18 febbraio 2016

Comunicato stampa dell'associazione Antimafie Rita Atria sull'esito del referendum sull'inceneritore della Valle del Mela


18 febbraio 2016

L’esito del referendum di domenica 31 gennaio che, nonostante una schiacciante vittoria del No, ha tuttavia registrato un’affluenza solo del 42,9 per cento nel comune più importante, San Filippo del Mela, determinandone quindi l’invalidità e quindi la conseguente inutilità, per il mancato raggiungimento del quorum, ha evidenziato come un certo modo di organizzare "passerelle mediatiche" e “chiamate alle urne” ha unicamente prestato il fianco a strumentalizzazioni politiche e puntato a dividere il fronte delle opposizioni.
La nostra ventennale esperienza ci ha insegnato che le battaglie in difesa dei diritti inviolabili della persona umana, meritevoli di particolare cautela secondo la normativa nazionale e comunitaria – e tali, per l’Associazione Antimafie Rita Atria, sono il diritto alla salute e a vivere in un ambiente sano e sicuro – devono invece necessariamente concretarsi in atti formali, previsti dalla legge, anche come presupposto per ulteriori iniziative atte a contrastare la follia “inceneritorista" di questo governo e delle lobby delle multiutilities, anche davanti alle Autorità Giudiziarie, se dovesse rendersi necessario.
Nel nostro documento di osservazioni inoltrato lo scorso 18 novembre al Ministero dell’Ambiente, entro i termini stabiliti, abbiamo evidenziato, tra l’altro, come particolare rilievo assume il contrasto del progetto di A2A-Edipower con il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 della Regione Siciliana – che sembra essere disconosciuto dalle amministrazioni locali – che impedisce di fatto la realizzazione dell’impianto inceneritore a CSS e postula, invece, per una riconversione del territorio verso la naturale vocazione paesaggistica della zona.
Vogliamo anche rammentare come nella Dichiarazione finale sull’ambiente umano: proclamazione e principi della Conferenza di Stoccolma si legge che i diritti fondamentali della persona “alla libertà, all’uguaglianza e a condizioni di vita adeguate”  vanno riconosciuti ed attuati “in un ambiente tale da consentire un’esistenza di dignità e di benessere”.
E come nella sentenza del 10 gennaio 2012 della Corte europea dei diritti dell’uomo che, condannando l’Ita­lia per la mala gestione dell’emergenza ri­fiuti in Campania dal 1994 in poi, sia stato sancito il principio che lo stato deve garantire ai suoi cittadini il diritto a vivere in un ambiente sano e ha l’obbligo di gestire in maniera virtuosa il ciclo dei rifiuti.
Sanzionando così vent’anni di politiche italiane dei rifiuti che hanno avuto come prevalente filo conduttore la costruzione di impianti di incenerimento e apertura di nuove discariche. Un sistema, questo, dietro cui si celano conflitti di in­teresse e intrecci più che sospetti con la mafia.
L’Associazione Antimafie Rita Atria ritiene, inoltre, che la cosiddetta “valorizzazione energetica” sia solo un pretesto, perché è del tutto evidente, da una semplice lettura del progetto, che di energia se ne produrrà ben poca e si tratta sostanzialmente di un inceneritore che aspira a sfruttare a proprio esclusivo vantaggio il ritardo della Regione Sicilia nella oculata gestione dei rifiuti, al fine di incamerare sia gli incentivi di produzione sia le quote dovute dai Comuni per il conferimento.
Obiettivi chiaramente in contrasto con le esigenze di tutela della salute e della valorizzazione dell’ambiente ingiustamente martoriato negli ultimi cinquant’anni.
Ribadiamo, infine, che la nostra proposta di azione concreta non vuole essere però un'iniziativa isolata, perché la battaglia contro l'inceneritore deve rappresentare un momento di svolta per un territorio già degradato che non ha avuto – e continua a non avere in gran parte – amministratori e cittadini sensibili alla tutela del proprio habitat naturale.
Per tale motivo rinnoviamo l’invito alle associazioni che hanno realmente a cuore le sorti della valle del Mela ad abbandonare la ricerca di una visibilità ad ogni costo, funzionale solo alla coltivazione del proprio orticello, e a ricompattare il fronte del No, sulla base di azioni concrete e utili a contrastare in maniera significativa questo ennesimo attacco ai beni della collettività, anche nella speranza che un sempre maggior numero di cittadini prenda parte a questa battaglia.

Associazione Antimafie Rita Atria


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