23 dicembre 2010

Teheran: sei anni di carcere al regista Panahi - Un regista deve raccontare la realtà.




di Elisa Battistini

L'artista è stato arrestato in casa sua. Stava girando alcune riprese del suo prossimo film sulle proteste del movimento Verde del 2009 scoppiate dopo la vittoria di Ahmadinejad. Il cineasta, Leone d'Oro nel 2000 con Il Cerchio, era nel mirino delle autorità iraniane da oltre un anno. Le lacrime di Juliette Binoche, sulla Croisette di Cannes, sono un lontano ricordo. E di certo non hanno commosso il Tribunale Islamico di Teheran, che ieri ha emesso il verdetto: il regista Jafar Panahi, 49 anni, è stato condannato a sei anni di carcere.

Nel mirino del regime iraniano da oltre un anno, l’odissea vera e propria del cineasta (Leone d’Oro per Il Cerchio, nel 2000) inizia il primo marzo, quando viene arrestato in casa sua. Stava girando alcune riprese del suo prossimo film (che probabilmente non vedremo mai), una docufiction sulle proteste del movimento Verde del 2009. Il regista aveva partecipato alle manifestazioni di strada, scoppiate dopo la vittoria di Ahmadinejad. Per vedere, raccogliere storie, raccontare. Per fare quello che deve fare un artista. Come lui stesso aveva affermato a novembre in Tribunale, al termine del processo che lo vedeva imputato. Un regista deve raccontare la realtà.

Ma non in Iran. Visto che il suo interesse per la società lo ha portato all’arresto, a 3 mesi di carcere nel duro penitenziario di Evin, Teheran, e a un debilitante sciopero della fame durato quasi due settimane. A maggio, quando la Binoche piangeva per lui, il regista era in galera. Anzichè partecipare al festival francese in veste di giurato. A fine maggio Panahi viene rilasciato (su cauzione), ma non può lasciare il Paese. E di sicuro non potrà lasciarlo adesso. Perchè, oltre alla condanna a sei anni, al regista viene proibito di lasciare l’Iran per 20 lunghissimi anni. E non solo: non potrà girare film, ma neppure scrivere sceneggiature, nè rilasciare interviste.

E tutto questo per aver “partecipato alle manifestazioni del 2009 e aver fatto propaganda contro il sistema”, come ha fatto sapere il suo legale, Farideh Gheirat. Che ha già annunciato il ricorso all’Appello. Secondo la giustizia iraniana, Panahi fa infatti parte di un’organizzazione “che ha come obiettivo di sovvertire lo Stato” e le sue attività sono lesive “per l’immagine della Repubblica Islamica”. Quella Repubblica che già in febbraio sembrava avergli dato un “avvertimento” vietandogli di lasciare il paese per partecipare alla Berlinale. Con la sua persecuzione, il regime di Ahmadinejad mette davvero le cose in chiaro: chi vuole raccontare la condizione delle persone e i loro problemi rischia sul serio. Ancor più del suo collega e maestro Abbas Kiarostami, Panahi è infatti diventato famoso per aver svelato la società iraniana al mondo. Se nel 1995 Panahi si fa notare proprio a Cannes con Il palloncino bianco, nel 1997 vince il Pardo d’Oro a Locarno con Lo specchio che affronta la situazione femminile nel paese. Tema che torna ne Il Cerchio, che lo rende noto in tutto il mondo.

Posta un commento

Avvertenze sul blog

SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog
Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.




...