28 marzo 2018

Sigilli alla ditta del gruppo Franza: sversamenti di piombo in mare. Sequestrata l’Esi di Giammoro (ME)


27 MARZO 2018

Piombo, cadmio, zinco e rame che finivano in mare, passando per il depuratore consortile di Giammoro in provincia di Messina. Uno scempio ambientale certificato. E’ questo il motivo del sequestro – la notizia è stata pubblicata oggi dal quotidiano la Gazzetta del sud –  che ieri mattina proprio i tecnici dell’Arpa e i carabinieri della compagnia di Milazzo hanno eseguito su decreto del gip di BarcellonaPG allo stabilimento della Esi spa, la “ecological Scrap industry-Industria dei rottami ecologici”, una ditta di smaltimento del gruppo Franza che si trova a Giammoro, e che si occupa del recupero di piombo delle batterie esauste attraverso il procedimento di fusione. 

Il gip Fabio Gugliotta ha siglato il provvedimento su richiesta del procuratore capo di Barcellona Emanuele Crescenti e del sostituto Matteo De Micheli e risulta indagato come rappresentante legale della Esi spa, che ha sede legale a Messina in via G. Franza, alla Zir, il dirigente Luigi Genchi. Il motivo del sequestro effettuato dai tecnici dell’Arpa e dai carabinieri è spiegato dal gip Gugliotta su due piani: l’evidente ricorrenza dei gravi indizi relativi al reato, e la possibilità che possa registrarsi una reiterazione della condotta.

Con riferimento al sequestro preventivo effettuato in data 26/03/2018 dall’ARPA ST di Messina e dai Carabinieri di Milazzo su disposizione del GIP della Procura della Repubblica di Barcellona P.G., la società ESI SPA ritiene utile precisare che l’azienda opera dal 1998 nel settore del recupero del piombo dagli accumulatori esausti, finalizzato alla produzione di piombo puro e  leghe usualmente commerciate, nel rispetto dei limiti e delle prescrizioni di legge e autorizzativi.
L’azienda, regolarmente autorizzata, dal 2001 è certificata UN EN  ISO 14001 con consequenziali, rigorosi obblighi di controllo a carattere ambientale, andati sempre a buon fine.
La ESI SpA rappresenta il naturale collettore di raccolta delle batterie esauste al piombo dell’intera Regione Siciliana. Ciò, tra l’altro, evita i rischi che conseguirebbero al trasporto di tali rifiuti pericolosi su lunghe distanze verso impianti ubicati al centro–nord Italia.
In merito alla contestazione sollevata, pur estranea ai fatti addebitati, la Società ha già predisposto un’azione di screening da parte di un esperto esterno supportato dal personale tecnico aziendale, al fine di effettuare ogni opportuna verifica. [link]
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