16 marzo 2018

Rivelazioni dell'imprenditore Biagio Grasso coinvolto nell'indagine sulla cellula mafiosa. Preziosi orologi per corrompere i funzionari di banca che si occupavano del riciclaggio. LE TANGENTI ERANO ROLEX



16 MARZO 2018 

C'è la pista dei Rolex in regalo per i "servigi" resi dai banchieri che riciclavano il denaro sporco per conto della cosca, scovati dai carabinieri del Ros dopo nuove perquisizioni effettuate tra martediì e mercoledì in abitazioni private, istituti di credito e studi professionali 

E ci sono i nuovi verbali. Tanti. Riempiti dal nuovo collaboratore di giustizia operazione antimafia "Beta", che è l'imprenditore Biagio Grasso nei mesi scorsi, in gran segreto e in una località segreta. Facendo nomi e cognomi di un silema di potere parallelo a Messina, allargatosi a macchia d'olio in questi anni all'ombra della cellula di Cosa nostra peloritana di derivazione etnea. 


La "Beta" incentrata infatti sulla cellula di Cosa nostra catanese attiva a Messina, legata alla famiglia" Santapaola Ercolano. E se per un verso nella giornata di giovedì si è registrato l'atto di chiusura delle indagini preliminari per i primi cinquanta indagati dell'inchiesta, con i nomi eccellenti dell'avvocato Andrea Lo Castro, dell'imprenditore Carlo Borella e dell'ingegnere e funzionario comunale Raffaele Cucinotta, adesso si apre per la Procura di Messina una nuova puntata molto piu complessa da gestire: le nuove complicità dei colletti bianchi raccontate da Grasso, i favori e gli appalti combinati, il riciclaggio dei capitali che venivano puliti" con la comdiplicità di alcuni funzionari di banca corrotti con i Rolex. E quando i carabinieri del Ros hanno chiesto di spiegare la provenienza di quegli orologi, a quanto pare nessuno dei proprietari ha saputo "tracciare" il percorso che li ha portati a possederli. E'inchiesta potrebbe allargarsi. 

GAZZETTA DEL SUD
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