26 aprile 2009

"Friedrich Gulda, Il pianista terrorista".



Friedrich Gulda, nato nel 1930 a Vienna, si è spento il 27 Gennaio 2000. Il 29 marzo del 1999 aveva simulato la sua morte per presentare la sua ultima opera, intitolata "Resurrezione", e ironia della sorte vuole che la data del suo reale decesso sia stata così vicina a quella simulata. "Cerco di non dover scegliere", questo è sempre stato il suo motto, dal 1960 in poi sempre in bilico tra musica classica e musica afro-americana. Nel 1960 fondò l'EuroJazz Orchestra, suonando - al pianoforte e al sax baritono - con altri grandi solisti come Chick Corea, Phil Woods, Freddie Hubbard e Cecil Taylor, e, recentemenente, anche con Markus Stockhausen. Nel corso degli ultimi anni aveva perfezionato un tipo di recital decisamente anomalo, che non piaceva ai puristi ma sicuramente divertiva le grandi audiences; una prima breve parte classica, una seconda incentrata sulle sue composizioni e sulla rivisitazione di celebri standards jazz, magari anche con l'ausilio di altri musicisti. Indimenticabile il concerto "Mozart no end", dove a metà concerto entrano in scena Joe Zawinul e la sua band. Tutti i concerti, sempre rigorosamente senza le luci spente in sala, con Gulda vestito in maniera trasandata, zuccotto di lana in testa, impegnato anche a descrivere tutti i brani eseguiti di volta in volta.. A ventiquattro anni eseguì per la prima volta in pubblico il ciclo completo delle "Sonate" di Beethoven. Negli anni settanta incise alcuni "Concerti" di Mozart con Claudio Abbado che lo considera un suo "maestro".
Eseguì in particolare Mozart, Beethoven, Debussy, e ovviamente Gulda, con un probabile disappunto da parte dei tradizionalisti.
Gulda non andava affatto d'accordo con le autorità quali l'Accademia di Vienna, tanto da rifiutare l'anello di Beethoven che gli era stato offerto quale riconoscimento delle sue esecuzioni. Egli finse persino di essere morto alla fine degli anni '90, consolidando così la sua fama di pianista ribelle. Nonostante questo, Gulda è unanimemente riconosciuto come uno dei più importanti pianisti del XX secolo.
fonte: Nicola Morali, 21 febbraio 2003





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