15 maggio 2018

Arrestato Montante: ''Rete di spionaggio per ostacolare le indagini della procura'' - Capitolo Schifani


15 MAGGIO 2018 Sono tre i capi d'imputazione che riguardano Renato Schifani. Nel primo l'ex presidente del Senato è accusato di rivelazione di segreti d'ufficio assieme all'ex direttore della prima divisione dello Sco Andrea Grassi, del capo reparto dell'Aisi Andrea Cavacece e del docente dell'Università di Palermo Angelo Cuva. Secondo l'accusa, Grassi - dopo aver appreso la notizia dalla squadra mobile di Caltanissetta - avrebbe rivelato a Cavacece che erano state disposte delle intercettazioni nei confronti di Montante e che il colonnello D'Agata fosse indagato nello stesso procedimento in cui era coinvolto l'ex presidente di Sicindustria. Cavacece, sostiene sempre l'accusa, a sua volta avrebbe rivelato che vi erano intercettazioni nei confronti di Montante sia al suo capo, il generale Esposito, sia a D'Agata. A quest'ultimo, però, non avrebbe detto che era indagato, cosa che invece avrebbe riferito al direttore dell'Aisi. Quest'ultimo, tramite D'Agata, avrebbe fatto arrivare a Montante la notizia che era intercettato. Sempre Esposito, si legge ancora nel capo di imputazione, avrebbe rivelato a "Valerio Blengini - affinché si recasse da Bruno Megale, questore di Caltanissetta, al fine di attingere informazioni - e a Renato Schifani, la notizia che D'Agata fosse indagato". 

Ed è a questo punto che entrerebbe in gioco Schifani. L'ex presidente del Senato "rivelava a Cuva la notizia, veicolata dal Grassi ed appresa dal generale Esposito, che D'Agata fosse indagato". 

Cuva, infine, avrebbe riferito le informazioni allo stesso D'Agata. Schifani - assieme a Esposito e Cuva - è anche indagato per aver detto al professore, dopo averlo appreso dall'ex direttore dell'Aisi, che erano state disposte delle intercettazioni nei confronti della moglie di D'Agata. L'accusa di favoreggiamento, con Cuva, fa invece riferimento al fatto che i due "aiutavano Montante e D'Agata ad eludere le investigazioni che la procura della Repubblica di Caltanissetta stava eseguendo sul loro conto". 

Dal canto suo l'ex presidente del Senato di Forza Italia ha negato qualsiasi coinvolgimento: "Apprendo con stupore l'indagine a mio carico riguardo una mia presunta condotta, che è assolutamente inesistente - ha detto - Mi riservo, piuttosto, di denunciare per millantato credito chi per ipotesi mi ha coinvolto e fin d'ora sono a disposizione dell'Autorità giudiziaria per comprendere meglio la vicenda ed avviare tutte le iniziative opportune, al fine di tutelarmi da un'accusa palesemente infondata. Rivendico, infine, che non ho mai avuto alcuna amicizia o frequentazione con il signor Montante, a dimostrazione dell'assoluto disinteresse nei confronti di quest'ultimo". [link]
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