6 dicembre 2011

“I “nuovi” mafiosi appartengono alla generazione delle serie tv.


“I “nuovi” mafiosi appartengono alla generazione delle serie tv. Non le nascondo che qualche sera fa ho visto una reclame in cui pubblicizzavano di nuovo la fiction “Il Capo dei Capi” e questo mi preoccupa davvero tanto. Se già nel quartiere Albergheria di Palermo, qualche anno fa, vedevo i bambini giocare a “Totò Riina”, non oso immaginare che influenza abbia la televisione su chi diventa mafioso.
Purtroppo i film e i programmi di ogni giorno ci offrono dei modelli che vengono spesso scambiati per obiettivi da perseguire. Un serie televisiva basata sulla mafia che propina il boss di Cosa Nostra come quasi un eroe, secondo me influenza negativamente chiunque.
I vecchi “Padrini” erano degli “sputasentenze” che spesso avevano un linguaggio tratto dalla cristianità o dai testi sacri, e per questo infatti, erano considerati portatori di una saggezza che trasmettevano da una generazione all’altra. I boss di oggi invece hanno perso l’aura di sacralità e si comportano come gli attori che vedono in televisione”.




[fonte video]
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