18 febbraio 2016

Dopo i rilievi di natura fiscale da parte della Guardia di Finanza, un appalto del Castello di Milazzo nell'occhio del ciclone. Le indagini potrebbero approfondire altri retroscena



18 febbraio 2016 

MILAZZO 
Le conclusioni dell'attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza culminate ieri con la notifica al sindaco di un processo verbale, dal quale si evincono contestazioni alla ditta che ha eseguito i lavori al Castello,  potrebbero essere solo una parte di una attenzione che da tempo la magistratura ha deciso di dedicare all'appalto milionario per il restauro della cittadella fortificata. 

Già qualche anno addietro anche la precedente Amministrazione non mancò di sottolineare l'esistenza di altre indagini da parte della procura a seguito dell'acquisizione di tutti gli atti relativi all'appalto concorso ed agli stati di avanzamento dei lavori. Il periodo messo sotto la lente d'ingrandimento dei magistrati fu detto  - va dal 2007 al 2010; e gli stessi si sarebbero mossi dopo aver ricevuto un dettagliato esposto. 

Non si è  saputo più nulla se non di altre inchieste nei confronti del Consorzio Aedars di Roma. Insomma le irregolarità, prevalentemente di natura fiscale emerse nell'ultima inchiesta delle Fiamme gialle, potrebbero essere solo un filone dei tanti aperti. 

I lavori, previsti dal Pios 5 di "Conservazione e valorizzazione della cittadella fortificata quale bene della Comunità europea", finanziati per un importo di poco meno di 12 milioni di euro, sono stati eseguiti dal consorzio stabile Aedars srl, con sede legale in Roma, anche se i finanzieri hanno riscontrato che a fatturare al Comune è stata la società Aedars srl. 

La commissione di gara, presieduta dall'allora dirigente comunale Francesco Clemente, era composta dai tecnici Gaetano Montalto e Santi Trovato. In quell'occasione si arrivò all'aggiudicazione dopo ben 15 riunioni.

Gazzetta del Sud
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