31 luglio 2015

PARADISO E LE TELEFONATE DEL BOSS SCOTTO.

Vincenzo Biagio Paradiso


di Mario Portanova | 21 marzo 2015 [fonte]  

La sfolgorante carriera pubblico-privata di Cavallo si è accompagnata a frequentazioni che hanno attratto l’attenzione dei carabinieri del Ros. Tra i personaggi che hanno “rapporti economici” con Cavallo gli investigatori includono Vincenzo Biagio Paradiso (neppure lui indagato nell’inchiesta Incalza), di Castell’Umberto in provincia di Messina, che nel 2004 finì indagato per concorso esterno in associazione mafiosa perché nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di via D’Amelio erano emerse due telefonate verso sue utenze da parte di Gaetano Scotto, boss dell’Arenella, mandamento che include la strada dove Paolo Borsellino fu fatto saltare in aria con la sua scorta. 


Interrogato sul punto, annotano i Ros, Paradiso si avvalse della facoltà di non rispondere, ma la sua posizione fu archiviata dalla Procura di Caltanissetta anche per l’impossibilità di conoscere il contenuto di quelle conversazioni. 

Esponente della Compagnia delle opere, poi amministratore delegato e direttore fino all’ottobre 2014 di Sviluppo Italia Sicilia, all’epoca Paradiso collaborava con il Cerisdi, ente pubblico con sede a Castello Utveggio, di cui molto si è scritto come sede di copertura dei servizi segreti. Nel settembre 2012 è Cavallo a organizzare un incontro fra Paradiso e Stefano Perotti, il re delle direzioni lavori arrestato con Incalza, per il quale è prevista la presenza del ministro Lupi e di Gabriele Toccafondi, sottosegretario Ncd all’istruzione. Cavallo e Paradiso risultano soci nella Capa srl di Milano, società di consulenza aziendale. Che fra l’altro il 4 ottobre 2012 intasca 24.200 euro per un piano di marketing territoriale della Regione Sicilia. [link]

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