17 febbraio 2015

Processo "Gotha 3" La ricostruzione integrale del verbale. Deposizione resa dal pentito Carmelo D'Amico il 27 gennaio 2015 (PARTE PRIMA)


Processo "Gotha 3" La ricostruzione integrale della deposizione resa dal pentito barcellonese il 27 gennaio 2015
Carmelo D'Amico
(PARTE PRIMA)

Udienza del 27 gennaio 2015

Pm Di Giorgio: Signor D’Amico, buongiorno.
D’Amico: buongiorno.
Pm Di Giorgio: lei oggi viene sentito nel processo di Appello cosidetto “Gotha 3” a carico di Calebrese Tindaro, Campisi Agostino, Isgrò Giuseppe, Rao Giovanni e Trifirò Carmelo Salvatore per alcune vicende estorsive. Ed a carico di Cattafi Rosario Pio per il reato di cui all’articolo 416 bis Codice Penale. Io intanto le chiedo, lei da quando ha intrapreso la collaborazione… una collaborazione…la collaborazione con la giustizia?
D’Amico: quindi buongiorno dottore Di Giorgio. Quindi io ho intrapreso a collaborare con la giustizia nel…a luglio del 2014.
Pm: senta, può riferire alla Corte I motivi per cui prese questa decisione?
D’Amico: si. Allora, mi hanno arrestato a me nel 2009 per l’operazione Pozzo. Sono subito stato messo al 41 bis, e praticamente stando da solo in cella e stando dal… lontano dal contest criminale da cui provenivo ho deciso che dovevo cambiare vita perchè quello che avevo passato era solo un inferno e non… e praticamente non… non volevo fare più questa vita. E volevo dare anzi un contributo alla giustizia affinchè diciamo potessi non risanare tutto il male che ho fatto, ma diciamo dare tutto il mio contributo alla giustizia per sapere tutto quello che so io, tutta la verità, e di tutte le cose brute che ho commesso e che hanno commesso altri.
Pm: senta…
D’Amico: ed anche per la mia famiglia, perchè praticamente ho fatto soffrire tantissimo la mia famiglia, perchè la mia famiglia è una famiglia che proviene da onesti lavoratori. E praticamente l’unica… le uniche pecore nere della famiglia sono io e mio fratello Francesco.
Pres. Tripodi: signor D’Amico, cerchi di parlare o a voce più alta o più vicino al microfono.
D’Amico: si. E praticamente l’unica pecora nera della mia famiglia sono io e mio fratello Francesco. E praticamente non… non volevo più fare soffrire la mia famiglia edh o deciso di cambiare vita e di dare tutto il … il contributo, il mio… di fare il mio dovere affinchè venisse fuori tutta la verità a partire dalla mia storia a partire dagli anni ’89 fino ad oggi.
Pm: lei ha fatto parte di organizzazioni criminali?
D’Amico: si.
Pm: quale?
D’Amico: sono entrato a fare parte del… di quella barcellonese. Capeggiata da Giuseppe Gullotti.
Pm: quando è entrato nell’associazione?
D’Amico: si, sono entrato nell’associazione negli anni ’89. E praticamente ero vicino all’epoca ad Antonino Eufria, defunto. Ho cominciato a fare, diciamo, furti d’auto, incendi, estorsioni, rubavo machine per commettere omicidi, ed altro. E poi facevo da guardaspalle ad Antonino Eufria perchè c’era in atto la Guerra contro Chiofalo. Contro Chiofalo. Pino Chiofalo. E praticamente poi diciamo che ho rubato qualche macchina con cui hanno commesso degli omicidi di cui sono a conoscenza, e poi praticamente è successo siccome camminavo sempre armato, che facevo da guardaspalle a Antonino Eufria, mi sono trovato per la prima volta… no per la prima volta, mi sono trovato in discoteca dove praticamente abbiamo… io ero armato, e con la mia pistol abbiamo ucciso un chiofaliano in questa discoteca. Fuori dalla discoteca. Poi niente, poi praticamente man mano sono diventato un killer di fiducia del gruppo barcellonese. Ero uno dei killer più attivi del gruppo. Ho commesso tantissimi omicidi. Ho ucciso almeno una trentina di persone e tanti altri… ed tanti e tanti altri omicidi ho avuto una… un ruolo parziale. Sono a conoscenza, ho parlato di una settantina di omicidi, e più una quindicina di… di tentati omicidi. Più quelli che mi ricordo un 150 estorsioni circa, quelle che mi ricordo, perchè tante e tante non riesco a ricordarle. E poi ho parlato un pò di tutto. Abbiamo avuto…
Pm: va bene, senta, abbiamo capito, dico, è stato abbastanza attivo all’interno dell’organizzazione.
D’Amico: si.
Pm: quando è entrato nell’organizzazione chi è che comandava?
D’Amico: chi comanva?
Pm: chi comandava l’organizzazione quando lei è entrato?
D’Amico: si. Quando sono entrato nell’organizzazione diciamo comandava…era fra Salvatore Eufria e diciamo era lui che … diciamo che comandava. Salvatore Eufria. E poi successivamente Gullotti Giuseppe. Perchè nel ’91, circa nel ’91 praticamente il Salvatore Eufria ha dato il libro mastro a Giuseppe Gullotti.
Pm: senta, può riferire alla Corte I suoi periodi didetenzione?
D’Amico: si. Praticamente io sono stato arrestato nel… quindi il 3 settembre del ’93 per un triplice omicidio, Martino, Raimondo e Geraci. E sono uscito nell’agosto. Nell’8 agosto del ’95. Poi ho avuto… sono stato arrestato altre due volte, ma per piccolezze, un porto abusive, per la … diciamo perchè avevo violato la sorveglianza special, sono stato arrestato perchè Bilalto Lucia mi ha fatto arrestare dicendo cose assured, ha detto…
Pres. Tripodi: chiedo scusa, comunque dove sono dati documentali…
Pm: può evitare.
Pres. Tripodi: evitiamo, perchè se no poi ci impelaghiamo in cose irrilevanti, nel senso che sono quelle.
Pm: solo I periodi di detenzione,  signor D’Amico. Quando entra e quando esce.
D’Amico: sono stato arrestato nell’operazione Pozzo il 30 gennaio 2009 e fino ad ora sono stato detenuto.
Pres. Tripodi: va bene.
Pm: e nel ’93 ha detto per cosa è stato arrestato?
D’Amico: per un triplice omicidio. Martino, Raimondo e Geraci.
Pm: la data di ingresso in carcere?
D’Amico: il 3 settembre del ’93.
Pm: perfetto.
D’Amico: e sono uscito l’8 agosto del ’95.
Pm: senta, lei  un soggetto che si chiama Cattafi Rosario lo conosce?
D’Amico: si
Pm: lo ha conosciuto di persona?
D’Amico: praticamente conosco… si, l’ho conosciuto di persona.
Pm: Eh, quando lo ha conosciuto ed in quale contesto?
D’Amico: praticamente è successo che nel… mi sembra nel ’93, ’92-’93 è successo che hanno arrestato Nitto Santapaola, qua a Catania. A Catania diciamo. E praticamente sono stato incaricato da Giuseppe Gullotti e da Sem Di Salvo di eliminare il Saro Cattafi perchè si addebitava al Saro Cattafi che c’entrava qualcosa con la cattura di Nitto Santapaola. E praticamente io ho seguito Saro Cattafi, non mi ricordo, per alcuni giorni, una settimana forse, e dopo di ciò mi hanno richiamato il Gullotti…
Pm: senta, si ricorda, aspetti, dove l’ha pedinato? Come l’ha pedinato?
D’Amico: si. Mi ricordo che il Saro Cattafi aveva in uso una Golf cabriolet near. E non mi ricordo che cosa aveva vicino al cinema Corallo di Barcellona, non mi ricordo se aveva lo studio o l’abitazione. Mi sembra lo studio. E praticamente l’ho pedinato in quelle zone. Solo che veniva difficile farlo, e così abbiamo… ho ritardato alcuni giorni, fino a quando praticamente il Gullotti Giuseppe, il Di Salvo Salvatore, mi hanno detto di lasciare perdere Saro Cattafi perchè con la cattura di Nitto Santapaola c’entrava un altro soggetto, il cui soggetto era il dottore Ferro. Praticamente siamo andati… mi hanno dato l’ordine di uccidere il dottore Ferro. E così…
Pm: chi gliel’ha dato?
D’Amico: sono andato il primo… l’ordine il Giuseppe Gullotti ed il Sam Di Salvo. Dopo … il primo giorno lo avevo sbagliato il dottore Ferro per un’altra persona, e stavo eliminando un’altra persona . Invece poi subito il giorno dopo ho identificato il dottore Ferro e lo abbiamo ucciso.
Pm:  si ricorda il period in cui avvenne questo omicidio?
D’Amico: si. Nel ’93.
Pm: ed il period dell’anno se lo ricorda?
D’Amico: mi ricordo verso Maggio, giugno. Mi sembra. Più o meno.
Pm: senta, quindi lei ha detto che quindi Di Salvo, Sam Di Salvo e Giuseppe Gullotti le dissero di eliminare il Cattafi perchè era in qualche modo ritenuto responsabile della cattura di Santapaola. Ma le dissero il motive specific per cui gli addebitavano questa cattura? Di cosa lo ritenevano responsabile?
D’Amico: le spiego. A me all’epoca praticamente mi dissero solo che c’entrava con… in quell’occasione mi dissero solo che c’entrava con… in quell’istante mi dissero che c’entrava solo con la cattura di Santapaola. Poi successivamente, praticamente, se non ricordo male io e Sam Di Salvo eravamo in ferie con la famiglia ed avevamo preso in affitto… “in affitto” diciamo in affitto delle villette di proprietà di Salvo Aurelio a Marchesana, di fronte al Gabbiano. Praticamente un pomeriggio, diciamo dopo mangiare, il Sam Di Salvo mi chiamò che ci dovevamo recare praticamente in contrada diciamo vicino Femmina Morta, nella strada che prende da Oreto, c’è la salita, e va verso Femmina Morta, che c’era Giuseppe Gullotti che stave… che c’era una mangiata con amici nostril. E praticamente siamo andati In questa  dicamo che era un casolare, in questa salita che va da Oreto a Femmina Morta, e praticamente siamo entrati e praticamente c’era Rosario Cattafi, il Ciccino Cambria, Porcino Angelo e Pippo Gullotti.
Pm: la campagna di chi era?
D’Amico: il Pippo Gullotti…
Pm: questa masseria di chi era? Questa casa di campagna…
D’Amico: si. Era di Matalfese Pasquale. Matalfese Pasquale. E c’erano questi soggetti che ho nominato più altri soggetti che conoscevo così.
Pm: e questo Matalfese chi è?
D’Amico: Matalfese Pasquale praticamente sarebbe il padre di Angelo Matalfese. Che l’Angelo Matalfese all’epoca era il … il marito di Nuccia Siracusa, sorella di Nunziato Siracusa, detto U’Cuccu.
Pm: senta, può descrivere questa casa di campagna?
D’Amico: praticamente era il suocero… era il padre di Angelo Matalfese, il Pasquale Matalfese. Mi dica.
Pm: può descrivere questa casa di campagna? Era grande, era piccolo?
D’Amico: si, praticamente… si, praticamente… è sulla … nella salita di … che va da Oreto a Femmina Morta, c’è un cancello sulla sinistra, prima di arrivare al … a quello che fa il gioco fuoco là prima di Femmina Morta, e praticamente c’è questo casolare che si scende a sinistra, c’è una piccolo discesa, e subito a sinistra praticamente c’è questo casolare con una verandina. Una verandina e basta. Un casolare di campagna, diciamo.
Pm: senta, questo incontro riesce a collocarlo nel tempo? Quando avvenne?
D’Amico: si, praticamente ricordo perchè … lo posso ricordare perchè io sono stato con Di Salvo Aurelio con le nostre rispettive famiglie nel… nell’estate del ’93. Quindi sarebbe luglio o Agosto ’93.
Pm: lei poi ha detto che venne arrestato nel ’93. Quando?
D’Amico: io sono stato arrestato il 3 settembre ’93. È stato prima del mio arresto.
Pm: e quindi ovviamente questo incontro avvenne prima del 3 settembre.
D’Amico: si. Avvenne prima del mio arresto. Si.
Pm: senta, lei… prego, stava dicendo?
D’Amico: praticamente qua avvenne che …
Pm: eh. Io intanto le volevo chiedee lei conosceva I presenti?
D’Amico: I presenti io conoscevo Ciccio Cambria…
Pm: cioè Gullotti, Cambria, Porcino.
D’Amico: certo che li conoscevo. Ciccino Cambria fa parte del nostro gruppo in quanto cassiere del nostro gruppo. Angelo Porcino è un nostro affiliate. E Saro Cattafi mi è stato da Giuseppe Gullotti come “un amico nostro”.
Pm: quindi in quella occasione glielo present Gullotti? Personalmente.
D’Amico: si, me lo present in questa occasione come “un amico nostro”. Ed in quanto diciamo amico nostro…
Pm: senta, e Gullotti present … present anche lei a Cattafi?
D’Amico: si.
Pm: e come la presentò?
D’Amico: presentò  me a Cattafi. E praticamente quando…
Pm: e come la presentò?
D’Amico: come un amico nostro
Pm: ma nel…
D’Amico: un amico nostro
Pm: amico Vostro… amico nostro, il senso di questa espressione qual era? “amico nostro”, nell’ambito della vostra organizzazione è una espressione che utilizzavate?
D’Amico: praticamente amico nostro significa che fa parte del nostro gruppo. È un associate
Pm: ho capito.
D’Amico: e praticamente le stavo dicendo che è successo che poi dopo che mi ha presentato il Saro Cattafi dicendomi che era un amico nostro, il Saro Cattafi mi fece un sorrisino. Poi dopo di ciò ci siamo allontanati io, Gullotti Giuseppe, e Sam Di Salvo, in quanto dovevamo parlare di altre cose, no? e ci siamo messi in disparate. Ed allora io ho chiesto al Gullotti ci dissi io “ma come mai? Prima lo dovevo uccidere a questo ed ora è qua insieme a noi?”, “no” dice “il Saro Cattafi” dice “non c’entrava niente con la cattura di Santapaola” dice “e praticamente il Saro Cattafi è un uomo d’onore, e praticamente fa parte del nostro gruppo”.  E niente.
Pm: queste cose quindi gliele disse?
 D’Amico: Gullotti Giuseppe ed anche Sam Di Salvo.
Pm: in quella occasione, li in questo incontro alla masseria.
D’Amico: in quella occasione. Poi è successo quindi noi abitavamo sempre a mare…
Pm: aspetti, aspetti, aspetti, aspetti, aspetti.
Pres. Tripodi: si, volevo anche io intervenire un attimo.
Pm: prego prego Presidente.
Pres. Tripodi: per una precisazione. Dico, vi allontanaste per parlare di questioni dell’organizzazione separandovi da Cattafi o da tutti gli altri? Quando lei ha detto “ci appartammo io, Di Salvo e Gullotti”.
D’Amico: ci separammo praticamente io, Di Salvo e Gullotti, ci siamo messi da parte diciamo lontani da Saro , da Angelo Porcino e da… e da Ciccino Cambria. Perchè avevamo cose da discutere, ora non mi ricordo, sicuramente di qualche omicidio.
Pres. Tripodi: si, ma volevo capire quindi c’erano delle questioni per le quali non potevate mettere a parte altri?
D’Amico: non ho capito, signor Presidente.
Pres. Tripodi: allora, se era una riunione nella quale eravate tutti “amici”, tra virgolette, o uomini d’onore, c’era un motive specific per cui quel tipo di discorso andava fatto in disparate? Immagino non solo da Cattafi ma nache da altri.
D’Amico: no, perchè praticamente gli omicidi non è che possono venire a conoscenza tutti quanti, signor Presidente.
Pres. Tripodi: si, ma io infatti le sto chiedendo.
D’Amico: no, vengono discussi…
Pres. Tripodi: ad un livello diverso.
D’Amico: venne discusso in quella occasione di qualche omicidio che dovevo commettere io e che ho commesso. Sicuramente che ho commesso.
Pres. Tripodi: ricorda quale?
D’Amico: se non ricordo male mi sembra che era l’omicidio Mazza.
Pres. Tripodi: Mazza?
D’Amico: di Antonino Mazza. L’ingegnere Mazza.
Pres. Tripodi: va bene. Può proseguire il Pm.
D’Amico: che lo abbiamo ucciso…
Pm: va bene.
Pres. Tripodi: no, no, va bene, volevo capire solo il motive di questo appartarsi.
Pm: senta, quindi per contestualizzare un pochettino meglio la data di questo incontro al casolare, quindi avvenne prima o dopo l’arresto di Nitto Santapaola?
D’Amico: quindi l’incontro al casolare  avvenne dopo l’arresto di Nitto Santapaola.
Pm: prima o dopo l’omicidio del dottore Ferro a cui ha fatto riferimento prima?
D’Amico: dopo l’omicidio del dottore Ferro.
Pm: e quindi prima del suo arresto del 3 settembre ’93.
D’Amico: si.
Pm: okay. Poi lei stave dicendo prima che io la interrompessi, stave dicendo un’altra cosa nel period in cui eravate a mare con Di Salvo.
D’Amico: si praticamente è successo che io e Sam Di Salvo eravamo sempre a mare da…
Pm: quindi questo dopo.
D’Amico: da Salvo Aurelio.
Pm: questo dopo l’incontro al casolare?
D’Amico: dopo, si.
Pm: okay.
D’Amico: dopo giorni, qualche settimana, o forse un mese. Non mi ricordo. Ci siamo trovati, eravamo… mi ricordo che eravamo andati a prendere un caffè al Gabbiano di fronte al residence dove abitavamo noi, ed è uscito fuori il discorso…
Pm: di chi erano queste villette lo ha detto?
D’Amico: non ho capito.
Pm: dico, queste villette lo ha detto? Dove abitava, dove abitavate? Dove stavate li, soggiornavate, di chi erano le abitazioni?
D’Amico: si, Salvo Aurelio.
Pm: va bene.
D’Amico: un altro nostro associate.
Pm: prego, vada avanti.
D’Amico: si, Salvo Aurelio. È successo che abbiamo preso questo discorso con Sam Di Salvo, e a Sam Di Salvo io ho chiesto di Saro Cattafi di nuovo, uomo d’onore…
Pm: si ricorda com’è che uscì questo discorso su Cattafi un’altra volta?
D’Amico: no, guardi, non mi ricordo. Mi sembra chi ho iniziato il discorso io, per parlare di Saro Cattafi perchè ne volevo sapere qualcosa in più. Perchè mi sembra che è stato così. E praticamente niente, ho chiesto al Sam Di Salvo che chi aveva fatto uomo d’onore a Saro Cattafi e il Sam Di Salvo mi ha detto che Saro Cattafi era stato fatto uomo d’onore direttamente da Nitto Santapaola. E praticamente che il Saro Cattafi era praticamente ai vertici di una loggia massonica occult ache in gran parte della Sicilia, di tutta la Sicilia e Calabria, insieme ad un Senatore anche lui ai vertici di questa loggia massonica occulta. Se posso dire il nome, lo dico.
Pm: dico, questo Presidente però facciamo presente è un aspetto per il quale… sul quale abbiamo omissato. Abbiamo fatto l’omissis sul verbale che è stato depositato.
Pres. Tripodi: un attimo, un attimo, un attimo.
Pm: dico, io la faccio presente. Poi dico il Presidente decider. Lo devo fare presente per correttezza perchè lo abbiamo omissato.
Pres. Tripodi: è chiaro…allora, è chiaro che poi alla fine diventa una scelta di chi dichiara, se rendee una dichiarazione più o meno ampia. Il Pm è ovviamente libero in questa fase di segnalare che alcuni argomenti…
Pm: certo.
Pres. Tripodi: non attengono al processo. Però in ogni caso le Difese saranno libere successivamente di richiedee questi particolari e si valuterà se intanto sono pertinenti, e se intende rispondere può non rispondere.
D’Amico: praticamente questo Senatore sarebbe il Senatore Nania. Senatore Nania.
Pres. Tripodi: allora, avvocato Freni, intanto se deve intervenire lo faccia al microfono. Allora, aspettate un attimo. Allora, visto che il problema prima o poi sarebbe venuto fuori, cerchiamo di fare un discorso metodologico e di risolverlo una volta per tutte.
Avv Freni: si, si.
Pres. Tripodi:  allora, il Pm vi ha detto correttamente qual è la sua posizione. Vi sono dei temi per I quali il collaborator ha fornito delle collaborazioni e che sono oggetto di approfondimento di indagine e così via. Da parte vostra c’è ovviamente l’esigenza di sapere quello che può valere in questo processo.
Avv Freni: certo Presidente, noi abbiamo… sono l’avv. Freni per la registrazione.
Pres. Tripodi:   si.
Avv Freni: noi abbiamo meccanismi che intendiamo attivare. Questa non è una contestazione fatta nel corso dell’esme, questo è un invite che il dichiarante D’Amico possa rendere ampia dichiarazione posto che in esito alle sue affermazioni noi possiamo avvalerci dell’articolo 195, vale a dire sentire la persona di riferimento. Per cui quando si dice al D’Amico “no, questo nome non lo puoi fare”, si limita l’esercizio del diritto di Difesa. Io desideravo solo rappresentare questo.
Pres. Tripodi: si, ovviamente rest ail fatto che come lei correttamente ha detto si può parlare di invite e di valutazioni, ma non di situazioni nelle quali c’è un impedimento tecnico. Vogliono intervenire su queste questioni di metodo gli altri difensori?
Avv. Silvestro: Presidente, le chiedo scusa.
Pres. Tripodi: lo possono fare appunto come problema generale, perchè si porrà.
Avv. Silvestro: dico, indipendentemente dalla possibilità o meno che il Pm rappresenti alla Corte l’opportunità di omissare parti o comunque di non fare riferire al collaborator parti del suo narrato ancora suscettibili di approfondimento investigative, il collaborator sta riferendo in questo contest un fatto di estrema importanza ai fini anche della sua attendibilità.
Pres. Tripodi: certo.
Avv. Silvestro: si fa riferimento ad un Seantore, poi sarà sua scelta dire il nome o non dire il nome, prenderemo atto, anche perchè poi in sede di controesame sarà una domanda che il difensore…
Pres. Tripodi: certo, ed è leggittimo.
Avv. Silvestro: prenderemo atto dell’eventuale rifiuto alla domanda, che non può essere giustificata con una attività di investigazione. Perchè qui abbiamo esclusivamente un nome ed un cognome.
Pres. Tripodi: questo…
Avv. Silvestro: e noi abbiamo anche l’interesse a capire se si tratta di una delazione infondata, se si tratta di un fatto suscettibile di riscontro o meno, ma comunque è un tem ache va approfondito.
Pres. Tripodi: certo.
Pres. Tripodi: no, no, no, ma è perfettamente legittimo. Allora, signor D’Amico, come per altri temi del suo esame, lei nel momento in cui fa un riferimento ovviamente resta libero da un punto di vista tecnico di dire quello che ritiene. Ed il Pm è altrettanto libero di segnalarle se su alcuni temi non ritiene opportune che si allarghi l’esame. Quindi lei ci dica se intende fare il nome di questo Senatore al quale ha fatto riferimento. Altrimenti andiamo Avanti.
D’Amico: io il nome già lo avevo fatto. Forse il microfono non si sente bene, ma già lo avevo fatto. È il Senatore , l’ex vice president del Senato, il Senatore Nania.
Pres. Tripodi: Nania. Va bene. Ed allora possiamo andare Avanti. Quindi stave dicendo questa loggia massonica l’ha definite occulta, se non ho capito male.
D’Amico: si.
Pm: ed operava dove?
Pres. Tripodi: aspetti un attimo. Dico sono sempre cosec he lui ha appreso da Di Salvo, è esatto?
Pm: si, si si.
D’Amico: si.
Pm: prima che interrompessi, Presidente…
Pres. Tripodi: dico quindi sempre nel formulare la domanda lei deve tenere presente questa premessa. Prego.
D’Amico: si. Praticamente questa loggia massonica mi è stato detto dal Di Salvo che era operante in tutta la Sicilia ed in Calabria. Ed ai vertici di questa loggia massonica c’erano Saro Cattafi ed il Senatore Nania.
Pm: Di Salvo le disse come sapeva queste cose?
D’Amico: il Di Salvo mi disse che sapeva queste cose perchè era a conoscenza da Giuseppe Gullotti. Ed anche perchè lui conosce bene sia il Senatore Nania, che sono in ottimi, buoni rapport d’amicizia. Pensate che il Senatore Nania non ha avuto mai la scorta a Barcellona, non ha avuto mai nessun problema. Non ha avuto mai niente.
Pm: senta, e sul fatto che ha detto prima…
D’Amico: era in buoni rapport con Giuseppe Gullotti.
Pm: senta, sul fatto che ha detto prima che, sempre come riferito a lei da Di Salvo, che Cattafi era stato fatto uomo d’onore a Catania da Nitto Santapaola, Di Salvo le disse come lo aveva Saputo?
D’Amico: come lo aveva Saputo? Lo aveva Saputo perchè il Di Salvo era tutta una cosa con.. all’epoca il Di Salvo praticamente era diciamo sempre insieme al Gullotti, praticamente diciamo che tutto quello che sapeva in gran parte il… Giuseppe Gullotti lo sapeva anche Di Salvo, perchè il Di Salvo faceva da autista a Gullotti. Quindi lo accompagnava a Catania, lo accompagnava a Palermo, lo accompagnava dappertutto a Gullotti. E quindi si, il Di Salvo era a conoscenza di tutto, in quanto anche il Di Salvo era un personaggio ai vertici della nostra organizzazione.
Pm: senta, lei ha detto prima che è entrato nell’associazione nell’89, con sostanzialmente questo ruolo di killer che poi si è ritagliato, ha parlato di una trentina di omicidi fatti. Più o meno.
D’Amico: si.
Pm: successivamente il ruolo all’interno dell’organizzazione è mutate o no?
D’Amico: non ho capito la domanda mi scusi.
Pm: dico, lei ha detto che è entrato nell’associazione nell’89 come killer. Ed ha parlato di una trentina di omicidi fatti. Successivamente il suo ruolo all’interno dell’organizzazione è mutate o no?
D’Amico: si, praticamente è successo che prima ero un killer, diciamo, ho ucciso tantissime persone, come ho detto, e praticamente poi man mano, sono cresciuto. E diciamo che negli anni, dopo che sono uscito dal carcere negli anni ’95 ho … sono stato delegato da Gullotti quando è uscito dal carcere anche il Gullotti mi sembra nel ’96, e quindi ’96, ’97 e ’98. E praticamente sono stato delegato da Gullotti e da Di Salvo di intrattenere I rapport con Cosa nostra siciliana per alcuni anni. Dopo di ciò siccome ero imputato del triplice omicidio ed avevo il processo, e siccome alcuni personaggi che avevo conosciuto, ed in particolare del clan di Nitto Santapaola diciamo… posso dire anche il nome, il dopo Santo La Causa, che ra Alessandro Strano, praticamente non… non mi piaceva perchè era un personaggio poco serio. E siccome già la voce si era spars ache io ero uno dei, diciamo, degli ambasciatori dei barcellonesi in Sicilia allora mi hanno… abbiamo fatto un incontro con … all’epoca già mi sembra che il Gullotti era stato arrestato per il fatto di Alfano, per l’omicidio Alfano, abbiamo fatto una riunione con Sam Di Salvo e con Giovanni Rao, che GIOVANNI Rao era ai vertici dell’organizzazione, e praticamente succeed che io mi ritiro e mandiamo Avanti… ci mettiamo d’accordo e mandiamo Avanti a Bisognano Carmelo ad intrattenere I rapport con Cosa nostra siciliana, e niente, dopo di ciò negli anni ’99 e 2000 io prima certe cose non me le dicevano, poi comincio a sapere un pò di più.
Pm: “non me le dicevano”, chi e cosa? Si riferisce a cosa?
D’Amico: cose praticamente… cose diciamo… certe cosec he avvenivano nell’associazione non… non è che venivo messo a conoscenza di tutto. Certe cose se le tenevano riservate.
Pm: chi?
D’Amico: in quanto anche.. il Giovanni Rao el il Sam Di Salvo. E praticamente succeed che io siccome onestamente ho capito che ci facevano vedere I soldi con il binocolo, il Giovanni Rao, il Sam Di Salvo, succede che io praticamente mi sono incavolato un pochettino ed ho cominciato ad alzare la testa, e praticamente sono arrivato al punto di fare riunioni con altri soggetti edh o minacciato direttamente Sam Di Salvo e Giovanni Rao che se non… praticamente non avrebbero fatto il loro dovere, cioè di darmi I soldi che mi spettavano, li avrei eliminate, sia il Di Salvo e sia il Rao. Ed all’epoca io avevo dicamo I killer con me più attivi del gruppo. Che erano d’accordo tutti con me. Diciamo ed io ero a capo di questi killer. Praticamente succede che il Di Salvo e il Rao abbasssano la testa e mi dicono “va bene” . Infatti il Bisognano Carmelo mi portava.. mi cominciavano a fare portare dal Bisognano Carmelo che all’epoca curava le estorsioni, praticamente mi portava 6000 euro al mese il Bisognano Carmelo e più gli altri soldi che prendevo da loro. Praticamente succede poi che nel 2004 comunque sono arrivato a livello praticamente che comandavo a Barcellona, nella provincial di Messina, io e Giovanni Rao. E praticamente diciamo che eravamo sullo stesso piano. Il Rao infatti quando ha capito che io avevo qualcosa in più di lui, quando discutevamo qualcosa mi diceva “facciamo come dicit tu” ed io gli ribadivo “no, no, facciamo come dici tu”. Era una cosa da… dicamo comunque eravamo sullo stesso livello io e Rao. Succede poi che intraprendiamo nel 2007 il Calabrese Tindaro, che va crescendo e praticamente è a capo dei mazzarroti, e comincia… dicamo che prende il posto di Bisognano Carmelo. E praticamente cominciamo a fare girare il Calabrese Tindaro e lo mandiamo a Catania, lo mandiamo a Palermo, incomincia ad intrattenere I rapport con Salvatore Lo Piccolo, ed in tante riunioni che si sono fatte con Salvatore Lo Piccolo nel 2007 e 2008 ci indica come rappresenti di tutta la provincial di Messina davanti a Cosa nostra io e Sam .. e Giovanni Rao. E così via.
Pm: senta, per non allargarci troppo, questo discorso del… del fatto che ha riferito ora, che lei prende piede e ridimensiona sostanzialmente Rao e Di Salvo in che anno si colloca?
D’Amico: nel 2002 circa.
Pm: senta..
D’Amico: 2002
Pm: lei ha detto quandi che quella riunione  al casolare, quindi la conoscenza sua personale con Cattafi è del 1993.
D’Amico: si.
Pm: dopo il ’93 lei ha partecipato a riunioni operative dell’associazione e quindi insieme a Gullotti, Di Salvo, Rao Giovanni?
D’Amico: io si. Praticamente ho fatto tantissime riunioni. Già facevamo le riunioni a casa mia prima del ’93, dove sis ono discussi tanti e tanti omicidi. Sono … praticamente ho fatto tantissime altre riunioni dopo la mia uscita dal carcere nel ’95 – ’96. Comunque.
Pm: ed a queste.. a queste riunioni operative, chiamiamole così, è mai stato presente Cattafi Rosario?
D’Amico: no. Il Cattafi Rosario onostamente non…in queste riunioni io non l’ho visto mai. Tranne che in quella mangiata dove c’era il Gullotti, l’Angelo Porcino ed il Ciccino Cambria di cui ho già parlato.
Pm: e senta un’altra cosa. Sa se Cattafi è stato mai coinvolto in un processo a Milano?
Avv. Freni: Presidente, c’è opposizione.
D’Amico:  (voci sovrapposte)
Pres. Tripodi: un attimo signor D’Amico, si Fermi un attimo.
Avv. Freni: c’è una opposizione. Intanto vorrei rilevare che sembrerebbe l’unico imputato Cattafi, nell’ottica dell’esame che sta conducendo il Pm, però a questo non… non formula obiezioni anche se ritengo che sia eccessivo. Però per quanto riguarda fatti estranei…
Pm: mi scusi avvocato, può chiarire il senso di questa affemazione?
Pres. Tripodi: no, no, no.
Avv. Freni: l’affermazione mi pare che, se dobbiamo occuparci dei fatti attuali, il Pm deve riferirsi soltanto al capo d’imputazione.
Pres. Tripodi: avvocato, complete quello che stave dicendo. Ora poi..
Avv. Freni: ecco. Il senso mio è questo. Ci dobbiamo occupare di fatti attuali. Non c’entra nulla nessuna imputazione.
Pm: ma dove è scritto? Dove sta scritto questo?
Avv. Freni: sta scritto nel capo d’imputazione, Pm.
Pm: c’è una imputazione che parte…
Pres. Tripodi: allora.
Avv. Freni: si, siccome ha fatto una domanda il Pm che riguarda fatti di Milano, io faccio una opposizione.
Pres. Tripodi: perfetto, perfetto.
Avv. Freni: il senso della mia opposizione è solo questo.
Pres. Tripodi: si Fermi.
Avv. Freni: poi ho anche aggiunto, mi pare eccessivo, siccome l’esame esige domande non suggestive…
Pres. Tripodi: ho capito.
Avv. Freni: e siccome ogni domanda del Pm è anticipate dal nome di Cattafi e mi pare eccessvo che ci sia questo interesse anticipando sempre il nome di Cattafi per fatti dei quali invece il dichiarante sta riferendo avendo detto “io so soltanto che c’era in una sola riunione e mai più l’ho visto”, non vedo motivo per cui ci sia questa ulteriore insistenza. Solo questo.
Pres. Tripodi: va bene. Allora l’avv Freni si oppone. Può metterlo anche a  verbale. Resta trascritto. In ogni caso… voglio dire, Cattafi qui è imputato dell’articolo 416 bis. E quindi è chiaro che copre. Tutto il tema del primo grado è stato anche sui collegamenti, I passaggi con altre associazioni, e quindi mi sembra che la pertinenza sia assolutamente evidente.
Avv. Freni: (fuori microfono)
Pres. Tripodi: avvocato, questo lo lasci stabilire poi al merito ed al gioco delle Parti. Ecco, non può lei escluderlo come argomento di conoscenza. Quindi l’opposizione è rigettata. Può procedere oltre.
Pm: si, le dicevo signor D’Amico lei è a conoscenza se Cattafi è stato mai coinvolto in un processso a Milano?
D’Amico: si. Io sono a conoscenza praticamente che il Cattafi, Rosario Cattafi, è stato arrestato per il famoso autoparco di Milano.
Pm: senta…
D’Amico: dopo il … ’95, ’96, non mi ricordo.
Pm: quando si svolse questo incontro in campagna che ha riferito prima, la campagna di Matalfese Pasquale, sa se Cattafi era già stato arrestato per questa vicenda?
D’Amico: no, no, non è stato arrestato . No, no il suo arresto è avvenuto successivamente. Negli anni a venire.
Pm: senta un’ultima cosa. Lei prima nella… nel descrivere l’evoluzione della sua figura sotto il profile criminale ha detto che poi ad un certo punto ha preso piede, ma non ho capito cioè quindi lei creò un suo proprio … un suo gruppo autonomo a Barcellona? Una cellula autonoma dell’organizzazione?
D’Amico: si. Io creai un …si, io creai un mio gruppo autonomo. E praticamente autonomo diciamo sempre in collaborazione con quello di … di Giovanni Rao. E praticamente diciamo che eravamo lo stesso gruppo, però diciamo che io avevo tanti …tanti e tanti uomini con me. E praticamente anche il Giovanni Rao aveva tanti uomini con lui, però erano diciamo aveva dei killer praticamente meno attivi. Invece io avevo praticamente I killer più attivi del.. in quegli anni. E niente. Poi c’era Tindaro Calabrese che ra con me. Praticamente il Tindaro Calabrese è stato sempre con me. Tutto quello che faceva mi riferiva, Praticamente…
Pm: senta, e quindi questa creazione.. questo gruppo, questo gruppo, questa cellula autonoma in che anno la crea?
Avv. Silvestro: Presidente, le chiedo scusa, solo per la precision. Perchè ne resti traccia a verbale. Non ha parlato di cellula autonoma. Ha parlato di un gruppo all’interno del gruppo più grande, che era nello stesso gruppo.
Pm: va bene
Presidente Tripodi: si, si, è corretto.
Avv. Silvestro: parlare di “autonoma”.
Presidente Tripodi: è una osservazione. Prego.
Pm: va ben. Questo gruppo all’interno dell’organizzazione barcellonese quando lo ha creato? L’anno.
D’Amico: nel … diciamo dal duemila.. quindi nel 2002 già praticamente avevo minicciato il Sam Di Salvo ed il Rao Giovanni. Mi ricordo anche che l’ho minacciato ed abbiamo fatto una riunione a casa di Francesco Aliberti, a Nasari. E li ho minacciati personalmente, e niente, poi, dopo di ciò praticamente è stata la mia escalation perchè a me non mi interessava più di loro. E praticamente se non si sarebbero comportati bene con me, o praticamente se non si avrebbero fatto sempre quello che avevano voluto fare, avevano fatto, praticamente li avrei eliminate. Senza nessun problema. Diciamo che praticamente sono stato, posso dire, fino al mio arresto praticamente diciamo ero ai vertici della… dell’organizzazione Barcellonese. Insieme, diciamo, a Giovanni Rao.
Pm: senta, un’ultima cosa. Lei ha detto prima che, sempre in occasione di questa …di questo incontro nella Masseria di Matalfese, Gullotti le present Cattafi come un amico nostro e lo stesso fece Gullotti… fece con lei Cattafi. Ma questa espressione che poteva dare dubbi all’interno dell’organizzazione? O il senso per lei era chiaro? Era un senso chiaro?
D’Amico: non si sente bene. Non lo riesco a capire.
Pm: mi sente? Mi sente?
D’Amico: si, si ora si.
Pm: eh, dico, la domanda l’ha capita?
D’Amico: non l’ho capita la domanda perchè non si sente bene.
Pm: lei ha detto prima che in occasione di questo incontro… in occasione di quell’incontro nella campagna di Matalfese Gullotti le presentò Cattafi come amico nostro. Okay? E lei ha chiarito il senso di quella…
D’Amico: si.
Pm: di quella espressione. Di questa espressione prima. Ma questa espressione è una espressione per lei Chiara o poteva dare adito a dubbi?
Cioè lei si.. nel..
D’Amico: no, no.
Pm: prego.
D’Amico: si, si, ho capito ora. Praticamente la … quando la presentazione viene fatta praticamente da un  associate ad un altro associate si dice praticamente che è un amico nostro. Dicendo solo “un amico” può essere un amico qualsiasi. “Un amico nostro” significa che non sono dubbi che è appartenente al 100% del nostro gruppo.
Pm: su questa vicenda nessun’altra domanda.
Presidente Tripodi: su questa vicenda? Ah, no, no, ora passiamo ad un altro… alle questioni delle estorsioni?
Pm: si, senta signor D’Amico…
D’Amico: mi scusi, poi mi sono ricordato praticamente…
Pres.Tripodi: si, una… chiedo scusa un attimo signor D’Amico, per completare visto che il Pm ha finite e per integrare. Lei ha fatto riferimento a questo episodio della Masseria. Ma nel periodo successivo dopo la sua scarcerazione vi furono più incontri diretti, se si quando e quando fu l’ultimo con Cattafi?
D’Amico: no, poi praticamente l’ho visto solo il Cattafi di vista e basta. Non ho avuto più incontri con lui completamente.
Pres.Tripodi: completamente. Va bene.
D’Amico: mi sono ricordato che di questo fatto io ne ho parlato anche… di questa loggia massonica ne ho parlato in carcere al 41 bis. E praticamente ne ho parlato con Antonino Rotolo.
Pres.Tripodi: si, si, no, parlavamo di … per essere sicuri diciamo, incontri diretti o contatti con Cattafi lei non ne ha più avuti.
Pm: e questo Rotolo chi è? Questo Nino Rotolo?
D’Amico: Antonino Rotolo praticamente è il …appartiene al … apparteneva al gruppo di fuoco praticamente di Totò Riina e di Provenzano. Diciamo che l’Antonino Rotolo era … se era fuori praticamente era il nuovo capo di Cosa nostra al posto di Salvatore Lo Piccolo.
Pm: e dove e quando è stato detenuto insieme al Rotolo?
D’Amico: l’Antonino Rotolo è stato imputato per..
Pm: no, no, lei è stato detenuto insieme al Rotolo dove e quando?
D’Amico: quindi io sono stato detenuto insieme al Rotolo dal marzo 2012 fino al Maggio…fino ad aprile o Maggio 2014.
Pm: dove?
D’Amico: e praticamente siamo stati detenuti ad Opera, al carcere di Milano di Opera, al 41 bis. Io… eravamo nello stesso gruppo di socialità. Praticamente io ero alla cella numero 3 e lui era alla cella numero 30. Praticamente era di fronte a me. Ad un paio di metri di fronte a me. Ed uscivamo all’aria insieme e facevamo socialità insieme, e tutto. Abbiamo intrapreso questo discorso della loggia massonica ed anche lui era a conoscenza di questa grossa loggia massonica che c’era fra la Sicilia e la Calabria. Ed abbiamo parlato anche di Rosario Cattafi, però il …onestamente il Rotolo Antonino non conosceva il Rosario Cattafi. Mi disse solo… io gli ho detto che il Saro Cattafi era uomo d’onore in quanto così così e praticamente mi disse l’Antonino Rotolo questa affermazione, dice “guarda, ci sono state” dice “delle eccezioni” dice “perchè gli uomini d’onore non potevano partecipare” dice “ale logge massoniche, però sono state fatte delle eccezioni e praticamente tanti e tanti uomini d’onore di Palermo, di tutta la Sicilia e Calabria sono… facevano parte praticamente di questa loggia massonica occulta”.

PUBBLICO MINISTERO – CAVALLO  -
Pm: signor D’Amico, lei conosce una persona che si chiama Torre Antonino?
D’Amico: non ho capito il nome, scusi, non si è sentito bene.
Pm: Torre Antonino.
D’Amico: Torre Antonino?
Pm: si
D’Amico: ho capito giusto?
Pm: si.
D’Amico: eh si, certo che lo conosco.
Pm: come lo ha conosciuto?
D’Amico: praticamente il Torre…eh?
Pm: come lo ha conosciuto?
D’Amico: SI. Praticamente quindi ho conosciuto Torre Antonino negli anni ’92-92. Il Torre Antonino è proprietario di un… di un… praticamente di un … produce… ha una … un impianto che produce material inerte, nel … ndo ciumi termina diciamo, va. Nel torrente Patri. E praticamente conosco il Torre Antonino perchè il Torre Antonino è vittima di estorsione. E praticamente era sottoposto ad estorsione da parte del nostro gruppo. Mi ricordo che mi sono più volte recato da Torre Antonino insieme a Sam Di Salvo, insieme a Giuseppe Isgrò, e praticamente andavamo all’impianto, ci… praticamente di solito il Torre Antonino non c’era mai all’impianto, c’era praticamente la nipote, Patrizia Torre, figlia del fratello che mi sembra che è stato ucciso. E niente, il Torre Antonino di solito era sempre sulla pala gommata in giro per …il torrente Patrì, diciamo che faceva qualche lavoro di … per la… non so, non mi ricordo, prelevavano sabbia. Non lo so. Comunque il … la nipote lo chiamava al cellular e lui poi si recava e praticamente veniva là all’impianto. E niente, parlava con Sam Di Salvo, Giuseppe Isgrò, e praticamente gli dava I soldi delle estorsioni, mi ricordo che più volte erano… praticamente dava mazzette di soldi mi ricordo all’incirca superiori… la mazzetta era superior a 5 milioni in quant oil Torre Antonino portava anche il material alla ferrovia, e quindi era sottoposto… pagava praticamente … il Torre Antonino pagava una quota, praticamente, sul mensile dell’impianto. Più non mi ricordo se era a percentuale o a metri cubi sul material che portava al raddoppio ferroviario. E basta. E poi praticamente si recava anche Bisognano Carmelo. Ci incontravamo… facevamo in questo impianto…
Pm: scusi un attimo, la interrompo signor D’Amico. Ma voglio dire, lei come sa che venivano queste consegne di denaro?
D’Amico: perchè praticamente il … il Sam Di Salvo mi diceva prima di andarci che stavamo andando a ritirare praticamente questo provento dell’estorsione al quale era sottoposto il Torre Antonino.
Pm: senta, ma lei ha mai assistito di persona, si è trovato ma queste consegne di denaro? O è soltanto una cosache le diceva Sam Di Salvo?
D’Amico: no, no, io ero presente quando il Torre entravamo nell’ufficio piccolo che ha nell’impianto là e praticamente ci consegnava I soldi.
Pm: e quindi c’era pure lei?
D’Amico: li prendeva Sam Di Salvo, certe volte Giuseppe Isgrò. Si mi dica.
Pm: c’era pure lei quindi? Le ha viste queste consegne?
D’Amico: certo. C’ero pure io.
Pm: senta, e lei come fa a dire che erano consegne di denaro per estorsione e non per esempio per affair normali?
D’Amico: perchè erano … era denaro dell’estorsione perchè sapevamo… sapevo che andavano a ritirare delle estorsioni e poi si parlava anche praticamente degli altri soldi che si doveva consegnare I prossimi mesi e quant’altro.
Pm: ho capito. Ma quindi di questa cosa, e cioè che era una estorsione, lei prima ne aveva parlato con Di Salvo e con queste persone? Con Isgrò?
D’Amico: si.
Pm: ho capito. Senta una cosa. E chi è che prendeva in consegna I soldi? Cioè materialmente lei ha assistito a consegne di soldi e chi della organizzazione li prendeva?
D’Amico: praticamente I soldi praticamente li… certe volte li dava… li prendeva in consegna il Di Salvo, certe volte il Giuseppe Isgrò. Poi Isgrò e Di Salvo mi sono trovato più volte quando prendevano ‘sti soldi e li consegnavamo a Giovanni Rao, oppure a Giuseppe Gullotti. E da questi, da Gullotti e Rao andavano a Ciccino Cambria che era praticamente il cassiere del nostro gruppo.
Pm: ho capito. Senta, lei ha detto andavano o a Rao o a Gullotti. Ma in che senso? Che andavano indifferentemente  o sono andati prima a qualcuno dei due o contemporaneamente?
D’Amico: no, no certe volte al Rao, quelle volte che mi sono trovato io. E certe volte li abbiamo consegnati a Gullotti.
Pm: quindi anche in contemporanea?
D’Amico: ed infatti poi andavano a Ciccino Cambria.
Pm: ho capito. Senta, questi fatti, queste consegne di denaro, quando si collocano più o meno? In che tempo?
D’Amico: eh, io mi ricordo a partire dagli anni ’91, ’92, ’93.
Pm: senta, lei è mai poi… le è capitato di andare qualche altra volta in questo impianto per incontrarsi con altri personaggi?
D’Amico: si praticamente io ci incontravamo in questo impianto con … con Carmelo Bisognano, con anche certe volte con Nunziato Siracusa, Giuseppe Isgrò, Sam Di Salvo ed altri. Poi mi sembra che in questa estorsione mi sembra che ha avuto pure un ruolo Eugenio Barresi, però ora non mi ricordo.
Pm: aspetti, aspetti, andiamo un attimo con calma. In questi incontri che si svolgevano presso questo impianto ha detto con Bisognano Carmelo, Nunziato Siracusa, di che cosa parlavate voi?
D’Amico: parlavamo dei fatti riguardanti all’associazione.
Pm: ho capito. Senta un’altra cosa, partecipava a questi incontri anche Nino Torre? Antonino Torre o no?
D’Amico: no, no, il Nino Torre non partecipava a questi incontri. Era una vittima e basta.
Pm: ho capito. E perchè allora vi riunivate in questo impianto? C’era un motivo particolare?
D’Amico: c’era un motive perchè praticamente ci veniva bene praticamente che il posto era .. diciamo ci mettevamo appartati, e praticamente ci potevamo incontrare in quanto Mazzarrà era vicino, San Biagio era vicino, e ci incontravamo praticamente… facevamo a metà strada ognuno e ci incontravamo da Torre.
Pm: ho capito. Senta un’altra  cosa. Lei ha detto che forse era coinvolto, mi pare di avere capito, Barresi Eugenio pure in questa estorsione?
D’Amico: si Barresi Eugenio ha avuto un ruolo, però ora non mi ricordo quale.
Pm: ma il fatto che Barresi Eugenio c’entrasse in questa estorsione le risulta e non si ricorda il ruolo oppure non è sicuro neanche sul fatto che lui c’entrasse con questa estorsione?
D’Amico: no, no, mi risulta perchè c’entrava il … l’Eugenio Barresi, perchè c’è stato anche lui, Eugenio Barresi, perchè l’ho incontrato in questo impianto. Però ora non lo ricordo, non me lo ricordo.
Pm: senta… senta un’altra cosa. Lei sa se Barresi Eugenio è poi mai stato assunto da questa… presso questa impresa?
D’Amico: forse mi sembra che è stato assunto.
Avv: mi scusi … no, mi scusi…
Pm: ha mai intrattenuto un rapport di lavoro?
Presidente Tripodi: un attimo. Un attimo. Registriamo l’opposizione della Difesa a questa domanda. Ma una volta indicato di Eugenio Barresi la domanda è leggittima. Nel senso che può anche chiedere se gli risulta o meno che con Torre avesse avuto rapport.
Pm: che rapport vi erano. Che rapport vi erano.
Presidente Tripodi: prego prego può procedure.
Pm: grazie. Ha capito la domanda?
D’Amico: si dottore Cavallo.
Pm: prego.
D’Amico: mi scusi la può ripetere?
Pm: praticamente se ha mai lavorato il Barresi Eugenio presso questa impresa di Antonino Torre?
D’Amico: guardi, per certo non glielo dico. Per certo… però mi sembra che ha lavorato. Però ne sono sicuro.
Pm: va bene, non ne è sicuro quindi.
D’Amico: non ne sono sicuro.
Pm: senta un’altra domanda. Lei ha detto che ha visto varie volte la consegna di questi soldi ed ha detto mi pare che fossero sui 5 milioni. Sa, se lo sa, con quale cadenza veniva pagata questa estorsione? Cioè quante volte al mese, all’anno? Non lo so.
D’Amico: di solito veniva pagata mensilmente questa…
Pm: mensilmente.
D’Amico: questa … praticamente queste rate venivano pagate mensilmente perchè mi soo recato io diversi mesi diciamo uno appresso all’altro. Praticamente che le posso dire? Il mese… siamo andati il mese di dicembre, per esempio,  ed il mese di gennaio successivamente. Quelle due volte. Era praticamente perchè il Ninai Torre pagava mensilmente.
Pm: ho capito. Senta un’altra domanda, ma questa estorsione l’ha gestita lei nel senso che l’ha chiusa lei? L’ha conclusa lei con Torre? Oppure lei si è trovato solo ed ha assistito a questa consegna di denaro?
D’Amico: no, no, l’estorsione praticamente è stata… io mi sono trovato praticamente a partecipare a queste consegne di denaro ed a tutti questi incontri di cui ho parlato.
Pm: ho capito. Senta un’altra cosa, questa estorsione lei ha detto riguardava Antonino Torre. Innanzitutto sa se aveva soprannome? Era conosciuto in qualche modo questo soggetto?
D’Amico: Ninai. Ninai Torre.
Pm: Ninai. Senta, quando abbiamo parlato di questa estorsione che … lei ha detto aveva un impianto di frantumazione ha detto di inerti?
D’Amico: di inerti. Si, si, di inerti.
Pm: sa come… questa impresa se aveva un nome? Come si chiamava?
D’Amico: era nel torrente Patrì.
Pm: no, neanche io, non ho sentito la risposta.
D’Amico: non ho sentito niente io, dottore Cavallo.
Pres. Tripodi: no, no, no, si, funziona. Funziona ora.
Pm: ripeto?
Pres. Tripodi: ripeta.
Pm: sa come si chiamava questa impresa di Antonino Torre in questo period?
D’Amico: no, onestamente non… non lo ricordo come si chiamava questa impresa.
Pm: un’altra domanda. In questo periodo l’impresa che gestiva Ninai Torre la gestiva da solo o con altre persone?
D’Amico: quindi in questo periodo l’impresa Torre era gestita da Ninai Torre.
Pm: da Ninai Torre.
D’Amico: poi successivamente è nata un’altra praticamente società, la Cogeca, che era gestita da Ninai Torre, da Pippo Buemi e da Antonino Alesci.
Pm: ho capito. Senta, sa dirmi quando nasce questa nuova società che ha detto si chiama?
D’Amico: Cogeca.

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