17 settembre 2015

Mafia Capitale. Odevaine, le mani sui migranti - Dalle intercettazioni all'ex vice capo di gabinetto di Veltroni, spuntano i collegamenti con la Sicilia: costruttori, proprietari di capannoni, operatori turistici, uomini della politica e collegati a cooperative nate ad hoc, funzionari delle istituzioni, così come personaggi legati alla mafia del territorio sotto il "coperchio" dei clan catanesi

Gli investigatori della Dia al lavoro per individuare costruttori, operatori turistici, politici e responsabili delle coop in combutta sul business per l'accoglienza ai richiedenti asilo. Un mercato sempre più inquietante. Che coinvolge mafia, terroristi e minori.

di Concetto Alota 17 settembre 2015

SIRACUSA. Un troncone d'inchiesta del voluminoso fascicolo denominato "Mafia Capitale" si  è spostato in Sicilia, compreso il territorio siracusano. Nelle intercettazioni telefoniche in cui Luca Odevaine, ex vice capo di gabinetto di Walter Veltroni, quando spingeva per far accreditare dal Ministero degli Interni uno dei centri del siracusano, tra le altre cose, diceva: 

"Ci dovresti mettere eh... Melilli provincia di Siracusa, struttura per 200 posti tra parentesi mettici, per cortesia... ex Rsa... poi Piazza Armerina". 

Cosi suggeriva Luca Odevaine, al quale secondo gli inquirenti faceva capo il ramo immigrazione del sistema-Buzzi. E aggiungeva: "Se noi gli facciamo prendere il... i facciamo aprire i centri... insomma ci ci coinvolgono nell'operazione..."

Il "consiglio", secondo gli investigatori, doveva essere girato al prefetto Rosetta Scotto Lavinia, dal 15 settembre 2014 direttore centrale per le politiche  dell'immigrazione e dell'asilo del Ministero dell'Interno dopo essere stata direttore centrale dei servizi civili per l'immigrazione al Viminale. 
Luca Odevaine ripeteva che sarebbe stato sollecitato da alcuni imprenditori dei luoghi interessati. 

Ma chi sono questi referenti siracusani collegati con gli uomini di "Mafia Capitale"? 
Le operazioni "segnaletiche", degli investigatori della Dia, che sono ancora al lavoro, parlerebbero di costruttori, proprietari di capannoni, operatori turistici, uomini della politica e collegati a cooperative nate ad hoc, funzionari delle istituzioni, cosi come personaggi legati alla mafia del territorio sotto il "coperchio" dei clan catanesi, che a sua volta si collegherebbero ai centri di raccolta di mezza Sicilia, compreso il Cara di Mineo

Una cupola affaristico-mafiosa-politica ben organizzata che, secondo lo schema degli inquirenti, a vario titolo tutti accomunati dall'interesse specifico per lucrare sull'intero comparto immigrazione: dalle strutture, ai trasporti, alle forniture di materassi e degli indumenti, così come della gestione dei servizi generali e del controllo del luogo degli sbarchi che cambierebbero in base alla disponibilità dei posti letto attraverso dei mediatori libici che farebbero la spola tra la Sicilia e Tripoli. 

Sulla vicenda, secondo le indiscrezioni dagli ambienti investigativi, sarebbero coinvolti a vario titolo e individuati un gruppo di "operatori" del "settore"; uomini della politica e delle istituzioni, residenti nei territori della provincia di Ragusa (Pozzallo), Siracusa (Priolo, Città Giardino, La Pizzuta) e di Catania. Caltanissetta, Trapani, Palermo. Messina. 
Le Direzioni dei vari Distretti Antimafia della Sicilia, insieme ai Servizi segreti di mezza Europa, sono al lavoro per scoprire connivenze istituzionali, ramificazioni, connubi e rapporti legati agli interessi economici locali, oltre che con personaggi mafiosi, oltre che dai tanti possibili infiltrati terroristi. 

La tratta dei minori. 
In merito si sarebbero scoperti interessi anche sulla tratta dei minori da parte di organizzazioni che operano in tutta l'Isola. Dai centri di accoglienza della Sicilia, i minori non accompagnati scomparsi nello scorso anno sono circa duemila, sui circa cinquemila registrati; mentre nel resto dell'Italia i numeri sono davvero preoccupanti, dove i bambini spariti dai centri di accoglienza nel 2014 sono quasi quattromila, su un totale di circa quindicimila sbarcati. Secondo la Direzione Nazionale Antimafia, dietro la sparizione dei minori stranieri, ci sarebbe la regia di organizzazioni criminali ben radicate nei territori degli sbarchi e la destinazione sarebbe molteplice: adozioni abusive, riduzione in schiavitù, sfruttamento del lavoro minorile, e spaccio di droga. 

Molti minori scompaiono quasi subito aver toccato terra e molte volte le discrepanze diventano drammatici racconti di sfruttamento, di compravendita e prostituzione, e solo poche volte con l'esito positivo del raggiungimento familiare. 


I migranti arrivati in Sicilia dall'inizio del 2015 sono circa dodicimila. Negli ultimi anni gli Stranieri sbarcati nel territorio siciliano sono stati quasi 160 mila e molti sono rimasti in Sicilia. 

Questo fa capire l'interesse milionario che si nasconde dietro il dramma dell'immigrazione. 
In Sicilia strutture di accoglienza sono proliferate a dismisura: Cara Cpsa, Cas, tutti agganciati al sistema immigrazione per far fronte all'invasione dei migranti, che oggi diventata esponenziale in termini di numeri. 

Ma la gravita risiede nel fatto che i centri di accoglienza non bastano mai, per ogni nuovo sito che si apre, la necessità diventa subito il doppio. La maggior parte per la fretta di aprire in stato di necessità non è in regola con le autorizzazioni, le varie certificazioni, le norme igieniche, carenze nelle qualifiche del personale impiegato con tutti i risvolti collegati.

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