13 maggio 2017

Comunicato stampa sulla sentenza del processo Parco commerciale di Barcellona P.G. (ME)


12 maggio 2017 

Dopo tre anni, la prima udienza è datata 2 maggio 2014, il processo per il Piano particolareggiato del Parco commerciale di contrada Siena a Barcellona Pozzo di Gotto si è concluso in maniera favorevole per gli imputati al termine di una lunga requisitoria, da parte del sostituto procuratore Alessandro Liprino, che aveva ereditato il processo dal collega Francesco Massara, nonostante le 13 richieste di condanna e il riconoscimento da parte della Procura della validità dell'esposto depositato dalla nostra Associazione e dall'Associazione Città Aperta.Attendiamo di leggere le motivazioni prima di rilasciare ulteriori commenti.

ASSOCIAZIONE ANTIMAFIE RITA ATRIA


Barcellona Pozzo di Gotto, il Processo sul Parco Commerciale della DI.BE.CA. :  TUTTI ASSOLTI! 

12 maggio 2017

Nessun riscontro alle accuse della procura. E il Tribunale di Barcellona, presidente dott. Fabio Processo, a latere i giudici Francesco Alligo e Valeria Gioeli, ha assolto tutti con la formula più ampia, “perché il fatto non sussiste”.

L’accusa nella scorsa udienza, come riportato da Leonardo Orlando sul quotidiano Gazzetta del Sud, aveva richiesto condanne per 13 dei 14 imputati processati a seguito dell’inchiesta sulle procedure amministrative che hanno portato all’approvazione del Piano particolareggiato del Parco commerciale di contrada Siena la cui ideazione, opera mai realizzata, sarebbe stata ispirata dall’avvocato Rosario Pio Cattafi, per il quale ieri il pm Alessandro Liprino al termine di una lunga requisitoria aveva chiesto la condanna a due anni di reclusione per concorso in abuso d’ufficio. Richiesta di condanna, alla stessa pena, per i progettisti che hanno redatto ed elaborato il Piano particolareggiato, gli architetti Mario e Santino Nastasi; il prof. Giuseppe Gangemi, progettista del Prg e il collega Giovanni Cattafi, anch’essi indicati al pari degli altri professionisti quali progettisti del Parco commerciale anche se per “incarico non formalizzato”. Stessa richiesta era stata formulata per i cinque componenti della soppressa Commissione edilizia urbanistica comunale insediatasi il 25 ottobre del 2007 e che avrebbero ultimato l’esame del Piano regolatore particolareggiato proposto dalla “Di.Be.Ca” nella seduta del 3 giugno del 2008: Giovanni Milone, Santi Sottile, Sergio Valenti, Franco Barbera e Antonio Raimondo. Richiesta di condanna ad un pena minore di 1 anno e 4 mesi di reclusione, sempre per concorso in abuso d’ufficio, per l’amministratrice della società immobiliare “Di.Be.Ca.” della famiglia Cattafi, Ferdinanda Corica; i soci dell’immobiliare “Di.Be.Ca. sas”, la sorella e il figlio di Cattafi, Maria Idea Cattafi e Alessandro Cattafi.
L’unica richiesta di assoluzione, con la formula per non aver commesso il fatto, per il tecnico di fiducia della società committente la “Gdm Spa”, geom. Filippo Leopatri, di Reggio Calabria.
Il pubblico ministero aveva anche chiesto, nella scorsa udienza, lo stralcio della posizione relativa all’ex dirigente del VII Settore di Palazzo Longano, ing. Orazio  Mazzeo, responsabile unico del procedimento che ha portato all’approvazione del Piano regolatore particolareggiato del Parco commerciale della “Di.Be.Ca.”, perché nel frattempo deceduto. L’affermazione della responsabilità degli indagati era stata invece chiesta dai legali di parte civile, l’avv. Carmelo Picciotto che rappresentava l’associazione nazionale antimafie “Rita Atria”, che aveva presentato assieme a “Città aperta” di Barcellona l’esposto che ha dato vita all’inchiesta i cui attivisti ieri, Santa Mondello e l’ex sindaco Maria Teresa Collica e dall’avv. Alessandro Vitale che su incarico dell’amministrazione Collica ha rappresentato il Comune di Barcellona.
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