17 febbraio 2018

Barcellona Pozzo di Gotto, l'inchiesta: Angelo Coppolino, i reati di concussione e la vicinanza del sindaco Roberto Materia alle sue problematiche immobiliari”.


Coppolino - Materia

di Leonardo Orlando 17 febbraio 2018


Il Procuratore della Repubblica Emanuele Crescenti, nella conferenza stampa di ieri organizzata nella sede del commissariato di Polizia alla presenza del dirigente, il vicequestore Antonio Rugolo, ha parlato di “pervicacia in una città che ha bisogno di legalita’” del sindaco Materia nella gestione di talune questioni che hanno riguardato la vicenda delle revoche dell’incarico di comandante della Polizia Municipale nei confronti del colonnello Lino La Rosa, il quale ha avuto un ruolo rilevante nelle prime indagini sugli illeciti edilizi commessi nei due fabbricati di proprietà della famiglia Coppolino effettuate dai carabinieri della compagnia di Barcellona che hanno poi portato al sequestro degli immobili, per altro ancora attivo. 

Dalle intercettazioni, infatti, oltre al carisma di Coppolino che ha dimostrato capacità a commettere una serie di concussioni è emersa una vicinanza del sindaco Materia alla posizione della famiglia Coppolino e, in particolare di “un suo interessamento alle sue problematiche immobiliari”. 

Da ciò la stessa procura, con il pm Matteo De Micheli, ha dedotto “l’esistenza di una chiara volontà dello stesso sindaco di allontanare, in maniera arbitraria e illegittima” il comandante Lino La Rosa, “al fine di danneggiarlo e di sostituirlo con un soggetto più compiacente; agendo, per altro, anche in maniera piuttosto maldestra, considerando che per ben due volte il giudice del lavoro del Tribunale di Barcellona (con uno dei provvedimenti confermato in sede di reclamo del Tribunale in composizione collegiale) ha dichiarato illegittimi i provvedimenti di revoca”. 

Per il gip Gugliotta il sindaco “era determinato a estromettere il La Rosa e, pur di raggiungere tale obiettivo, non esitava a violare consapevolmente la legge e a non rispettare le statuizioni contenute nei provvedimenti del Tribunale, tra l’altro determinando anche un danno economico per le casse comunali, per l’ostinazione, si ribadisce, davvero maldestra, con la quale perseguiva il suo disegno anche evitando di aderire al tentativo di conciliazione di La Rosa, con il quale quest’ultimo aveva dichiarato di rinunciare a tutte le pretese risarcitorie derivanti dal danno (patrimoniale e non) da lui patito pur di conservare la propria carica per soli cinque mesi fino allo spirare del termine triennale (termine che scadeva nel maggio del 2017 e non nel dicembre 2016, come erroneamente indicato nell’ordinanza del 2015 e anche di questo il sindaco era ben consapevole)”. 

Intercettazioni anche dentro il Comune

L’attività investigativa che ha portato all’emissione delle 8 misure cautelari, tante quante erano state richieste, è stata condotta sul campo dagli agenti della squadra giudiziaria del commissariato di Barcellona all’epoca diretto dal vicequestore Mario Ceraolo attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali anche all’interno del Municipio. Le richieste di ordinanze coercitive ed interdittive che erano state avanzate dalla Procura il 10 ottobre 2017, con successiva integrazione del 7 dicembre 2017, erano state diverse. Infatti la Procura chiedeva l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere per l’ex assessore Angelo Coppolino; gli arresti domiciliari per il vice comandante della polizia municipale Salvatore Di Pietro, stessa misura per l’arch. Carmelo Rucci e per i geometri Francesco Livoti e Giuseppe Bonomo. Inoltre una seconda misura cautelare di divieto di dimora in provincia di Messina, in relazione ad altri reati, per lo stesso vice comandante della polizia municipale Di Pietro, per l’arch. Rucci, per Livoti e Bonomo. Invece per il sindaco Roberto Materia, per l’arch. Isgrò, per il segretario generale Santi Alligo, era stata avanzata per tutti richiesta di misura cautelare di divieto di dimora nella Regione Sicilia. Nell’inchiesta risulta indagato in stato di libertà anche il fratello dell’ex assessore, Felice Coppolino, per il quale la Procura non ha ritenuto necessario chiedere la misura cautelare.
Gazzetta del Sud
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