25 gennaio 2015

#AnnoGiudiziario: #Scarpinato: “Il #ddl sulla responsabilità mina l’autonomia dei magistrati” - Morosini: “Chi delegittima i magistrati indebolisce la tutela dei diritti”

Scarpinato


Secondo il procuratore generale, Roberto Scarpinato intervenuto a Palermo all’inaugurazione dell’anno giudiziario, sarebbe un “occulto cavallo di Troia” in mano ai poteri forti, compresi quelli criminali 

di Alberto Samonà 24 gennaio 2015 

Il ddl sulla responsabilità dei magistrati sarebbe un “occulto cavallo di Troia” e ridisegnerebbe gli equilibri costituzionali, mediante la costruzione di una “trama normativa in grado di mettere nelle mani dei poteri forti, tra i quali anche quelli criminali, obliqui strumenti di condizionamento dell’indipendenza e autonomia dei magistrati”. 

A parlare così è il procuratore generale Roberto Scarpinato, che, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, a Palermo. ha condensato le proprie critiche alla legge sulla responsabilità delle toghe. 

In merito alla recrudescenza mafiosa, Scarpinato ha spiegato che “le intercettazioni ambientali effettuate in taluni procedimenti, ritraggono file di questuanti che pregano i boss mafiosi dei quartieri di fare ottenere loro una qualsiasi occupazione per sfamare la famiglia”. Secondo il magistrato, poi, i meccanismi di liberazione anticipata, del rito abbreviato e della continuazione delle pene produrrebbero storture. Per fare un esempio, Scarpinato ha citato l’esempio di “un capomafia di Castellammare, condannato per estorsione al presidente di Confindustria di Trapani, che avrà una pena di soli 2 anni, 7 mesi e 15 giorni”. Un’altra critica mossa da Scarpinato, è “il turn over tra carcere e stato di libertà per i mafiosi”: “Per alcuni capi che vengono arrestati – ha detto – ci sono quelli liberati per fine pena. Gli estorsori vengono arrestati e intanto ne escono altri che poi si presentano pur a chiedere le rate arretrate ai commercianti. Preoccupa anche l’assenza di risposte ai bisogni prima di sussistenza, l’assenza di un welfare state legale, perché molti tornano a bussare alle porte del welfare state mafioso”.

Morosini: “Chi delegittima i magistrati indebolisce la tutela dei diritti”


Morosini
Lo ha detto il presidente della Commissione Riforme del Csm alla cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario, che si è svolta stamattina al Palazzo di giustizia di Palermo “Forse chi promuove le campagne di delegittimazione dei magistrati, o si lascia andare a infelici battute ad effetto sulla loro produttività, non si rende conto di indebolire complessivamente la tutela dei diritti. E mi chiedo se certi atteggiamenti siano davvero utili a chi nutre la sacrosanta ambizione di aprire una stagione di riforme”.

Non usa mezzi termini il presidente della Commissione Riforme del Csm, Piergiorgio Morosini, che è intervenuto stamattina al palazzo di giustizia di Palermo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. “Da componente del Csm -ha detto- nel rivendicare la piena autonomia dalla politica, penso non si debba mai rinunciare a un dialogo franco ed equilibrato con Parlamento e Governo. E sono consapevole del compito non facile del legislatore, perché non sfugge che nelle attuali società plurastiche multiculturali, con un quadro politico spesso frammentario, è difficile individuare valori condivisi. Ma di riforme organiche c’è grande bisogno sia nel civile sia nel penale. Morosini, ha poi parlato di “darwinismo giudiziario”, riferendosi a quanti “provvisti di particolari risorse economiche e psicologiche”, possono superare il lunghissimo percorso a ostacoli di un processo.

“La sproporzione di scala tra attese e realtà è il cuore della ‘questione Giustizia‘, qualcosa che riguarda la credibilità della giurisdizione di cui ogni attore istituzionale dotato di senso di responsabilità si deve fare carico, perché si tratta di un insidioso agente corrosivo delle basi democratiche del Paese, sopratutto in latitudini dove la presenza mafiosa fa sentire tutto il suo peso”. [fonte]

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