6 maggio 2017

Tangenti a San Filippo del Mela: il ruolo dell'ex sindaco Giuseppe Cocuzza e il "clandestino" Rosario Pio Cattafi.

Giuseppe Cocuzza ex sindaco San Filippo del Mela

di Leonardo Orlando - Gazzetta del Sud 

San Filippo del Mela 5 maggio 2017

Sindaco e vicesindaco di San Filippo del Mela, Pasquale Aliprandi, 58 anni e Giuseppe Recupero, 59 anni, sono stati arrestati e confinati ai domiciliari, per il reato di concussione per induzione indebita, dai carabinieri del Ros, per una dazione di 12 mila euro e la promessa di ulteriori benefici, per sbloccare l'iter per l'approvazione del Piano particolareggiato che avrebbe portato alla realizzazione del Parco Commerciale, denominato “La città della moda, del commercio e della tecnologia”, che doveva sorgere su un terreno agricolo di una collina di Archi, nel Comune di San Filippo del Mela. 

Respinta, invece, la richiesta di custodia cautelare per l'ex sindaco, il medico Giuseppe Cocuzza, 62 anni, e per l'ex consigliere comunale Massimiliano Ragno, 46 anni. Per questi ultimi il Gip del Tribunale di Barcellona Fabio Gugliotta, ha infatti rigettato la richiesta di misura cautelare perché gli stessi, a differenza di Aliprandi che all'epoca era vicesindaco e Recupero che era assessore, allo stato non rivestono più incarichi amministrativi al Comune di San Filippo del Mela. A coordinare le indagini dei carabinieri del Ros ed a chiedere l'arresto dei quattro indagati, il Procuratore Emanuele Crescenti ed il sostituto Alessandro Liprino.

Tutti sono comunque indagati del reato di concussione per induzione indebita, in concorso tra loro - Giuseppe Cocuzza nella qualità di sindaco pro tempore, Pasquale Aliprandi nella qualità di vicesindaco, Giuseppe Recupero nella qualità di assessore e Massimiliano Ragno nella qualità di consigliere comunale di San Filippo del Mela – perché abusando della qualità e dei poteri connessi alle rispettive cariche pubbliche, ritardando l'esame di una istanza presentata dalla società “Area srl” al Comune di San Filippo del Mela in data 21 dicembre 2006, volta ad ottenere il rilascio dell'autorizzazione commerciale e della concessione edilizia per la realizzazione di un parco commerciale denominato “Città del commercio, della moda e della tecnologia”, nonché prospettando impedimenti procedurali per l'ottenimento delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione del progetto, inducevano Donato Didonna, presidente del Cda della società Area srl e Giuseppe Giuffrida, consulente della stessa società, a dare e a promettere agli stessi Cocuzza, Aliprandi, Recupero e Ragno, denaro o altre utilità.

In particolare, Giuseppe Recupero, anche in nome e per conto di Cocuzza, Aliprandi e Ragno, accettava una somma di denaro quantificata in almeno 12000 euro, consegnatagli su un'auto da Giuseppe Giuffrida il 20 settembre 2011, quale acconto di ulteriori somme.
All'ex sindaco Giuseppe Cocuzza si contesta anche la recidiva specifica nel quinquennio, in quanto lo stesso è già stato condannato con pena definitiva per il reato di abuso d'ufficio.

Il sindaco Aliprandi, difeso dagli avv. Carmelo Vinci e Marcello Scurria e il suo vice Recupero, dagli avv. Tommaso Calderone e Giovanni Pino, saranno sottoposti ad interrogatorio di garanzia il prossimo 2 maggio.
Cattafi Rosario Pio

L'indagine ha preso avvio a seguito di intercettazioni ed osservazioni ambientali che erano state predisposte dalla Dda nei confronti dell'avvocato Rosario Pio Cattafi, ritenuto esponente di primo piano del sodalizio criminale operante nella zona di Barcellona e – secondo i collaboratori di giustizia - “deputato alla gestione dei rapporti illeciti con parte del mondo politico ed istituzionale”.

Per i carabinieri del Ros, che stavano effettuando attività di intercettazione, l'avvocato Cattafi “si rivelava soggetto con grande capacità ad intessere un intricata rete di relazioni clandestine atte a perseguire affari afferenti la realizzazione di opere connesse ai centri commerciali ed agli impianti di produzione delle fonti energetiche alternative”.


Il ruolo di Cattafi
Dalle indagini è emerso che l'avvocato Cattafi incontrava nel novembre 2010 l'ex sindaco Cocuzza per appianare i difficili rapporti che il consulente della società Area srl aveva con lo stesso. Uno degli incontri tra Cocuzza e Cattafi che i Ros sono riusciti ad intercettare è del 28 novembre 2010, quando i due si davano appuntamento davanti all'ospedale di Barcellona. Dopo l'appuntamento con Cocuzza, a tarda sera, Cattafi inviava un sms al consulente di Area srl con cui comunicava di aver “finito la stesura del contratto. Domani verifico alcuni particolari. Credo che sia venuto come volevi tu. Giovedì te lo consegno. Un salutone Saro”. 

Per gli inquirenti è “verosimile che tale comunicazione rappresenti un esempio del modo criptico in cui i due interlocutori si relazionavano, non essendo emersi elementi che facciano ritenere l'esistenza di un documento contrattuale per il quale il Cattafi doveva prestare la sua opera”. La mattina successiva, il consulente di Area srl riscontrava l'avvenuta ricezione del messaggio inviando a Cattafi una risposta: “Ti ringrazio per il messaggio”. Qualche ora dopo, in una telefonata tra i due, il consulente di Area srl confermava di aver ricevuto il messaggio e lo ringraziava “per il contratto”. A questo punto Cattafi interrompeva l'interlocutore chiedendogli se si trovasse in ufficio e, ricevuta risposta affermativa, gli diceva che lo avrebbe raggiunto a breve per un aperitivo. 

Poco dopo Cattafi contattava l'ingegnere Giuseppe Raffa, titolare della “Project Engeneering” di San Filippo del Mela, il quale era stato nominato, con determina sindacale del giugno 2009, componente della commissione dei rappresentati dello stesso Comune nel consorzio dell'Asi, con cui fissava un appuntamento per la stessa giornata. Lo stesso Raffa verrà coinvolto nei fatti tramite Rosario Pio Cattafi, che solleciterà alla società Area srl il conferimento allo stesso di incarichi di consulenza relativi alla realizzazione del centro commerciale.
La consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero ha poi evidenziato che il Piano di lottizzazione - approvato dal Consiglio Comunale di San Filippo del Mela con la delibera n. 26 del 12.12.2011 - era dimensionato con indici e parametri non corrispondenti a quelli definiti dall'art. 10 delle norme tecniche di attuazione del Pio regolatore e sprovvisto del necessario protocollo previsto per verificare se il piano particolareggiato doveva necessitare della Vas, la valutazione di impatto ambientale. Il progetto del realizzando Parco commerciale – che dopo le opere di urbanizzazione non ha poi visto la luce - era sovradimensionato e non rispettava i parametri urbanistici ed edilizi, oltre che non essere compatibile con le specifiche caratteristiche ambientali del contesto in cui l'opera avrebbe dovuto inserirsi. (l.o.)


Barcellona 
Negli atti dell'inchiesta si fa anche riferimento al processo pendente in Tribunale relativo alla realizzazione del Parco commerciale che sarebbe dovuto sorgere in contrada Siena per iniziativa della “Dibeca sas”, l'immobiliare della famiglia Cattafi per il quale ieri, per una singolare coincidenza, sono proseguiti gli interventi della difesa in vista della sentenza prevista per il prossimo 5 maggio.
Dalle indagini dei Ros è emerso che Cattafi manifestava “il proprio interesse diretto” alla realizzazione del parco commerciale di Archi, “salvaguardando la riservatezza del proprio intervento grazie ad una schiera di soggetti inseriti nell'ambiente amministrativo” che si occupava della gestione delle autorizzazioni e delle licenze nel Comune di San Filippo del Mela. Per questo il ruolo di Cattafi veniva definito dagli stessi investigatori “clandestino”. 

Infatti, Giuseppe Giuffrida, consulente immobiliare della società Area srl, si rivolgeva all'avvocato Rosario Pio Cattafi, che sul Comune di San Filippo del Mela aveva dimostrato di esercitare un certo potere, “per dirimere la matassa dell'iter autorizzativo” della “Città del commercio, della moda e della tecnologia”, “la cui domanda giaceva, dal 21 dicembre 2006, in attesa delle valutazioni” dell'amministrazione comunale di San Filippo del Mela. (l.o.)
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