17 febbraio 2016

Milazzo, l'appalto da 11mln per la riqualificazione del Castello, indagine chiusa: "Irregolarità". Circa 1,5 milioni sarebbero stati movimentati in maniera illegale.



17 febbraio 2016

Irregolarità nell'appalto del Castello. Nel pomeriggio di ieri militari della Guardia di finanza sono stati al Comune per notificare al sindaco Giovanni Formica un "Processo verbale di constatazione'', in merito a presunte irregolarità che sarebbero emerse in un'indagine avviata nei confronti della società che ha gestito l'appalto del Castello, i cui lavori sono iniziati  nel 2008 e collaudati nell'aprile del 2011. 
Il documento consegnato al primo cittadino rappresenta la chiusura dell'attivita investigativa. Una copia dello stesso è stata trasmessa anche alla Procura di Barcellona poiché dall'indagine sarebbero emerse violazioni a carattere penale. 

L'inchiesta -  scattata tra il 2014 ed il 2015  - rientrava in una attività finalizzata al controllo degli adempimenti normativi da parte di enti e imprese che nel corso degli ultimi anni hanno beneficiato di fondi strutturali comunitari. Tra questi c'era anche il Comune mamertino beneficiario appunto di 11 milioni di euro, fondi della programmazione 2007-2013, destinati alle opere di "Conservazione e valorizzazione della cittadella fortificata". 

Al fine di verificare il corretto utilizzo del finanziamento, nel marzo dello scorso anno, i finanzieri hanno acquisito a Palazzo dell'Aquila tutta la documentazione amministrativo-contabile che ha permesso di ricostruire l'intera vicenda: dall'aggiudicazione dell'appalto alla realizzazione degli interventi previsti e conclusi nel novembre 2010 sino alla contabilità e alle fatture prodotte per ottenere i soldi. 

Dall'esame dei documenti acquisiti è emerso che tutte le prestazioni sono state fatturare dalla socie- consorziate Ares. 
L'ulteriore verifica delle fatture ha portato alle clamorose conclusioni. 
In particolare le Fiamme gialle hanno riscontrato due gravi anomalie: "La rendicontazione di fatture riferite ad operazioni soggettivamente inesistenti, relative a prestazioni e lavori effettivamente eseguiti nel sito ma non dall'emittente formale. 
Si tratta di fatture per l'importo di oltre un milione e mezzo di euro rendicontate al Comune a fronte delle quali l'ente ha attivato le procedure di pagamento» 

L'altra cosa che non convince è la presenza di costi per un totale di 88 mila euro, giudicati "in deducibili", ossia non inerenti ai lavori reali della salvaguardia della cittadella fortificata, ma riferiti ad altri costi sostenuti dall'impresa che però non poteva no gravare sulle spese finali a carico dell'ente. Dagli atti notificati al sindaco non emergono soggetti indagati. 

"Voglio ringraziare il Coman-dante e gli operatori della compagnia della Guardia di finanza di Milazzo che, attraverso un'indagine rigorosa, hanno ancora una volta dimostrato grande competenza e professionalità -  ha dichiarato il sindaco Formica  - . Il verbale che ci è stato consegnato attesta che oltre 1,5 milioni di euro sarebbero stati movimentati in maniera illegale. 
Il rischio concreto è che in occasione del restauro siano stati effettuati minori lavori o i lavori eseguiti siano difformi dal capitolato. Un danno del genere, se accertato, non può restare impunito. E noi lavoreremo per capire come si sono svolte le cose, pronti a difendere, anche in sede giudiziaria, le ragioni dei milazzesi."

Gazzetta del Sud 
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