25 ottobre 2011

NICOLA GRATTERI: "Ai ragazzi non conviene fare gli 'ndranghetisti, chi entra pensando di arricchirsi, entra morto di fame e ne esce morto"


SPECIALE LEGALITÀ: PARLA NICOLA GRATTERI: QUI il VIDEO

“Ai ragazzi bisogna spiegare che non è conveniente fare gli ‘ndranghetisti, perché chi entra in ‘ndrangheta pensando di arricchirsi, entra morto di fame e ne esce morto.”

SPECIALE LEGALITA’: PARLA NICOLA GRATTERI Intervista a Nicola Gratteri, Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria.
“Se io fossi nato in una casa di ‘ndranghetisti, oggi sicuramente sarei un capo mafia. Dipende molto dai genitori. Io sarò grato a vita ai miei genitori per gli insegnamenti che mi hanno dato.”
“Il mio compagno di banco era un ragazzino – facevamo la 1°, la 2° media – che non parlava mai, stava sempre zitto, e anzi gli dava fastidio se io gli facevo qualche domanda o gli rivolgevo la parola. Quel ragazzo era così perché gli era stato ucciso il padre dalla ‘ndrangheta, e lui appena diciottenne, ventenne, è stato ucciso dalla ‘ndrangheta perché la sua ossessione, la sua idea era quella di vendicare il padre.”
“Quando ho vinto il concorso in magistratura, per caso ero messo bene in graduatoria e quindi ho potuto scegliere di andare a lavorare a Sanremo, a Milano, a Torino, a Venezia. E ho scelto invece la Calabria perché volevo fare qualcosa di concreto per la mia terra.
Già allora pensavo di fare indagini, di lavorare il più possibile, di portare più risultati possibili e di cercare in tutti i modi di arginare il fenomeno mafioso.” “Abbiamo bisogno di una scuola a tempo pieno, dove i ragazzi stiano il più possibile a scuola. Perché, se nel pomeriggio, quando vanno a casa, in una casa normale mediamente stanno davanti al televisore a vedere trasmissioni stupide e a far vedere un mondo che non è quello reale, che non è quello di quando poi saranno adulti. Stanno davanti a facebook, internet ore intere e non studiano. Se provengono da una famiglia mafiosa, stanno a casa e si nutrono di ideologia, di modo di pensare, di quell’humus mafioso. Per cui abbiamo bisogno di una scuola in cui la mattina si insegnino gli strumenti per capire il mondo degli adulti e il pomeriggio si educhi a stare assieme. E poi questa è la ricetta del lungo periodo: iniziando da oggi, abbiamo bisogno di vent’anni per vedere risultati.” “Nel breve periodo avremmo bisogno di una cura da febbre da cavallo: avremmo bisogno di un codice penale, di un codice di procedura penale, di un ordinamento penitenziario proporzionato alla realtà criminale e quindi diverso da quello attuale. Noi abbiamo bisogno di informatizzare il processo penale.” “In Italia si possono chiudere 40 tribunali. [...] Ci sono procure in Piemonte con un procuratore e un sostituto, un procuratore e due sostituti: sono procure assolutamente inutili! Nel senso che non lavorano a regime. Bisognerebbe accorpare questi tribunali ai tribunali più vicini e creare tribunali medi. [...] Vuol dire risparmiare 80 autisti che vengono convertiti nelle Cancellerie, risparmiare 80 macchine blindate, vuol dire risparmiare 80 uffici di ragioneria e risparmiare il raffreddamento e il riscaldamento di 40 palazzi: sono milioni di euro che si risparmiano. Noi dobbiamo razionalizzare le risorse, quindi potremmo recuperare decine di magistrati. E poi, oltre ad accorpare i tribunali, si possono accorpare le Corti d’Appello.” “Se vogliamo risparmiare nella lotta alla mafia, si potrebbe chiudere la Dia, la direzione investigativa antimafia. Perché oggi la Dia fa principalmente misure di prevenzione. Le misure di prevenzione le fanno la polizia di stato, i carabinieri, la guardia di finanza, le procure.” “La ‘ndrangheta ha molta disponibilità di denaro grazie al traffico di sostanze stupefacenti, in particolare di cocaina. In Europa, insieme ai casalesi, ha quasi il monopolio dell’importazione di cocaina. È ovvio che questi enormi guadagni, provento di questo traffico, devono essere in qualche modo investiti.
In particolare, la ‘ndrangheta investe nel nord Italia e in Europa, soprattutto in Germania, comprando alberghi, ristoranti, pizzerie.”
“Vado nelle scuole da più di vent’anni, cerco di parlare ai ragazzi e mettere nella testa il tarlo del dubbio , spiegando che non è conveniente delinquere, che non è conveniente fare gli ‘ndranghetisti, perché chi entra in ‘ndrangheta pensando di arricchirsi, pensando di acquisire potere, entra morto di fame e ne esce morto. Un ragazzo che porta 5-6 kg di cocaina a Milano, Torino o Bologna guadagna 2.000-3.000 euro. Ma, attenzione! Questo ragazzo che fa tanti viaggi, all’8° o al 10° viaggio viene arrestato [...]: il reato prevede una pena che va dai 20 ai 30 anni. Al netto questo giovane si farà 10 -15 anni.”

“Noi abbiamo dei dati in cui, nei paesi a più alta densità mafiosa […] c’è il più alto consumo di psicofarmaci. Quindi, come vedete, in queste famiglie - dove apparentemente c’è il luccichio del denaro, il fuoristrada, l’Audi A3 - in realtà dentro c’è grande tristezza, c’è infelicità.” “La prima cosa che spiego ai ragazzi è quella di lasciare l’università quando vedono che al primo anno, alle prime materie, non si danno materie o si danno una o 2 materie e non si riesce ad andare oltre il 18/20. E gli dico: ‘lasciate stare l’università, non fa per voi’. Laurearvi dopo 7 -8 -10 anni con la media del 20 non vi serve, siete già fuori mercato.


Fra 10 anni voi sarete destinati a stare dietro le porte di faccendieri, galoppini, portaborse di politici che vi prometteranno posti di lavoro che non potranno dare nemmeno ai loro figli.
E quindi non perdete la vostra dignità, conservate la vostra dignità, conservate il vostro sorriso.

Magari costruite una serra sulla terra che vostro nonno ha lasciato a vostro padre [...]. Si guadagna bene; vi consente di mantenere la vostra dignità e riuscirete ad essere indipendenti dal punto di vista economico.” “Il lavoro che faccio io è un lavoro molto bello, bellissimo, emozionante. [...] 20 anni fa ero un po’ ottimista [...], anche perché 20 anni fa c’era l’attenzione, c’era un grande fermento in Italia. C’era gente, come Falcone, Borsellino… Oggi io non penso, non mi sento pessimista: mi sento realista. Oggi io descrivo nei miei libri, nelle mie interviste, il mondo che vedo, ciò che vedo all’interno del pianeta giustizia.
Io voglio che i ragazzi prendano subito, immediatamente consapevolezza di quella che è la realtà, in modo tale che loro si attrezzino culturalmente per non essere fregati dagli adulti.”
“Nella mia attività di p.m. - attraverso le mie indagini, le intercettazioni, e grazie alla professionalità di polizia giudiziaria di prim’ ordine - siamo riusciti a catturare oltre 170 latitanti. Tra questi mi è capitato di intercettare, di arrestare quindi, i più grossi latitanti, i più grossi boss patriarchi della ‘ndrangheta. [...] Io non sono per l’umiliazione della persona: chiunque essa sia, anche il peggiore delinquente, deve essere rispettata.”

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