mazara del Vallo, costruito nel 2004 grazie al contributo comunitario di sei milioni di euro. “Detta società - prosegue il Ros - è stata poi dichiarata fallita con un buco di 42 milioni di euro. L'indagine per truffa ed il fallimento avrebbero pregiudicato i piani di sviluppo del gruppo che aveva in corso la realizzazione di un campo da golf e un approdo turistico che dovevano avere finanziamenti pubblici pari a 20 milioni di euro. Savalle comunque avrebbe ottenuto dal Tribunale di Marsala il diritto a vivere nel lussuoso attico del resort per soli seimila euro di canone l'anno, all'interno del quale avrebbe ospitato Carmelo Patti (già citato in collegamento con Andrea Bulgarella e Matteo Messina Denaro) che, secondo alcuni indiscrezioni, sarebbe capo di un gruppo cli imprenditori per partecipare all'asta dell'albergo”. Parlando dei rapporti con Unicredit, spiega ancora il decreto, c’è poi una conversazione intercettata datata 9 giugno 2015 in cui “emerge chiaramente che i dirigenti dell'Unicredit sono pienamente consapevoli delle aderenze nel contesto mafioso cli Cosa Nostra in cui si trova Andrea Bulgarella, anche se formalmente vuole additarsi come un imprenditore pulito che lotta contro la mafia”. A parlare sono Roberto Poli e Luca Gallorini, altro dirigente Unicredit: “Spiegami perchè gli andiamo dietro?" chiede Gallorini all’altro. E Poli, nel rispondere che il gruppo Bulgarella è "in difficoltà finanziaria" già dal maggio 2008, aggiunge che Bulgarella si è procurato "l'aurea dell'imprenditore pulito" e poi "conosce senatori, deputati e vicepresidenti Unicredit" (alludendo a Fabrizio Palenzona, numero 2 dell’istituto di credito). “Bulgarella è un nome complicato... – prosegue – perchè è il più pulito dei costruttori siciliani... perchè era il ... l'immobiliarista di fiducia di Falcone e della procura di Palermo...”. “Questo qui conosce tutto il mondo... – continua Poli – da senatori a deputali... vicepresidenti Unicredit... conosce tutti... ed è stimatissimo e rispettatissimo da tutti...”. Bulgarella, però, non ha dubbi sulla sua innocenza: “Tutte fesserie, io di marcio non ne ho”. [link]


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