17 febbraio 2017

#Milazzo: L'ineleggibile Santino Catalano


Santino Catalano


17 febbraio 2017

L'Ars lo ha salvato con una decisione che, ai più, ha fatto venire il voltastomaco. Non certo a molti colleghi di Santino Catalano che in aula hanno festeggiato il deputato. Baci e abbracci, inclusi. La politica ha fatto carta straccia delle sentenze pronunciata il nome del popolo italiano. Il 17 giugno la prima sezione del Tribunale civile, presieduta da Francesco Caccamo, lo ha dichiarato ineleggibile. Al suo posto sarebbe dovuto entrare Marcello Bartolotta. Niente di tutto questo è avvenuto. L'onorevole del Pid resta al suo posto.


Inelleggibile Catalano lo era per via di una condanna patteggiata un decennio fa. Torniamo indietro nel tempo. Il 30 aprile 2001 Santo Salvatore Maria Catalano, nato a Favignana e residente a Milazzo, si presenta davanti alla Corte d'appello di Messina, presieduta da Antonino Bambara. Chiede e ottiene di patteggiare la pena. Un anno e undici mesi con la sospensione condizionale. L'accusa è abusivismo edilizio e abuso d'ufficio in concorso con un assessore e un vigile urbano del Comune di Milazzo. Gli era andata peggio due anni prima in Tribunale. In primo grado l'onorevole era stato condannato a tre anni e sei mesi e all'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.



La vicenda ruota attorno ad un fabbricato di due piani che Catalano ha costruito in località Capo, una zona sottoposta a vincolo ambientale. L'edificio non sfugge all'occhio vigile dei volontari del Wwf che segnalano l'abuso ai vigili urbani. Ed è ora che avviene il falso. Secondo l'accusa, l'assessore all'Urbanistica di allora, Giuseppe Imbesi, il vigile Giuseppe Di Salvo, e Catalano, all'epoca consigliere comunale, si sono messi d'accordo per evitare il peggio. Sul tavolo del comando della polizia municipale giunge un esposto anonimo che denuncia la presenza di abusi edilizi in un'altra zona di Milazzo. All'accertamento viene data priorità assoluta con uno stratagemma. I tre fanno risultare che l'anonimo è giunto prima della lettera del Wwf. Risultato: la pattuglia dei vigili si reca sul posto, scopre che di abusivismo non c'è traccia e rinvia all'indomani il sopralluogo nel fabbricato di Catalano. Che alle luci del nuovo giorno è già bello e ultimato. Per usare la terminologia tecnica: “Il fabbricato diventa suscettibile di sanatoria tramite l'attestazione di ultima strutture essenziali entro il termine del condono edilizio”. Dalle testimonianze di alcuni vigili salta fuori che lo stesso Catalano ha chiesto il rinvio strategico del sopralluogo. Il processo si conclude con il patteggiamento di Catalano, la condanna di Imbesi a un anno e quattro mesi e l'assoluzione di Di Salvo perché il fatto non sussiste. Tutto questo all'Assemblea regionale siciliana, però, interessava davvero poco. 
[fonte] [Giovedì 23 Giugno 2011] 




Catalano, i giudici smentiscono i politici. L'ex consigliere comunale milazzese era ineleggibile all'Ars


Era arrivato a sedere negli scranni dell’Ars, dopo che il collega del suo ex partito, Fortunato Romano del Mpa era stato, in forza di una sentenza del tribunale, dichiarato decaduto, per non essersi dimesso in tempo utile da un ente di formazione prima delle elezioni regionali del 2008.

Approdato a Palazzo d’Orleans Santo Catalano, primo dei non eletti del partito del governatore Lombardo, passò poco dopo tra le fila del Pid di Saverio Romano e Totò Cuffaro. Contro l’ingresso dell’ex consigliere del comune di Milazzo all’Ars, fu però proposto ricorso, in quanto Catalano aveva patteggiato in appello, un decennio prima a Messina, una condanna a un anno e undici mesi per una vicenda legata ad un ABUSO EDILIZIO.

Il tribunale di Palermo chiamato a pronunciarsi sul ricorso affermò nel giugno scorso che Catalano non poteva candidarsi. Ma la Sala d’Ercole interrogata ad esprimersi sulla permanenza o meno del parlamentare siciliano, a pochi giorni dalla sentenza di primo grado, decise con 38 no su 74 votanti di mantenere in carica Santino Catalano,SUSCITANDO I MALUMORI di Pd e Udc. Oggi a quattro mesi dalla sentenza del tribunale, la corte d’ Appello di Palermo ha confermato la decisione dei giudici di primo grado.

Posta un commento

Avvertenze sul blog











SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog

RICARICA postepay: 4023 6006 4546 1221


Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza
Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.