7 giugno 2016

Milazzo. Fatture false ed evasione fiscale, condanna per l'imprenditore Felice Nania e altri 9 indagati



7 giugno 2016

Giro di fatture false ed evasione fiscale, sotto setaccio l’attività illecita di nove soggetti. Si è conclusa ieri mattina la prima tranche di un procedimento nei confronti dell'Imprenditore Milazzese Felice Nania, 58 anni, titolare di una ditta individuale. All'imprenditore, che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, l'accusa sostenuta dal PM Salvatore Pugliese ha contestato di avere evaso versamenti Iva e Imposta sul reddito attraverso la registrazione di fatture ritenute di comodo emesse da due società milazzesi operanti nel settore degli spettacoli e delle ricerche statistiche. Entrambe le società sono, secondo i capi di accusa, riconducibili a Giacomo Ruvolo, 68 anni e Santo Smedile, 65 anni. Ad entrambi gli amministratori delle società viene contestato di avere emesso fatture di comodo in occasione di un evento organizzato a Milazzo e per la distribuzione e divulgazione di un giornale cartaceo. Fatture che avrebbero favorito non solo il Nania ma anche altri imprenditori. In totale nove le persone che sono state rinviate a giudizio. 


Sul caso il Gup di Barcellona Salvatore Pugliese, ha condannato ad 1 anno e 2 mesi di reclusione l’ imprenditore Felice Nania, 58 anni di Milazzo, nella qualità di titolare della omonima ditta, grazie a fatture che gli inquirenti presumono essere false emesse da due associazioni milazzesi, la “Samas” e “A.S. Maristat Marketing e Rivelazioni statistiche” entrambe amministrate da un barbiere. Inoltre otto imprese avrebbero evaso imposte sui redditi e sull’ iva del 2008 fino al 2012. Sono stati rinviati a giudizio anche Giacomo Ruvolo di 66 anni, Santo Smedile 65 anni, Francesco Abbriano 68 anni, Santi Maio 55 anni, Lucia Abbriano 48 enne entrambi di Milazzo, Lucia Siragusa 60 anni anche lei milazzese, Corrado Alfio Licciardello 43 anni di Torregrotta, Erich Saccà 38 anni di San Filippo del Mela e Rosa Cangemi 55enne di Monforte San Giorgio. Al Ruvolo e Smedile si contesta nelle loro rispettive qualità, al fine di consentire l’ evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto, emettevano fatture a favore delle 9 società relative ad operatori in parte o in tutto inesistenti per importi totali di 1 milione e 934 mila euro. [link]


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