22 luglio 2015

Brolo (ME): Op. “Appalti fantasma”. Sono 31 gli indagati, tutti i nomi, le accuse, i fatti, i soldi incassati

Carmelo Arasi
21 luglio 2015
Sono 31 gli indagati, ai quali è stato notificato il relativo avviso di garanzia, a conclusione delle indagini preliminari dell’operazione “APPALTI FANTASMA”, scattata il 18 agosto 2014 e che ha fatto luce sullo scandalo dei mutui che ha messo in ginocchio il Comune di Brolo. La conclusione delle indagini, firmata dai sostituti procuratori di Patti FRANCESCA BONANZINGA e MARIA MILIA, è propedeutica alla richiesta di rinvio a giudizio che sarà presentata dopo che gli indagati presenteranno, se lo vorranno, eventuali memorie difensive entro ventuno giorni dal ricevimento dell’atto. Nell’ampio servizio: i nomi dei 31 indagati; le figure principali con l’associazione a delinquere contestata a cinque di loro (l’ex sindaco SALVO MESSINA, l’ex ragioniere capo CARMELO ARASI nella foto in alto, le ex contrattiste ANTONELLA CAMPO, SANTA CARANNA e GIUSEPPINA DE LEO). Tutti i fatti contestati, i soldi intascati ed il ruolo delle società sportive con nel mezzo anche la Tiger, la Futura e il Circolo Tennis Brolo. Il ruolo della giunta in carica dal 2007 al 2012, indagata con in testa l’allora assessore e oggi deputato GIUSEPPE LACCOTO (con relativa sua nota stampa) ma non per avere intascato denaro bensì per un altro episodio…
I NOMI

Ecco i nome dei 31 indagati, in ordine come appaiono nell’atto di citazione (tra parentesi indichiamo l’anno di nascita):
ARASI CARMELO (1952), già ragioniere generale del Comune di Brolo;
ARASI ROSSELLA (1979), figlia del suddetto rag. Carmelo;
CAMPO ANTONELLA (1971), contrattista al Comune di Brolo;
CARANNA SANTA (1965), contrattista al Comune di Brolo;
CASTROVINCI ROSA (1959), dipendente comunale di Brolo;
DI LEO GIUSEPPINA (1966), contrattista al Comune di Brolo;
GENTILE CARMELO (1970), ex assessore comunale;
LO VERCIO ELENA ROSA (1954), suocera dell’ex sindaco Salvo Messina;
MANIACI COSTANTINO (1952), impiegato comunale di Brolo;
MESSINA MARIO (1969);
MESSINA SALVATORE (1973), già assessore e sindaco di Brolo dal 2007 sino alle dimissioni (5 dicembre 2013);
MONDELLO FRANCESCA (1953);
RIFICI ENZA (1974), moglie dell’ex sindaco Salvatore Messina;
SCAFFIDI MANGIALARDO GIOVANNI (1970), ex presidente Tiger Brolo;
MASI ANTONINO (1972), ex presidente Tiger Brolo;
GIUFFRE’ ANTONINO (1957), legale rappresentante del Circolo Tennis Brolo;
ASTONE VITTORIO (1968), legale rappresentante della società sportiva Futura Brolo;
INDAIMO GIUSEPPE (1957);
GATTO ROSA (1988);
GATTO TINA (1990);
PRESTI DARIO (1988);
CARANNA GIUSEPPE (1966);
CARANNA DOMENICO (1973);
CALIO’ CARMELA (1968), già segretaria comunale di Brolo, adesso segretaria comunale a Naso;
PRINCIOTTA GIOVANNA (1959), impiegata comunale;
LACCOTO GIUSEPPE (1949), ex sindaco e assessore di Brolo, attuale deputato regionale del PD;
FAUSTINO NUNZIATINA MARIA (1956), ex assessore al Comune di Brolo;
RICCIARDELLO MARIA (1959), ex assessore ed ex presidente del consiglio comunale di Brolo. Attuale dirigente dell’Istituto Comprensivo di Brolo;
DI LUCA LUTUPITTO VINCENZO, ex assessore comunale;
LETIZIA GIUSEPPE, ex assessore comunale;
ROMANO PAOLA (1965), di Messina.
LE ACCUSE
Salvo Messina definito il “capo”, Carmelo Arasi l’“organizzatore”, Antonella Campo, Santa Caranna e Giuseppina Di Leo “partecipi” dell’associazione nata per commettere “delitti di falso truffa e peculati”. Questo il principale quadro emerso all’atto di conclusione delle indagini sui mutui fantasma al Comune di Brolo firmato dai pm Bonanzinga e Milia. Tra i soggetti colpiti dall’avviso di garanzia anche un nome nuovo ed è quello del deputato regionale Giuseppe Laccoto. L’ex sindaco e assessore è accusato, in qualità di componente della giunta guidata al tempo da Salvo Messina, in concorso con Giovanna Princiotta (responsabile dell’istruttoria), l’intera giunta, Carmela Caliò (ai tempi segretario comunale) e Costantino Maniaci (quale vincitore di concorso) di aver approvato la delibera n. 159 del 12 novembre 2009 senza che fosse stato approvato l’avviso di selezione da adottare con provvedimento del Segretario Comunale e da pubblicare all’albo pretorio del Comune, senza che fosse stata nominata la Commissione esaminatrice e fosse stata esperita idonea procedura di valutazione, procurando, sempre secondo l’accusa, un ingiustificato vantaggio a Costantino Maniaci relativo al passaggio dell’inquadramento dalla categoria C5 alla categoria D1, con conseguente miglioramento del trattamento economico. 
Sono le associazioni sportive operanti nel territorio comunale di Brolo ad essere state passate al setaccio dagli inquirenti e dove emergono i maggiori movimenti di denaro mai approvato dalla Giunta Municipale come invece previsto. Il caso forse più eclatante è quello che riguarda la palestra “Lair Sport associazione sportiva dilettantistica”. Sino al settembre del 2012 era Salvo Messina il legale rappresentante sostituito dalla suocera, Elena Rosa Lo Vercio dal giugno del 2012. Secondo gli inquirenti Carmelo Arasi e Salvo Messina avrebbero, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso e in tempi diversi emanato ben 44 mandati di pagamento dal 2009 al 2013 attestando falsamente spese mai autorizzate dall’Ente in favore della “Lair Sport”, per un importo complessivo di 635.400,00 €. Anche il vice sindaco ed assessore al bilancio del tempo, il commercialista Carmelo Gentile, è stato raggiunto da avviso di garanzia. Gli viene contestata l’appropriazione indebita, in concorso con Carmelo Arasi, della somma complessiva di 26.437,4 € come rimborso e indennità di carica mai autorizzate dall’ente. E’ di 48.000,00 € invece la somma che è stata incassata dalla Volley Mar Tirreno negli anni 2012 e 2013. Queste somme, si legge nell’atto, venivano occultate in bilancio quali “spese urgenti, indifferibili e non frazionabili”, “competenza versamento tassa igiene”. Per tale reato è stata raggiunta da avviso di garanzia, insieme a Carmelo Arasi e Salvo Messina, anche la moglie di quest’ultimo e legale rappresentante della società sportiva Enza Rifici. Nel vortice dell’inchiesta anche la Tiger Brolo, la società calcistica che rischia la non iscrizione al prossimo campionato di Eccellenza. Secondo l’accusa, infatti, in concorso tra loro, Carmelo Arasi, Giovanni Scaffidi Mangialardo e Antonino Masi, questi ultimi in qualità di presidenti della Tiger Brolo del tempo, avrebbero incassato 122.100,00 € dal 2009 al 2013 nonostante la disposizione di un contributo ordinario di 10.000 euro annui, con il solito stratagemma di occultamento di tali somme sotto le voci “spese urgenti, indifferibili e non frazionabili”, “competenza versamento tassa igiene”. Stesso sistema è stato utilizzato per l’incasso di quasi 8.000,00 € a favore dell’Associazione tennistica dilettantistica Circolo Tennis di Brolo, con l’esibizione presso la tesoreria di falsi mandati di pagamento a favore di Antonino Giuffrè rappresentante legale della società sportiva. 25.500,00 € invece sono stati incassati, sempre con l’occultamento delle somme sotto la voce “spese urgenti, indifferibili e non frazionabili”, “competenza versamento tassa igiene” da Vittorio Astone, rappresentante legale dell’Associazione Polisportiva Dilettantistica Futura Brolo dal 2011 al 2013. Secondo l’accusa tutte queste somme non sono mai state autorizzate dall’Ente perché mancavano i pareri competenti. Pare infatti che tutto questo circolare di denaro veniva deciso dal “capo” Salvo Messina e dall’ “organizzatore” Carmelo Arasi come, ad esempio, quella che sembra essere stata definita la truffa più importante scoperta dagli inquirenti. In concorso tra loro Salvo Messina, Carmelo Arasi, Costantino Maniaci, Mario Messina e Santa Caranna con “artifici e raggiri”, hanno presentato alla Cassa Depositi e Prestiti richiesta di prestito di scopo ordinario per l’importo di 1.700.000,00 € per la realizzazione di un palazzetto dello sport Polivalente allegando una delibera di giunta falsa perché alterata da Maniaci e Arasi nella parte in cui venivano stabilite le modalità di finanziamento dell’opera, attestazioni false circa la capacità a contrarre debiti da parte dell’ente e della privazione in bilancio di tale addebitamento a firma di Arasi con relative approvazioni di bilancio di previsione 2011 e attestazioni false circa lo stato di avanzamento dei lavori. Questo, secondo l’accusa, ha indotto in errore i funzionari della Cassa Depositi e Prestiti che stipulavano un contratto di mutuo con l’ente brolese credendo che i lavori fossero già avanzati e procedevano così con l’erogazione degli accrediti. Sempre per la stessa vicenda Costantino Maniaci viene accusato di aver modificato la delibera di giunta originale del 3 ottobre 2011 n. 14, omettendo a pagina 2 il punto in premessa in cui si specificava che era prevista una parziale copertura delle spese per l’opera con un finanziamento dell’assessorato regionale di 1.200.000,00 € e sostituendo a pag. 3 la lettera d) che originariamente spiegava come il Comune avrebbe coperto le spese grazie al contributo della Regione ma sostituita con la dicitura che “l’ente potrà far fronte alla spesa necessaria accendendo un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti o con altri istituti bancari preposti”. Santa Caranna, quale responsabile del procedimento del mutuo, è inoltre accusata di aver attestato falsamente con determina del 16 dicembre 2011 che il bilancio di esercizio 2011 era stato approvato con delibera consiliare n. 23 del 21 marzo 2011 e dove vi era l’impegno di richiedere un mutuo di 1.700.000,00 € per la realizzazione del palazzetto dello sport, quando invece era stato approvato con delibera n. 13 del 7 giugno e non vi era alcuna previsione di tale prestito. Nel calderone c’è anche il mutuo per i lavori di miglioramento sismico dell’edificio 1 della Scuola elementare Centro di via Roma al centro dell’indagine. In questo caso Salvo Messina, Mario Messina e Carmelo Arasi, sono accusati di aver richiesto un finanziamento alla Cassa Depositi e Prestiti di ben 918.750.000,00 € allegando la delibera di giunta n. 179 del 23 dicembre 2010 ma falsa perché – scrivono i pm Bonanzinga e Milia - in essa venivano omesse le disposizioni circa le modalità di finanziamento dei lavori, attestazioni circa la capacità a contrarre debiti da parte dell’ente e della previsione in bilancio di contrarre tale debito ma anche attestazioni false circa lo stato di avanzamento dei lavori e nel redigere attestazioni inerente i beni culturali per ottenere un mutuo di importo superiore rispetto a quanto deliberato in giunta. 
Coloro che vengono definiti dagli inquirenti come “capo” (Messina Salvo) e “organizzatore” (Arasi Carmelo) sono accusati anche di aver presentato attestazioni false circa l’approvazione del bilancio di esercizio 2011 riportante la previsione di un prestito per la realizzazione dei lavori in contrada Sirò procurandosi un ingiusto vantaggio economico consistente nella disponibilità di 583.530,00 €. Sempre gli ex sindaco e l’ex ragioniere capo vengono accusati di aver indotto in errore la Cassa Depositi e Prestiti per una attestazione di avanzamento dei lavori per un contributo riguardante la realizzazione di otto alloggi popolari in contrada Piana del Comune di Brolo per un importo complessivo di 631.849,4 €, in realtà mai iniziati come il palazzetto dello sport dei sogni o l’adeguamento sismico della Scuola elementare. Stesso copione per i lavori di completamento del metanodotto per un importo complessivo di 330.874,00 €. Il ragioniere Arasi viene accusato anche di avere esibito, presso la Tesoreria comunale, dei falsi mandati di pagamento, a sua firma, attestanti spese mai autorizzate e si sarebbe appropriato della somma complessiva di 629.804,00 €. Con lo stesso sistema sarebbero stati accreditati su conti correnti personali ben 267.407,28 € a Santa Caranna, 78.951,4 € ad Antonella Campo, 10.957,82 € a Francesca Mondello, 38.580,00 € a Giuseppina Di Leo e 7.416,27 € a Rosa Castrovinci. La figlia del ragioniere Arasi, Rossella, è accusata di avere incassato, con la complicità del padre, 96.998,1 € attestando spese mai autorizzate dall’ente. Sono ancora numerosi i capi di imputazione per gli indagati come ad esempio quello che riguarda Carmelo Arasi e Giuseppina Di Leo per l’appropriazione di 180.392,73 € dal 2011 al 2013 e l’ex ragioniere è accusato anche di avere attestato falsamente che alla data del 21 dicembre 2011 non esistevano debiti fuori bilancio, circostanza non rispondente al vero posto che risultavano numerosi provvedimenti esecutivi a danno del Comune di Brolo. La dichiarazione era stata redatta in risposta alla richiesta formulata dall’allora Revisore dei Conti Tiziana Vinci. Gli avvisi di garanzia riguardanti gli ex componenti della giunta (2007/2012 il periodo) Giuseppe Laccoto, Giuseppe Letizia, Maria Ricciardello e Vincenzo Di Luca Lutupitto, riguardano esclusivamente l’approvazione di atti concorsuali relativi alla progressione verticale di dipendenti comunali e non già per avere intascato soldi dal comune non dovuti. Al riguardo l’on. Giuseppe Laccoto ha inviato alla stampa il seguente comunicato:
“A seguito delle notizie di stampa relative all’informazione di garanzia a conclusione delle indagini preliminari da parte della Procura di Patti sulle vicende giudiziarie che riguardano il Comune di Brolo, il deputato regionale del Partito Democratico Giuseppe Laccoto ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Da oggi ho ancora più fiducia nell’operato della magistratura. Chiunque legga con attenzione il provvedimento può rilevare che la mia persona è assolutamente estranea a qualsiasi ipotesi di reato che si possa collegare con mutui, mandati di pagamento e maneggi di denaro in genere. Sono chiamato in causa come componente della Giunta Municipale nel 2009 solo per aver approvato la procedura concorsuale relativa alla progressione verticale di un dipendente comunale per la copertura di un posto di istruttore amministrativo. Una semplice presa d’atto che ogni giunta compie come atto politico e non come organo di gestione. Tra l’altro, alla selezione riservata a personale interno, hanno preso parte quindici dipendenti ed è stata regolarmente affissa all’albo. Stranamente, come si legge nel provvedimento della Procura e diffuso dalla stampa, l’avviso di pubblicazione, di esclusiva competenza degli uffici, non sarebbe stato neppure rinvenuto agli atti del Comune. Mi metto subito a disposizione – conclude l’on. Laccoto - dell’Autorità giudiziaria per chiarire la mia posizione ma vado avanti con la certezza di poter guardare fieramente negli occhi i miei concittadini per aver sempre servito con onestà la comunità di Brolo”. Per chiudere il ragioniere Carmelo Arasi è inoltre indagato per evasione d’imposta per gli anni 2011, 2012 e per non aver presentato dichiarazione dei redditi nel 2013.
          Giuseppe Lazzaro glpress.it
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