13 maggio 2017

Barcellona Pozzo di Gotto (ME). Parco commerciale, assolti i 14 imputati - "Il fatto non sussiste" per Rosario Pio Cattafi con sorella e figlio, progettisti e componenti Cec


13 maggio 2017 di Leonardo Orlando  - BARCELLONA - Gazzetta del Sud 

Sono stati tutti assolti dall'accusa di abuso d'ufficio, "perché il fatto non sussiste", la formula più ampia, i 14 imputati processati a seguito dell'inchiesta sulle procedure amministrative che hanno portato all'approvazione del piano particolareggiato del Parco commerciale di contrada Siena proposto dalla "Di Be Ca", l'immobiliare della famiglia Di Benedetto-Cattafi.  

Il Tribunale (presidente Fabio Processo, componenti Valeria Gioeli e Francesco Alligo), hanno pertanto assolto l'avvocato Rosario Pio Cattafi, indicato dall'accusa come l'ispiratore del progetto: i progettisti del Prg Gangemi e l'arch. Giovanni Cattafi; i progettisti che hanno redatto ed elaborato il Piano particolareggiato, gli arch. Mario e Santino Nastasi; i cinque componenti della soppressa Commissione edilizia urbanistica comunale, l'avv. Franco Barbera, l'arch. Antonio Raimondo, l'ing. Giovanni Milone, il perito industriale Santi Sottile, il geom Sergio Valenti; l'amministratrice della società immobiliare Di Be.ca." Ferdinanda Corica; i soci dell'immobiliare. Di Be Ca. sas", Maria ldea Cattafi e l'avv. Alessandro Cattafi, rispettivamente sorella e figlio dell'avvocato Rosario Pio Cattafi; il tecnico di fiducia della società "Gdm Spa", geom. Filippo Leopatri, di Reggio Calabria. Entro i prossimi novanta giorni si conosceranno le motivazioni dell'assoluzione. 

In favore degli imputati erano intervenuti gli avvocati Franco Bertolone, Salvatore Silvestro, Giuseppe Lo Presti, Tommaso Calderone, Filippo Barbera, Sergio Russo, Antonino Maio, Chiara Mostaccio, Piero Bertolone, Antonino Genovese e Carolina Milone. 

La posizione dell'ex dirigente del VII Settore di Palazzo Longano, ing. Orazio Mazzeo, difeso dall'avv. Pinuccio Calabrò, è stata stralciata perché è deceduto. 

Il pm Alessandro Liprino che ieri ha rinunciato alla replica, aveva chiesto la pena di 2 anni di reclusione per l'avvocato Rosario Pio Cattafi, Mario e Santino Nastasi, il prof. Giuseppe Gangemi, Giovanni Cattafi, e per i cinque componenti della soppressa Cec;  richiesta di condanna ad una pena minore di 1 anno e 4 mesi di reclusione per l'amministratrice della società immobiliare "Di Be Ca Ferdinanda Corica e per i soci dell'immobiliare "Di Be Ca. sas", Maria Idea Cattafi e Alessandro Cattafi; unica richiesta di assoluzione, con la formula per non aver commesso fatto, per il tecnico di fiducia della societià Gdm Spa, geom Filippo Leopatri.  

L'affermazione della responsabilità degli imputati era stata richiesta dai legali avv. Carmelo Picciotto, che ha rappresentato l'associazione antimafie Rita Atria e l'avv. Alessandro Vitale che ha patrocinato il Comune.  L'originaria ipotesi di accusa era di "abuso d'ufficio in concorso determinato dall'altrui inganno".

I fatti risalgono al 16 novembre del 2009, data in cui il Consiglio comunale aveva approvato a maggioranza, con un solo voto contrario, la delibera con la quale si autorizzava l'attuazione del Piano particolareggiato del Parco commerciale, mai realizzato perchè successivamente bocciato dal Tar. 

"Processo frutto di un meccanismo perverso" - Le difese ora contrattaccano

Il processo, iniziato con il rinvio a giudizio il 10 febbraio 2014, si è concluso ieri. Dopo la sentenza, le prime reazioni. L'avv. Francesco Bertolone ha dichiarato: Il processo è nato a seguito dell'esposto-denuncia presentato dall'associazione antimafie Rita Atria e sottoscritto anche dalla dottoressa Collica facente parte del movimento Città Aperta. L'esposto-denuncia, una sorta di mutua dipendenza tra la bene orchestrata veicolazione mediatica del realizzando piano particolareggiato e l'atteso scioglimento del Consigliocomunale da un lato ed il risultato delle imminenti elezioni amministrative dall'altro. Un meccanismo perverso creato non certo per una avversione alla possibile realizzazione del Parco commerciale, bensì per la suggestione che avrebbe suscitato il nome di Rosario Pio Cattafi specie se associato alla realizzazione del piano. Solo nel momento in cui è stato deliberato il Parco commerciale è cominciato un "refrain''sul nome di Cattafi, che ha poi generato l'inchiesta e indotto il prefetto a disporre l'accesso agli atti del Comune. L'avv. Tommaso Calderone, difensore del professore Giuseppe Gangemi, progettista del Prg, e dei tre architetti che hanno progettato il Parco commerciale, afferma che "non c'erano neanche i presupposti per il rinvio a giudizio degli imputati. Resta l'amaro in bocca per quattro professionisti incensurati sottoposti per anni a procedimento penale». 

(Leonardo Orlando - Gazzetta del Sud )


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