23 dicembre 2009

Attilio Manca, vita di un giovane medico spezzata dall'incontro con Provenzano



Attilio Manca aveva una carriera luminosa e tutta la vita davanti a sé. Una professione di medico urologo, costruita precocemente e pazientemente al di fuori del suo comune di origine, Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Resterà per sempre con i suoi 34 anni e con l'unica colpa, durante la sua vita, di avere probabilmente operato un esponente di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano. Parliamo di Attilio Manca, trovato morto, nel febbraio 2004, nella sua abitazione di Viterbo dove svolgeva la propria attività di medico chirurgo presso l'ospedale Belcolle. Le dinamiche del ritrovamento sono quantomeno un po anomale e controverse al punto che la famiglia Manca ha aperto un caso alla Procura di competenza non ancora risolto e basato sul presunto coinvolgimento della mafia.
E' di pochi giorni fa la notizia che la Magistratura di Viterbo ha presentato, per la terza volta, la richiesta di archiviazione di questo caso sostenendo la tesi del suicidio di Attilio.

“I collegamenti geografici sono altrettanto evidenti – spiega Gianluca. Tutti qui sapevamo che Provenzano si rifugiava a Portorosa. Esiste una intercettazione ambientale (tra la sorella di un boss e un altro boss) che avvalora e conferma che Provenzano soggiornava nel comprensorio di Barcellona, intercettazione realizzata il giorno dopo la testimonianza dei miei genitori nel programma “Chi l’ha visto” a cui si fa riferimento nella stessa telefonata. Perché le istituzioni, pur essendo al corrente di questa intercettazione, non acquisiscono gli atti?”.

“Il caso Manca risente del potentissimo rilievo del potere barcellonese – interviene duramente l’avvocato Repici. Barcellona è il buco nero delle vicende criminali dell’intero Paese.

Rappresenta il gruppo mafioso più impunito della nostra nazione ed è colluso con le istituzioni. Fino a quando il Governo centrale non si deciderà ad accendere i riflettori su questo sistema, non ci sarà alcuna svolta o speranza per questo territorio”.

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