13 ottobre 2009

APPELLO DI ANGELINA MANCA: CHI SA, PARLI !

Angelina Manca

Questo è un momento molto importante, direi cruciale, per l’affermazione della legalità e, quindi, per il trionfo della verità e della giustizia nel nostro Paese.
Finalmente, si stanno svelando “misteri” che hanno avvolto, vergognosamente, le stragi di Capaci e di Via D’Amelio e che hanno provocato la morte di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini della scorta.
Ci sono diversi pentiti che stanno parlando e anche rappresentanti della politica che stanno “ricordando”…!!!
Vorrei unirmi a quello che ha detto Agnese Borsellino: “ Chiedo in ginocchio ai collaboratori di giustizia, complici e non della strage di Via D’Amelio, di far luce sui mandanti e su coloro che hanno voluto la strage annunziata…Aiutateci, la vostra collaborazione sarà un atto d’amore”.
Bisogna fare pulizia nelle Istituzioni e nella politica.
Non ci possono rappresentare certi personaggi!!!
E quando parlo di personaggi delle Istituzioni, non posso non riferirmi a quelli di Messina e provincia, che, coprendo o sottovalutando la presenza mafiosa nel nostro territorio, hanno fatto in modo che la mafia diventasse sempre più potente e inabissata.
Hanno negato, nonostante le dichiarazioni di diversi pentiti ed un indagine del ROS, fatta sparire, la presenza di Bernardo Provenzano a Messina, Barcellona, Terme Vigliatore, addirittura ridicolizzando quello che sosteniamo, da anni, io e la mia famiglia.
Secondo loro: un “iper-ricercato”, un “iper-latitante” come Provenzano era impossibile che avesse ampia libertà di movimento.
Invece, ora si è saputo, ufficialmente, che Provenzano andava a trovare Vito Ciancimino, non solo nella sua casa di Palermo, ma anche in quella di Piazza di Spagna a Roma fino al 2002.
Possedeva carte di identità e passaporti falsi che gli permettevano di spostarsi anche all’estero.
Quindi, io vorrei fare un appello ai pentiti: “Dite quello che sapete sulle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, fate i nomi dei mandanti dell’omicidio di mio figlio Attilio”.
Francesco Pastoia
ha riferito che un urologo siciliano ha visitato Bernardo Provenzano; non credo che solo Pastoia fosse depositario di questa verità!
Vi supplico, PARLATE!
Nel 2003, non credo che fossero tanti gli urologi in Italia che operavano il tumore alla prostata per via laparoscopica.
Non è giusto che un ragazzo innocente, una persona perbene, onesta, dopo essere stato ucciso, continui ad essere infangato!
Cercate di capire il dolore che c’è nel cuore di una madre, alla quale non solo è stato tolto un figlio, ma che lo vede infangare, ogni giorno, da esseri abietti, senza scrupoli, che continuano a tenere salda la loro poltrona, mentre le loro mani grondano sangue.
Il dolore atroce, ormai, mi accompagnerà per tutta la vita e niente e nessuno lo potrà mai lenire ma, almeno, datemi la consolazione che emergano verità e giustizia.
Barcellona P. G. ( ME ) lì, 10.10.2009
Angelina Manca
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