21 aprile 2018

L'INCHIESTA: Operazione Ombra, vaglio preliminare sul parco commerciale a San Filippo del Mela (ME) i protagonisti dell'affare dietro cui, secondo la Procura di Barcellona, c'era Saro Cattafi, e che portò ai domiciliari sindaco e vice sindaco del comune, indagati per una presunta tangente



di Alessandra Serio Sabato, 21. Aprile 2018 

Si è aperta ieri l’udienza preliminare davanti al Gup di Barcellona per l’operazione “Ombra” l’inchiesta dei Carabinieri sul progetto di un parco commerciale a San Filippo del Mela, sfociata negli arresti domiciliari nel marzo 2017 di Pasquale Aliprandi e Giuseppe Recupero, rispettivamente sindaco e vice sindaco di San Filippo del Mela. La Procura di Barcellona – il capo Emanuele Crescenti e il sostituto procuratore Alessandro Liprino, ricostruirono grazie al Ros dei Carabinieri il pagamento di una mazzetta per la realizzazione dell’affare e l’ombra di Saro Cattafi dietro l’operazione di lobbing che si mise in moto. Ieri il giudice per l’udienza preliminare ha disposto il “rinvio” al Pubblico Ministero del secondo capo di imputazione, che riguarda in particolare la posizione del barese Donato Didonna, e che deve essere riformulato. Si tornerà in aula il prossimo 18 maggio. Nelle difese sono impegnati gli avvocati Marcello Scurria, Carmelo Vinci, Tommaso Calderone e Gianni Pino.

I DETTAGLI Sono stati i due magistrati ad approfondire gli spunti investigativi forniti dai Carabinieri nel 2014, compendiati nell’informativa del ROS dove vengono tratteggiati i rapporti di interesse di molti personaggi di spicco del messinese, sia sotto il punto di vista professionale che, soprattutto, sotto i legami poco chiari con gli ambienti criminali.
Nello specifico in questo caso gli uomini del Reparto Operativo Speciale avevano captato nel 2011 diverse conversazioni di Rosario Pio Cattafi, poi arrestato - nel luglio del 2012- in una delle prime tranche del maxi antimafia Gotha, scoprendo i suoi legami con un mediatore messinese, oggi scomparso, che gli investigatori tratteggiano come uomo di rilievo della massoneria siciliana ma anche vicino al elementi di indubbia caratura criminale. “Anche io sono giusto e perfetto”, conferma in una conversazione intercettata il mediatore, al suo referente imprenditoriale che si lamentava dell’andamento dell’affare, ed in particolare della “voracità” degli amministratori locali i quali avrebbero preteso un “extra” per fare il loro lavoro, ovvero la tangente oggi contestata dalla Procura di Barcellona. Il mediatore, alla fine del decennio scorso avrebbe trattato con il barese Didonna l’affare, poi non andato in porto, del parco commerciale della moda di San Filippo del Mela, su cui sono “scivolati” oggi i due amministratori e nel quale, secondo le conversazioni intercettate dai militari, avrebbe avuto un ruolo di rilevo anche l’allora prima cittadino Giuseppe Cocuzza, anche lui indagato. Il barese nel 2011 era socio in Area col messinese Santi Vargiu, con sede in via Natoli, attivo nel settore del refrigeramento tra la città dello Stretto e l’area di Milazzo.
Dietro la società Area, però, secondo gli investigatori c’era l’ombra del barcellonese Cattafi
– da qui il nome con cui è stata battezzata l’inchiesta. A testimoniarlo sarebbero i frequentissimi rapporti tra il mediatore, consulente di Area, e Cattafi, sia telefonici che de visu, nel periodo in cui l’immobiliarista messinese è impegnato a sbloccare l’iter del parco commerciale a San Filippo. Secondo gli investigatori i due trattano proprio l’affair San Filippo, malgrado Cattafi non compaia ufficialmente ed è uno solo l’incontro documentato tra lui e Didonna.
In più di una occasione i due nominano i referenti politici di San Filippo, in una conversazione il mediatore chiede esplicitamente a Cattafi di intervenire, in un’altra domanda esplicitamente di chiamare Cocuzza. 
Ancora, Cattafi gli “passa” diverse bozze di documenti. Puntualmente subito dopo le conversazioni con Cattafi, il mediatore messinese chiama Didonna o gli altri professionisti interessati al progetto. Uno per tutti è l’ingegnere Giuseppe Raffa della Project Engeneering, contattato personalmente da Cattafi nel 2011 e che progressivamente viene coinvolto nel progetto parco della moda, subentrando al precedente progettista Giuseppe Pernice. Subentro caldeggiato, sono ancora una volta le conversazioni telefoniche ad indicarlo, proprio da Cattafi. Dopo il pagamento della ormai nota tangente da 3 mila euro a testa, l’iter in consiglio comunale sembra sbloccarsi e le conversazioni successive tra Didonna, il consulente e gli altri protagonisti svelano alle cimici dei carabinieri gli altri retroscena dell’affare. All’immobiliarista messinese, oltre al compenso regolarmente intascato quale attività di consulenza, sarebbe andato un altro 10% da dividere con un altro soggetto. Un compenso per la vera e propria attività di lobbing, spiegano gli investigatori. Inoltre in una conversazione con Raffa del 2012 i protagonisti chiamano in causa anche la decima per l’istituzione e i templari, parlando di come l’affare è stato gestito e delle persone coinvolte.
Cocuzza - Aliprandi

I NOMI Anche l'ex sindaco Cocuzza e il consigliere Ragno sono indagati per la presunta tangente pagata dalla Area srl, gruppo dietro il quale, secondo gli investigatori, ci sarebbe il "solito" Rosario Pio Cattafi Ci sono altri due indagati per la vicenda dell'area commerciale di Archi San Filippo che ha portato ai domiciliari il primo cittadino ed il vice. Si tratta del consigliere comunale Massimiliano Ragno e l'allora sindaco Giuseppe Cocuzza. Anche per loro la Procura di Barcellona aveva richiesto la misura, richiesta rigettata però dal Giudice per le indagini preliminari.
avv Francesco Sciotto
Per gli investigatori del Ros, che hanno sviluppato l'inchiesta partendo da una intercettazione captata mentre lavoravano al blitz Gotha, anche i due sarebbero coinvolti nella "manovra" messa in atto, tra il 2006 ed il 2010, per ottenere il pagamento di una tangente in cambio del rilascio della concessione necessaria al parco commerciale. L'ipotesi d'accusa è che i quattro abbiano ritardato deliberatamente di esaminare la richiesta di concessione, nel 2006, poi prospettato tutta una serie di ostacoli all'iter di rilascio della concessione. L'intento era ottenere denaro in cambio del rilascio. E infatti il consulente della società che aveva fatto la richiesta, la Area Srl, avrebbe consegnato nel settembre 2011 una "bustarella" da 12 mila euro. Il presidente della società era Donato Didonna. Sullo sfondo della vicenda c'è la figura di Rosario Pio Cattafi e la richiesta, attraverso la società Dibeca, della concessione per la realizzazione del parco commerciale di Barcellona. Indagando su quei fatti, gli uomini del Reparto Operativo Speciale hanno scoperto che il gruppo di Cattafi era interessato anche all'area commerciale in discussione a San Filippo del Mela. Per gli investigatori l'immobiliarista consulente dell'impresa avrebbe tutelato gli interessi di Cattafi. Il gruppo si era rivolto in un primo momento anche ad un altro intermediario, l'avvocato Francesco Sciotto, esponente politico del milazzese ed ex assessore regionale, che peró nel 2011 ha rinunciato all'incarico.
Agli atti dell'inchiesta c'è una gran mole di intercettazioni telefoniche ed ambientali che definiscono il ruolo di ognuno degli interessati nella vicenda, e che racconteremo nel prosieguo. [link]
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