29 novembre 2011

Ninetta Bagarella, Totò Riina e la sorella in carriera dei boss. Chi comanda ancora a Palermo?


[fonte video]

martedì 29 novembre 2011 fonte: livesicilia.it

Sono ancora i fratelli Graviano, capimafia dell’ala stragista di Cosa nostra, a comandare nel quartiere palermitano di Brancaccio.
Filippo e Giuseppe (nella foto), boss detenuti da anni, reggono le redini del mandamento con l’aiuto della sorella Nunzia tornata, dopo una condanna per mafia, a gestire gli affari della famiglia. Nunzia – a suo carico anche le accuse del pentito Fabio Tranchina – è stata arrestata dagli agenti dello Sco della Squadra mobile di Palermo coordinati dal procuratore aggiunto Ignazio de Francisci e dai pm Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli.
Secondo gli investigatori i soldi delle estorsioni finivano nelle sue tasche. L’indagine che ha portato a 16 arresti è una delle tre operazioni contro le cosche messe a segno a Palermo, oggi – in tutto sono finiti in cella 36 presunti mafiosi – ed è l’epilogo di accertamenti investigativi sviluppati con intercettazioni e pedinamenti. L’operazione, a cui hanno contribuito diversi pentiti, ha anche individuato i fiancheggiatori dei boss e gli esattori del pizzo. Dall’inchiesta è emersa una fitta rete di relazioni tra i vertici della cosca, alcuni in contatto con i capi della ‘Ndrangheta, e quelli di altre famiglie mafiose della citta’: diversi i summit organizzati per risolvere i contrasti tra le cosche ascoltati in diretta dagli investigatori grazie alle intercettazioni. L’indagine ha messo in luce momenti di grave frizione tra le diverse anime di Cosa nostra ancora prive di una figura carismatica di riferimento dopo le catture dei padrini latitanti: più volte, nel corso dell’inchiesta, gli inquirenti hanno temuto per un ritorno in armi dei clan.

La figlia di Riina eletta a scuola. Il sindaco: “Inopportuno”
martedì 29 novembre 2011

“Una candidatura inopportuna”. Ha definito così il sindaco di Corleone, Nino Iannazzo l’elezione di Concetta Riina, primogenita di del boss Totò, nel consiglio di circolo della scuola elementare, in rappresentanza dei genitori. Ha avuto trentasei voti su 270. Ma le sono bastati: è giunta sesta su dieci persone che concorrevano per ricoprire otto posti. Tra gli eletti anche due responsabili del Laboratorio della legalità. Una delle quali si chiama Maria Elena Bagarella, lontana parente del boss Leoluca, ma da sempre impegnata nel sociale.
Il 30 ottobre 1995 la figlia del capomafia, ricorda il Giornale di Sicilia, era stata eletta quale rappresentante degli studenti nel consiglio d’istituto del Liceo scientifico con 57 preferenze su 239. Una scelta quella che suscitò una serie di polemiche. Il preside di quel periodo, Nicolò Botta 16 anni fa disse: “Per noi è un’allieva che abbiamo accolto senza riserve. Nessuno l’ha mai emarginata o tanto meno le ha fatto pesare il nome che porta. Le colpe dei genitori non devono ricadere sui figli”.





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LEGGI ANCHE: Il cugino del padrino di Castelvetrano, Lorenzo Cimarosa, svela le vie di comunicazione del superlatitante. I pizzini vanno ritirati e cosegnati a casa della sorella del capomafia. Devono essere letti e subito bruciati. L'ultimo è stato spedito il 31 ottobre scorso. E spunta un possibile contatto con i familiari di Totò Riina.


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