4 ottobre 2010

“Perchè l’Europa si schiera a destra”


Pubblicato domenica 12 settembre 2010 in Francia.

Come spiegare il crollo della sinistra europea, proprio quando il continente subisce i contraccolpi della crisi finanziaria nata dagli eccessi del liberalismo ? Il saggio dell’italiano Raffaele Simone Il Mostro Mite. Perchè l’Occidente non va a sinistra, finalmente pubblicato anche in Francia da Gallimard, ci aiuta a capire.

Raffaele Simone: "In La democrazia in America, Alexis de Tocqueville descrive una nuova forma di dominio, che s’insinuerebbe fin nella vita privata dei cittadini, sviluppando un autoritarismo “più esteso e più dolce” che “degraderebbe gli uomini senza tormentarli”. Questo nuovo potere, per il quale – dice – “non si adattano i vecchi termini dispotismo e tirannia”, trasformerebbe i cittadini che si sono battuti per la libertà in “una folla indistinta di uomini tutti uguali (…) che si affannano per procurarsi dei meschini e volgari piaceri, (…) e in cui ognuno di essi, ognuno per conto proprio, è come estraneo al destino degli altri”.

Isolati, presi dalle proprie distrazioni, concentrati sui propri interessi immediati, incapaci di organizzarsi per resistere, questi individui delegano, quindi, il loro destino ad “un potere immenso, tutelare, che si fa carico di assicurare il loro godimento (…) e che non fa altro che tentare di tenerli irrimediabilmente confinati nell’infanzia. Questo potere vuole che i cittadini si godano la vita, purché pensino solo a questo. Esso provvede alla loro sicurezza (…), favorisce i loro piaceri (…). Non piega la volontà, ma la infiacchisce, la spegne, la inebetisce”.

Era una specie di profezia, ma oggi ci siamo arrivati. E’ il “mostro mite” di cui l’Italia mi sembra essere l’avanguardia, il prototipo riuscito. Si tratta di un regime globale di governo, ma anche di un sistema mediatico, televisivo, culturale, cognitivo, una forma di ambiente ”infantilizzante” persistente che pesa su tutta la società".

"In Italia, l’amministrazione Berlusconi incarna questa destra fino a un livello caricaturale. In Francia, dall’epoca dalla famosa cena al Fouquet’s [la sera dell’elezione di Nicolas Sarkozy], ed oggi con il caso Bettencourt, il governo ha rivelato più volte le sue relazioni col mondo degli affari e dei media, e il presidente Sarkozy ha dato scandalo con la sua onnipresenza in televisione ed il suo tenore di vita da star. La sua mi sembra il perfetto esempio della politica di questa nuova destra che rifiuta sia di spaventare che di imporsi ai più ricchi, scegliendo di tagliare i servizi pubblici e flirtando col populismo e con determinate tesi dell’estrema destra".
"Il primo comandamento è consumare. È la chiave del sistema. Il primo dovere civico. La felicità risiede nel consumo, nello shopping, nel denaro facile; si preferisce lo spreco al risparmio, l’acquisto alla sobrietà, il mantenimento del proprio stile di vita al rispetto dell’ambiente.
Il secondo comandamento è divertirsi. Il lavoro, sempre più svilito, diventa secondario nell’impero della distrazione e del divertimento. Ciò che conta è il tempo libero, i week-ends, i ponti, le vacanze, le serate,la tv via cavo, le presentatrici nude (e non solo nella televisione di Berlusconi), i videogiochi, le trasmissioni popolari, la diffusione degli schermi.

Il divertimento scandisce ogni momento della vita, detta il calendario persino in casa propria dove il televisore, le consolle e il computer occupano un posto centrale. Il divertimento riempie tutto lo spazio, riformatta le città storiche, squadra i luoghi naturali, costruisce alberghi giganteschi e centri commerciali sulle spiagge più belle, crea villaggi turistici nelle dittature più infami.

Persino i più gravi fatti di attualità si trasformano in divertimento. La prima guerra irachena, lo tsunami, le catastrofi naturali, i drammi umani diventano spettacoli, videogiochi in tempo reale o sceneggiati emozionanti. I dibattiti politici diventano guerre di slogan, sfilate di personaggi, quando i ministri non sono addirittura ex modelle che hanno posato nude sulle ”prime pagine” di tutti i tabloids – come in Italia con Mara Carfagna, ministro per le pari opportunità, o con Daniela Santanché, sottosegretario di non so cosa.

La proliferazione di gadgets, portatili, tavolette informatiche fa sì che ci ritroviamo accerchiati, sommersi, dissolti negli schermi. Sotto il regime del “mostro mite” la realtà scompare dietro il sipario del divertimento. Non c’è più nulla di grave, di importante. Dopo il lavoro, la vita diventa un vero carnevale, le decisioni importanti vengono prese dalle “beautiful people”, ossia politici e grandi capitalisti, tutto diventa pixel, virtuale, irreale, vita di/da stars.

La crisi economica, la speculazione finanziaria, i piani di rigore, gli attentati alle libertà e le collusioni fra uomini politici ed ambienti affaristici – in Francia come in Italia – sono episodi presto dimenticati di un grande “reality show”.

La sinistra non capisce più la nostra epoca.

Si ostinano a ignorare l’invecchiamento della popolazione e – come in Francia – a non cambiare posizione sulle pensioni. Hanno lasciato la difesa degli operai e dei salariati ai sindacati e non hanno più nulla dei partiti popolari. Non hanno capito la crescita di potenza dei Paesi emergenti (Cina, India, Brasile), che si accingono a dominare il mondo. Non hanno colto granché dalle nuove culture dei giovani, edoniste, individualiste, alternative, né della formidabile crescita dei mezzi di comunicazione di massa, del potere della televisione, di Internet e del mondo digitale. Ciò fa tanto.

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