11 marzo 2016

Barcellona(ME). Il fallimento ‘holiday line’ e 12 miliardi di lire spariti: svolta nelle indagini della procura. il commercialista Stefano Piccolo, consulente della famiglia di Rosario Pio Cattafi, rischia il giudizio per bancarotta fraudolenta. l’11 maggio davanti al gup



di Leonardo Orlando 11 MARZO 2016 - Gazzetta del Sud 

La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per il commercialista Stefano Piccolo, 64 anni di Barcellona Pozzo di Gotto, il quale su richiesta del pm Rita Barbieri dovra’ comparire davanti al gup il prossimo 11 maggio per rispondere del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale che ha causato il fallimento della societa’ ‘holiday line srl’ di Milazzo, dalla quale sono spariti quasi 12 miliardi di vecchie lire. Soldi di cui si sarebbe persa traccia a seguito di una compravendita effettuata attraverso la societa’ ‘ni.ca.gi.’ di Barcellona che originariamente commerciava carni all’ingrosso e di cui Stefano Piccolo era amministratore. 

Piccolo, oltre ad essere il consulente trbutario della stessa ‘di.be.ca’, l’immobiliare della famiglia Cattafi di cui la moglie del commercialista Ferdinanda Corica e’ amministratrice, da sempre si e’ occupato di gestione e consulenze di societa’ che hanno mosso ingenti capitali, tanto che era consulente della fallita ‘holiday line srl’, fondata dall’ex imprenditore alberghiero Gianfilippo Muscianisi, 70 anni di milazzo, che, difeso dall’avv. Piero Bertolone, per la stessa vicenda e’ stato assolto nel settembre dello scorso anno. 

Adesso per quella sparizione dalle casse della societa’ che era divenuta proprietaria del complesso turistico ‘le vecchie saline’ di Olbia, in provincia di Sassari, dovra’ rispondere Stefano Piccolo, difeso dall’avv. Giuseppe Lo Presti. Infatti, dei soldi incassati nel dicembre del 1994 a roma dalla societa’ amministrata da Piccolo, un totale di oltre 12 miliardi di vecchie lire, dalla vendita del complesso non e’ stata trovata alcuna traccia. Una vicenda, quella della compravendita degli immobili delle vecchie saline’ di Olbia di cui si e’ occupato il gico di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sull’autoparco di via Salomone a Milano che porto’ all’arresto  dell’avv. Rosario Cattafi. 

Stefano Piccolo, secondo quel rapporto del gico redatto il 3 aprile del 1996, e’ risultato tra l’altro, ‘amministratore della ‘iti’ srl’ con sede a Barcellona, avente quale oggetto dell’attivita’ la valorizzazione e la vendita immobiliare’. Grazie ai dati in possesso del Ministero delle finanze ‘e’ stato possibile rilevare – hanno scritto gli investigatori – che attraverso tale societa’ sono stati acquistati negli anni 1994 e 1995, due immobili in Roma per un valore dichiarato, ai fini dell’imposta di registro, rispettivamente di 6 miliardi 89 milioni 800 mila lire e 3 miliardi 622 mila 718 lire. Il primo immobile e’ stato venduto alla ‘iti’ dalla holiday line srl’ di Milazzo con sede in piazza Nastasi, complesso dei platani, societa’ questa che a sua volta aveva acquisito in proprieta’ gli appartamenti del complesso turistico ‘le vecchie saline’, sequestrati (e poi restituiti) nell’ambito di una inchiesta giudiziaria. 


Tornando alla ‘iti srl’ di Barcellona, la stessa societa’ e’ il frutto della trasformazione dell’attivita’ e della ragione sociale di un’altra societa’, la ‘ni.ca.gi.’ di Barcellona che agli inizi degli anni 90 commercializzava carni ed era di proprieta’ di Giuseppe Abbate, ucciso con due colpi di fucile la sera del 16 febbraio del 1998, sulla statale Sant’Antonio. 

Il movente del delitto sarebbe comunque da ricondurre – secondo gli inquirenti – nell’attivita’ svolta dal commerciante sulla quale era stata posta l’attenzione dal gruppo mafioso locale, tanto che furono controllati i boss, da Giuseppe Gullotti, all’epoca libero, ai suoi fiancheggiatori. Come teste fu interrogato anche lo stesso Stefano Piccolo. Non e’ invece ancora chiaro perche’ la ‘ni.ca.gi.’ che originariamente commerciava carni all’ingrosso, sia stata venduta per poi essere trasformata. 

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