28 aprile 2017

Il ''Borsellino quater'' e gli Apprendisti Stregoni ustionati



27 Aprile 2017 di Saverio Lodato 

Il presidente Antonio Balsamo non casca nel giochetto 

Ispirano quasi tenerezza i commentatori della sentenza per il "Borsellino quater", emessa qualche giorno fa dalla Corte d’Assise di Caltanissetta, presieduta da Antonio Balsamo, in cui per la prima volta si mette nero su bianco che ci furono prolungati "depistaggi istituzionali" dopo la strage di via d’Amelio. 

La tenerezza nasce dal fatto che tutti gli Apprendisti Stregoni, specializzati da decenni nella confezione di miscele esplosive che hanno come scopo la demolizione dell’istituto della collaborazione di giustizia, vedendosi scoppiare in faccia, con la sentenza a firma di Antonio Balsamo, alambicchi, fiale e provette, fanno finta di non avere capito, sorvolano, minimizzano, mescolano mele e patate, come si diceva a scuola, mettendo disinvoltamente insieme pentiti condannati e pentiti prescritti. 

Vincenzo Scarantino, il pentito che tenne banco sino al vaglio della Cassazione facendo condannare con dichiarazioni fasulle persone che con la strage non c’entravano nulla, viene oggi prescritto con la motivazione che fu "determinato a commettere" il reato. 

Condannati, invece, altri due "pentiti", Francesco Andriotta e Calogero Pulci, per i quali la corte d’assise non ha ravvisato attenuanti di alcun tipo. Ora gli Apprendisti Stregoni che fanno? Non se la sentono - e con molta tenerezza siamo partecipi del loro disagio - di prendere atto che Scarantino fu Pentito Degenere, sì, ma traviato dallo Stato, visto che ogni volta che apriva bocca per dire che le sue parole erano state "dette ad arte", veniva riempito di botte e denunce per calunnia. E fanno caciara contro Andriotta, Pulci e Scarantino, come fossero un "sol uomo" - in questo sposando il punto di vista pasticcione dei pubblici ministeri del processo di Caltanissetta i quali, anche loro, avrebbero preferito "condanne per tutti" -, capendo benissimo che il trattamento distinto, riservato dalla corte al "caso Scarantino", ha fatto esplodere loro in faccia, appunto, alambicchi e provette. 

Come non bastassero le ustioni provocate dalla sentenza Balsamo, gli Apprendisti Stregoni sono persino stati costretti a tacere di fronte alle parole di Salvatore Borsellino, il quale si è candidamente chiesto: 

chi potessero essere, se non gli appartenenti alla Polizia di Stato, quelli che fecero il "servizietto" a Scarantino. 

Olio bollente - non c’è che dire - le parole del fratello di Paolo Borsellino, sulle ferite degli Apprendisti Stregoni. I quali da mesi e mesi lo infamano e infangano volgarmente perché colpevole di sostenere l’esistenza di mandanti esterni alla strage di via d’Amelio, e persino l’esistenza della Trattativa fra lo Stato e la Mafia. Ma lasciamoli adesso in santa pace, gli Apprendisti Stregoni che ci ispirano tenerezza, alle prese con unguenti e pomate. [link]
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