20 novembre 2011

Ci risiamo. Ogni volta che in Sicilia si avvicinano le elezioni...


di Lirio Abbate 19 novembre 2011

Ci risiamo. Ogni volta che in Sicilia si avvicinano le elezioni i partiti non guardano più alla selezione dei candidati: in un modo o in un altro non cacciano chi ha avuto contatti con i mafiosi.

Per scegliere il candidato a sindaco di Palermo ne vedremo delle belle. Accade così che nel Pd mentre Bersani indica Rita Borsellino per le primarie, ad altri "compagni" viene il mal di pancia. E quando l...a sorella del magistrato ucciso nella strage di via d'Amelio dice NO all'allenza con Raffaele Lombardo
- che in passato quattro chiacchiere con i mafiosi catanesi le ha fatte -
i responsabili del Pd siciliano scattano sugli attenti davanti al governatore siciliano e mettono lo stop alla Borsellino.

Non dice una parola nemmeno D'Alema, oggi presente a Enna. Non si pronuncia sui fatti siciliani, vuole fare l'ironico il baffetto e ai giornalisti dice solo che lui è di Lecce e non di Palermo e su questa candidatura dovranno decidere i siciliani. Poi saluta tutti e va a far visita al senatore Crisafulli, (foto)
un altro del Pd che con i mafiosi trattava gli appalti ad Enna.
Diciamo che è uno che la mafia l'ha guardata bene negli occhi e non l'ha presa a calci in culo.
Non vorrei che alla fine, scartata Rita Borsellino, il Pd piegasse su quel professionista dei conti all'estero e delle somme a sei zeri che si chiama Gaetano Armao, fedelissimo di Lombardo, assessore alla trasparenza ma con società a Londra... e uomo di Ricucci. Si quel furbetto del quartierino, bancarottiere, al quale questo Armao cura ancora oggi gli affari. Insomma, cosa dovremo aspettarci per le elezioni a sindaco di Palermo? Inciuci siciliani all'ombra dei mafiosi? O dei politicanti corrotti?
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