10 febbraio 2018

Da Giuseppe Campo a Giuseppe Setola e Carmelo D’Amico , ma la Procura di Roma chiede l'archiviazione sul caso Attilio Manca

ATTILIO MANCA


10 FEBBRAIO 2018

Da Giuseppe Setola a Carmelo D’Amico 
Le dichiarazioni di Campo si aggiungono a quelle dell’ex boss dei Casalesi Giuseppe Setola (che per paura di ritorsioni poi ha ritrattato), a quelle dell’ex sodale di Provenzano, Stefano Lo Verso e infine alle affermazioni del collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico. Quest’ultimo nel 2015 ha rivelato agli inquirenti di essere stato messo a conoscenza del progetto omicidiario nei confronti di Attilio Manca a cui avrebbero preso parte esponenti di Cosa Nostra, apparati dei Servizi di sicurezza “deviati” in contatto con esponenti della massoneria.

Un esposto
L’inchiesta romana era essenzialmente basata sull’esposto dei legali della famiglia Manca in cui, al di là delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, venivano evidenziati particolari dati oggettivi che portano ad escludere in modo definitivo la tesi del suicidio a base di droga. “Buchi neri” che hanno inghiottito (per il momento) la verità: il mancinismo puro di Attilio Manca e l’inesistenza di una sua eventuale tossicodipendenza; l’assenza delle impronte digitali di Attilio Manca sulle due siringhe ritrovate nel suo appartamento; le eloquenti immagini del cadavere di Attilio Manca poco conforme ad una morte per overdose; la mancanza di prove della cessione di eroina da parte di Monica Mileti; la nota della Squadra mobile Viterbo che attesta un dato non veritiero e cioè che Attilio Manca era in servizio all’ospedale Belcolle di Viterbo nei giorni in cui Provenzano si trovava a Marsiglia. Non è così: dai registri del nosocomio risulta che nei giorni di fine ottobre 2003 in cui Provenzano veniva operato in Francia, Attilio Manca non era in servizio (l’ex capo della squadra Mobile di Viterbo, Salvatore Gava, è stato successivamente condannato in via definitiva a 3 anni per un falso verbale alla scuola Diaz durante il G8 di Genova); l’intercettazione ambientale del 2007 tra Vincenza Bisognano, sorella del boss Carmelo (poi pentito), ed altre persone in cui si parla di Attilio Manca che sarebbe stato ucciso perché aveva riconosciuto Bernardo Provenzano, la stessa Bisognano aveva aggiunto che in molti sapevano che il boss, durante la sua latitanza, si era nascosto anche nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto; il vuoto investigativo in merito a determinati personaggi di Barcellona Pozzo di Gotto che prima ancora che uscissero le notizie dell’operazione in Francia di Bernardo Provenzano, avevano già ipotizzato alla famiglia Manca che la morte del loro congiunto sarebbe stata collegata ad una visita medica che Attilio Manca avrebbe effettuato al capo di Cosa Nostra; la scomparsa dai tabulati telefonici di alcune telefonate di Attilio Manca ai suoi genitori negli ultimi giorni del mese di ottobre del 2003 (nel periodo in cui Provenzano veniva operato in Francia) così come l’11 febbraio 2004, il giorno prima che Attilio Manca venisse ritrovato morto e infine il vuoto investigativo sulla giornata di Attilio Manca dell’11 febbraio 2004, quel giorno il giovane urologo aveva interrotto misteriosamente i rapporti con tutti, non aveva disdetto due importanti appuntamenti e non aveva più risposto al telefono.

Parole inascoltate
Tra le tante parole dette e non dette su questo caso ci sono quelle inascoltate del tossicologo Salvatore GiancanePer il dott. Giancane non ci sono dubbi: la morte di Attilio Manca “puzza di omicidio”.Raggiunto telefonicamente aveva elencato una dopo l’altra le gravi anomalie – a livello medico – che gravitano tutt’ora attorno al ritrovamento del corpo del giovane urologo e a tutto quello che è avvenuto dopo. Per il tossicologo mancava assolutamente “un quadro coerente” nella scena del ritrovamento del corpo: non può essere un suicidio. Esattamente quanto viene ribadito da 14 anni dai familiari del medico siciliano, dai loro legali e in ultimo dal giudice Minasi: quello di Attilio è un omicidio di Stato.

leggi tutto QUI
Posta un commento

Avvertenze sul blog

SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog
Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.