25 febbraio 2016

Lavori al Castello di #Milazzo: Illeciti per un milione e mezzo, 5 denunciati. Ipotizzati i reati di truffa ai danni dello Stato, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed occultamento di scritture contabili



25 febbraio 2016 

La Guardia di Finanza di Milazzo, nell’ambito delle attività di contrasto agli illeciti nel settore della spesa pubblica, ha denunciato cinque persone alla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto dopo complesse indagini che hanno riguardato i lavori di conservazione e valorizzazione della cittadella fortificata del centro mamertino. Le Fiamme Gialle, dopo aver acquisito copiosa documentazione presso gli uffici del Comune di Milazzo, della Regione Siciliana e nelle sedi di diverse società, alcune delle quali a Roma, hanno esaminato gli atti relativi al finanziamento pubblico complessivo di 11 milioni di euro, erogato nell’ambito del programma operativo regionale FESR SICILIA 2007-2013, verificando le procedure di pagamento e gli stati di avanzamento lavori ed effettuando controlli meticolosi sulle fatture emesse dalle diverse imprese che avevano attestato prestazioni di servizi e cessioni di beni.

Le opere in esame erano state realizzate a partire dal 2009 da un’azienda romana facente parte del Consorzio Stabile AEDARS Scarl, che si era aggiudicato l’appalto, con sede nella Capitale. Gli accertamenti dei finanzieri hanno rivelato l’esistenza di diversi illeciti, con particolare riferimento alle condotte poste in essere dai legali rappresentanti di tre imprese compiacenti, due con sede a Roma e una a Brolo (Me), che avevano contabilizzato prestazioni mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, per un importo pari a oltre un milione e mezzo di euro, rendicontate dal Consorzio AEDARS al Comune di Milazzo, a fronte delle quali l’ente pubblico aveva attivato le procedure per il relativo pagamento. I militari hanno anche accertato che in diversi casi risultavano contabilizzati costi non inerenti i lavori appaltati che, dunque, non potevano gravare sul Comune. A carico degli indagati sono stati ipotizzati i reati di truffa ai danni dello Stato, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed occultamento di scritture contabili. A conclusione del servizio sono state notiziate le autorità competenti alla gestione del finanziamento, per avviare le procedure di recupero degli importi indebitamente percepiti. L’attività in argomento s’inquadra nell’ambito dei servizi di polizia economico-finanziaria disposti dal Comando Provinciale di Messina della Guardia di Finanza finalizzati al controllo degli adempimenti normativi in materia di spesa pubblica e dimostra l’attenzione del Corpo nei confronti dei fenomeni maggiormente lesivi per i bilanci dell’Unione Europea, dello Stato e degli Enti Locali.

Gazzetta del Sud 

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