20 luglio 2015

Milazzo, 20 indagati per 7 morti sospette di operai della raffineria per esposizione all’amianto


19 luglio 2015 

La procura di Barcellona ha chiuso le indagini dell’inchiesta per esposizione all’amianto. L'accusa, per direttori generali e legali rappresentanti dello stabilimento. è di omicidio colposo. Fra il 2006 ed il 2013 alla Raffineria di Milazzo si sono registrate le morti sospette di sette operai probabilmente dovute alla prolungata esposizione all’amianto.

Dipendenti della Raffineria o di ditte dell’indotto deceduti dopo lunghe e terribili sofferenze. Per questi morti ora la Procura di Barcellona ha indagato venti persone fra direttori generali e legali rappresentanti dello stabilimento in carica fino al 2012. Omicidio colposo, lesioni e omissioni di cautele i reati ipotizzati. Lo scrive oggi la Gazzetta del Sud nell’articolo sulla chiusura delle indagini da parte dei sostituti Fabio Sozio e Federica Paiola.

Una maxi inchiesta avviata nel 2012 quando 64 lavoratori della Raffineria e dell’indotto presentarono un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo. Il fascicolo per competenza fu poi dirottato alla Procura di Barcellona che ha proseguito le indagini sentendo lavoratori e dirigenti dell’industria petrolchimica ed acquisendo un’ampia documentazione. Ora la conclusione del primo step dell’inchiesta con l’invio degli avvisi di conclusione delle indagini.

Un lungo elenco di direttori generali e legali rappresentanti fra i quali anche quelli di due ditte dell’indotto. A loro, nell’esposto, i lavoratori contestano di non aver applicato le norme di sicurezza a tutela della salute degli operai e non aver vigilato sui rischi da esposizione all’amianto.

Così in sette anni sono morti sette lavoratori fra carpentieri, elettricisti, gruisti e metalmeccanici. Gli indagati ora potranno chiedere di essere sentiti, poi la Procura potrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio o eventualmente l’archiviazione. La chiusura indagini dell’inchiesta barcellonese giunge a quattro giorni dalla storica sentenza del tribunale di Milano che ha condannato undici ex dirigenti della Pirelli a pene fino a 7 anni e 8 mesi per la morte, negli stabilimenti milanesi, di diversi operai per esposizione all’amianto. 

Rosario Pasciuto Gazzetta del Sud
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