24 febbraio 2018

I voti dell’ambulante e il Sindaco in manette. Funziona così

Matteo Iannitti - 23/02/2018 

Il Sindaco è in campagna elettorale per l’amico candidato, l’amico a cui deve tutto, anche il fatto di essere arrivato a fare il Sindaco. 

La competizione elettorale è dura, durissima. Se ne sentono di tutti i colori. Quello promette posti all’ospedale, quello promette l’incarico all’ente teatrale, quell’altro ancora un assessorato, un posto come capo di gabinetto, un incarico in una partecipata, una consulenza per un comune, una scuola, un ente qualsiasi. E per la plebe? Un bel corso professionale, un posto tramite un’agenzia interinale per due mesi, una corsia preferenziale in ospedale, lo sblocco di una pratica in ufficio, un aperitivo, una mangiata. 

Il Sindaco è confuso, incazzato, invasato dalla competizione. Talmente tanto da pensare che tutto ormai sia lecito: la guerra è guerra. Passando dall’ambulante che vende un po’ di tutto a bordo strada e che ha tanti clienti e parenti, gli viene un’idea: prendere i suoi voti. 

Tornato al Municipio chiama un suo ispettore dei vigili urbani di fiducia, rappresentante sindacale al comune, uno che conta e muove le cose: “Mi serve una cosa elettorale! Vai dai due gemellini, quelli che hanno il camion e che vendono tutta quella roba. Qualcosa che non va gliela trovi sicuramente: anche fosse solo l’assicurazione dei camion che sono lì abbandonati da anni. Devi farli spaventare!…così loro mi vengono a cercare”. 

Il fido ispettore esegue. Così i venditori ambulanti, come pronosticato dal Sindaco, si presentano in Municipio per capire come risolvere la questione, come impedire che il vigile scriva il verbale. “Votate il candidato amico mio e fatelo votare” esclama il Sindaco “e nessuna multa sarà fatta”. 

Non passa neanche qualche ora che i venditori ambulanti si mettono subito alla ricerca dei voti. L’amico del Sindaco diventa onorevole regionale con talmente tanti voti che viene persino candidato al parlamento nazionale. 

Oggi è arrivata la guardia di finanza e ha portato in prigione il Sindaco, ha arrestato il vigile urbano e ha messo nei guai l’amico del Sindaco che adesso non sa cosa dire e ha abbassato le saracinesche del comitato elettorale, non più tanto convinto di essere onorevole. 

I nomi e i cognomi degli attori di questa storia li conoscete. E sapete bene che non sono solo quelli di cui oggi parlano i giornali. Da qualcuno però non è ancora arrivata la finanza. Sarebbe bello che prima delle guardie arrivassero le pernacchie e i calci nel sedere. [link]
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