14 marzo 2018

BarcellonaPG: Aurelio Micale al ’41 Bis’. Condannato come esecutore di sei omicidi di Mafia

Aurelio Micale

di Leonardo Orlando – Barcellona 13 marzo 2018 

Carcere duro per il barcellonese Aurelio Micale, 40 anni il prossimo 30 aprile, arrestato per mafia la prima volta, il 10 luglio del 2013, nell’operazione “Gotha IV” e coinvolto nelle successive operazioni antimafia fino all’ultima, la “Gotha VII”, eseguita prima dell’alba del 24 gennaio scorso. A stabilire l’applicazione del nuovo regime carcerario previsto dall’art. “41 bis” dell’ordinamento penitenziario, meglio conosciuto come carcere duro, è stato un decreto emesso dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, notificato ieri al destinatario che si trova rinchiuso nel carcere friulano di Tolmezzo.

Da ieri, infatti, per effetto del decreto ministeriale, Aurelio Micale che è stato già condannato in via definitiva per associazione mafiosa per l’inchiesta scaturita dall’operazione “Gotha IV” e che invece per l’operazione “Gotha VI” risponde della partecipazione ai gruppi di fuoco che hanno eseguito ben 6 omicidi di mafia, è stato destinato al circuito dell’alta sicurezza dello stesso penitenziario. Il ministro della Giustizia, ha infatti accolto la richiesta di applicazione di misure più severe per la detenzione in carcere che era stata avanzata dalla Procura distrettuale antimafia di Messina ed in particolare dai due sostituti, Angelo Cavallo e Vito Di Giorgio, che hanno coordinato le indagini dei reparti speciali di carabinieri e polizia sulle principali inchiesta di mafia che hanno riguardato la famiglia dei “Barcellonesi”. 

I legali che difendono Micale, gli avv. Diego Lanza del Foro di Barcellona e Tommaso Autru Ryolo di Messina, hanno già predisposto un reclamo avverso il decreto di applicazione del “41 bis”che sarà discusso davanti ai giudici del Tribunale di Sorveglianza di Roma. Aurelio Micale che in ultimo è stato raggiunto da una nuova ordinanza per sola associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione “Gotha VII” del 24 gennaio scorso, è considerato da inquirenti ed investigatori “come uno dei principali esponenti della famiglia “barcellonese”. Contro Micale le dichiarazioni di correità di quasi tutti i collaboratori di giustizia che hanno svelato, a cominciare dai fratelli D’Amico, Carmelo e Francesco, che nel periodo compreso fra il settembre 2013 ed il maggio 20014, durante una comune detenzione presso il carcere di Palermo Pagliarelli, che lo stesso dal 2011 (dopo l’arresto dei fratelli D’Amico) si occupava di quell’importante compito della gestione dei soldi delle estorsioni. Gestione che avveniva assieme a Fabio Garofalo e Francesco Aliberti e in ultimo anche con Nino Calderone. Aurelio Micale, oltre che delle estorsioni è, sopratutto, indicato nell’ambito dell’inchiesta scaturita dall’operazione “Gotha VI” tra gli autori di 6 efferati omicidi di mafia. 

Uno dei più cruenti in cui Aurelio Micale imbracciò le armi assieme a Domenico Chiofalo, esplodendo diversi colpi di arma da fuoco per uccidere il ventitreenne Giovanni Isgrò. L’efferato omicidio del giovane si è verificato, la sera di sabato 1° dicembre 2012, in un salone da barba a Barcellona. Quel delitto che dopo anni di silenzio indusse la popolazione, solo in quella occasione, ad organizzare una manifestazione contro quell’atto di violenza estrema, oltre a Micale sono ritenuti responsabili in concorso lo stesso Domenico Chiofalo, Antonino Calderone (del 1988), Antonino “Caiella” Calderone (del 1975) e Franco Munafò, quest’ultimo transitato tra i collaboratori di giustizia.  

GLI OMICIDI
Aurelio Micale, nel processo ancora in corso scaturito dall’operazione “Gotha VI”, oltre all’omicidio di Giovanni Isgrò, è accusato di aver partecipato, accompagnando e prelevando dai luoghi dei delitti Antonino Calderone inteso Caiella, al “commando” che a Barcellona ha ucciso altre cinque persone: Giovanni Catalfamo, avvenuto il 29 settembre 1998, che sarebbe stato commesso assieme ad Antonino Calderone inteso “Caiella” e dai fratelli Carmelo e Francesco D’Amico; omicidio Antonino Sboto, avvenuto il 3 maggio 1999, a cui parteciparono Antonino “Caiella” Calderone, ed i fratelli Carmelo e Francesco D’Amico; omicidio Fortunato Ficarra, avvenuto a Santa Lucia del Mela il 1° luglio 1998, a cui presero parte Antonino “Caiella” Calderone, Pietro Nicola Mazzagatti ed i fratelli Carmelo e Francesco D’Amico; omicidio Mimmo Tramontana, avvenuto il 4 giugno 2001 a Calderà, al quale parteciparono Salvatore “Sem” Di Salvo, Pietro Nicola Mazzagatti e Angelo Caliri; Omicidio Carmelo De Pasquale, avvenuto il 5 gennaio 2009, del cui gruppo che decisero e ed eseguirono il delitto ci sarebbero stati Carmelo Giambò, Antonino “Caiella” Calderone, Domenico Chiofalo, ed i fratelli Carmelo e Francesco D’Amico e Franco Munafò. 

Dalle indagini emerge che Aurelio Micale che fino al 2013 era rimasto in ombra sarebbe stato una sorta di uomo ombra di Nino Calderone inteso “Caiella”, uno dei maggiori esponenti del braccio armato della mafia barcellonese rimasto sempre impunito pur essendo notoriamente un killer della mala locale. 

Gazzetta del Sud 
Posta un commento

Avvertenze sul blog

SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog
Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.