26 febbraio 2016

Milazzo: Lavori eseguiti dal consorzio Aedars dei fratelli Mollica – Castello e lavori col trucco. Rapporto choc della Gdf. Fatture da un milione e mezzo pagate per lavori da verificare. Nomi e retroscena


26 febbraio 2016 da centonovepress 

Fatture da un milione e mezzo di euro per lavori tutti da verificare, regolarmente pagate. e’ la clamorosa conclusione del rapporto di investigazione del nucleo specializzato della Guardia di Finanza che ha consegnato i risultati delle indagini sull’appalto da undici milioni di euro per la ‘conservazione e valorizzazione della cittadella fortificata’ di Milazzo, eseguito dal consorzio Aedars, collegato ai fratelli Mollica di Gioiosa Marea 

Il rapporto, oltre che al sindaco Giovanni Formica, e’ stato inoltrato alla procura di Barcellona per i rilievi penali connessi. Le indagini sono scattate a seguito di un esposto anonimo che denunciava una serie di anomalie, a partire gia’ dalla fase di selezione dei progettisti dell’opera finanziata con i fondi comunitari: gli ordini degli architetti e degli ingegneri di Messina, consultati sul tema dal comune di Milazzo allora retto da Lorenzo Italiano, avevano scelto i rispettivi presidenti, Gaetano Montalto e Santi Trovato, per fare parte della commissione aggiudicatrice dei lavori. secondo alcuni componenti dei due ordini professionali, che allora polemizzarono sulla autocandidatura dei presidenti
senza che fosse svolta un interpello interno alle categorie, ne’ Gaetano Montalto, ne’ Santi Trovato avrebbero avuto i requisiti rischiesti: 

  -  il primo perche’ assunto al genio civile con la qualifica di geometra; 
 - il secondo perche’ prima di passare al genio civile, faceva parte di un’altra amministrazione. 

I requisiti richiesti erano invece una comprovata esperienza nei restauri monumentali. L’appalto fu aggiudicato al consorzio Aedars e a dirigere i lavori fu chiamato l’ingegnere Francesco Clemente. 

Le anomalie riscontrate dalla Guardia di Finanza riguardano la qualità degli interventi, molti dei quali fatturati da ditte che fanno capo allo stesso consorzio di imprese finito di recente nell’occhio del ciclone per una indagine della dda di roma, battezzata ‘variante inattesa’ che ha portato al sequestro di beni per 108 milioni di euro in tutta Italia per l’imprenditore Pietro Mollica, originario di Piraino. I lavori al Castello di Milazzo furono collaudati nell’aprile del 2011. 25-02-16 


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