6 maggio 2017

San Filippo del Mela: “mazzette", Parchi commerciali, agli interessi del "clandestino" ex 41bis Rosario Cattafi


di Leonardo Orlando 5 maggio 2017 - Gazzetta del Sud 

San Filippo del Mela 

Dopo il sindaco Pasquale Aliprandi, anche il suo vice Giuseppe Recupero, così come anticipato ieri dai difensori avv. Tommaso Calderone e Giovanni Pino, rassegnerà le dimissioni dalla carica di assessore e di consigliere comunale. Già dalla prossima settimana il Comune di San Filippo del Mela resterà senza organi amministrativi e la Regione dovrà nominare un commissario fino a nuove elezioni che si terranno nel turno elettorale di novembre. 

Intanto gli interrogatori di garanzia di sindaco e vicesindaco sono slittati al prossimo 5 maggio e già in quella data i due indagati, in forza delle dimissioni, potrebbero riacquistare la libertà per la cessazione del rischio di reiterazione di reato, così come sono già liberi l'ex sindaco Giuseppe Cocuzza e l'ex consigliere, già presidente del Consiglio Massimiliano Ragno, per i quali era stata respinta la richiesta di custodia cautelare in quanto avevano cessato ogni funzione pubblica.
Intanto dagli atti dell'indagine, coordinata dal Procuratore Emanuele Crescenti e dal sostituto procuratore Alessandro Liprino, emergono altri inquietanti particolari.

L'ex presidente del Consiglio comunale Matteo Di Bella, che aveva più volte manifestato la sua contrarietà al progetto del parco commerciale, interrogato dai carabinieri del Ros nel giugno 2013 ha dichiarato che nell'ottobre del 2011 aveva ricevuto, direttamente dalle mani dell'allora sindaco Giuseppe Cocuzza, (FOTO)  una busta chiusa che all'interno conteneva quasi 4000 euro. 

La vicenda viene raccontata dallo stesso Di Bella a proposito di presunte pressioni che il gruppo favorevole alla lottizzazione esercitava sul Consiglio comunale per far approvare il piano del parco commerciale: “solo in una circostanza, che risale al mese di ottobre del 2011, incontrai una mattina il sindaco Giuseppe Cocuzza il quale, all'interno di una stanza abitualmente utilizzata come ufficio dagli assessori, mi consegnò una busta, senza specificarmi null'altro. Al momento non capendo di cosa si trattasse, non aprii immediatamente la busta; lo feci solo successivamente, la stessa sera quando feci rientro presso la mia abitazione. Rimasi basito per il contenuto in quanto il contenuto era una somma di denaro quantificata in euro 3950. Non riuscendo a capire l'esatto motivo di questa dazione di denaro ma pur comprendendo che si trattava della cosiddetta “mazzetta” e non avendo in quel preciso momento, titolo per ricevere quel denaro, il giorno successivo mi recai presso l'ufficio del sindaco al quale, personalmente, restituii la busta ed il suo contenuto dicendogli testualmente che non ero abituato a “queste cose” e che non ero quindi intenzionato a percepire alcunché”. 

Giuseppe Cocuzza ex sindaco San Filippo del Mela

L'ex presidente del Consiglio, che nella votazione per l'approvazione del piano si era astenuto, pagando successivamente con l'isolamento e un atto di sfiducia che lo portò alla decadenza dalla carica e alla nomina al suo posto del conigliere Massimiliano Ragno che aveva partecipato attivamente alle riunioni per promuovere il Parco commerciale, aggiunge che “nella circostanza ricordo che al sindaco specificai che io avrei fatto solo il mio dovere per il quale non ero assolutamente intenzionato a ricevere alcun compenso extra. Il primo cittadino – ha proseguito nel suo racconto Di Bella – pur accennando ad un minimo tentativo di convincermi a trattenere il denaro, capendo la situazione ritirò la busta senza specificarmi altro”.

Del rifiuto della mazzetta da parte del presidente del Consiglio, la stessa sera dell'approvazione del Piano particolareggiato da parte del Consiglio comunale, avevano invece gioito il consulente della società Area srl che aveva proposto il Piano di lottizzazione Giuseppe Giuffrida ed il progettista dello stesso Piano ing. Giuseppe Raffa. I due, infatti, nel stigmatizzare il comportamento del presidente del Consiglio che aveva avuto il torto di astenersi dal voto, in particolare il consulente di Area srl, evidenziava che “aveva risparmiato i soldi” che erano stati rifiutati da Di Bella.
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